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Foce Frigido intasata, ripresi i lavori per la risoluzione. «Opera strategica per la sicurezza idraulica»

Il Comune: «Riguardano la riconfigurazione della sezione di foce, la riduzione dell’abbancamento del materiale detritico, il miglioramento della circolazione idraulica, la prevenzione di criticità stagionali che negli anni hanno interessato l’area costiera e la balneabilità». Le preoccupazioni degli ingegneri Milani e Vercelli: la lettera alle istituzioni

MASSA – L’amministrazione comunale di Massa (Massa-Carrara) informa che «sono ufficialmente ripresi gli interventi per la risoluzione delle problematiche di intasamento della foce del fiume Frigido, un’opera strategica per la sicurezza idraulica e la funzionalità dell’area costiera».

Il progetto, finanziato dalla Regione tramite fondi Fsc (Fondo per lo Sviluppo e la Coesione) per un importo complessivo di 4.750.000 euro, mira a riconfigurare la sezione terminale della foce, riducendo in modo significativo – e, ove possibile, eliminando – i fenomeni di sedimentazione e l’accumulo di materiale detritico proveniente dal corso d’acqua.

La progettazione esecutiva è stata curata da Dinamica Srl. La conferenza dei servizi decisoria, tenutasi il 5 settembre 2023, ha espresso parere favorevole all’avanzamento dell’opera. Con determina dirigenziale del 30 ottobre 2025, l’appalto è stato affidato all’Ati Società Edilizia Tirrena Spa-Submariner Srl. Il cantiere ha avviato ufficialmente le attività il 3 novembre 2025, dopo una breve sospensione organizzativa ora superata con la piena ripresa delle operazioni.

«L’intervento – spiega Palazzo civico – si colloca nel quadro degli obiettivi regionali di tutela del territorio e miglioramento della resilienza idraulica, mentre il nostro comune opera come ente attuatore. La titolarità dell’intervento e il coordinamento generale restano in capo alla Regione. Gli interventi riguardano in particolare la riconfigurazione della sezione di foce, la riduzione dell’abbancamento del materiale detritico, il miglioramento della circolazione idraulica, la prevenzione di criticità stagionali che negli anni hanno interessato l’area costiera e la balneabilità. Si tratta di un’opera attesa dalla comunità locale, finalizzata a garantire maggiore sicurezza idraulica, migliore qualità ambientale e un più efficiente deflusso delle acque verso il mare. Secondo il cronoprogramma aggiornato, la conclusione dei lavori è prevista entro il 31 marzo 2026».

Le preoccupazioni degli ingegneri Milani e Vercelli

Sulla questione lavori alla foce del Frigido intervengono anche gli ingegneri Carlo Milani e Roberto Vercelli che inviano una lettera alle istituzioni. La riportiamo di seguito.

«Non possiamo non esternare la nostra preoccupazione per le modalità con cui stanno procedendo i lavori per l’esecuzione dei due muri d’argine nel tratto terminale del fiume Frigido.
Non è deformazione professionale questa nostra, che ci porta ad un eccesso di cautela, ma vedere gli argini in terra demoliti durante i mesi più piovosi dell’anno, anche se in modalità provvisoria per infiggervi le palancole, preludio alla costruzione del muro in calcestruzzo armato ci preoccupa davvero. Questo metodo di lavoro che lascia aperta una falla dalla quale il fiume può esondare anche durante piene non eccezionali, non ci rassicura per niente perché può determinare il crollo di un’ampia porzione arginale ed il conseguente allagamento delle aree urbane circostanti.
Non riusciamo ad accettare che possa esistere una motivazione tecnica ed economica che, suggerita tale scelta operativa, metta a rischio di allagamenti il territorio, tanto più che le piene del Frigido sono improvvise quando coincidono con neve alta sulle Apuane, come in questi giorni
Facciamo notare che non  sono palesi   i cartelli con l’indicazione dei dati caratteristici dei lavori (ditta appaltatrice, Rup, altri responsabili, direttore dei lavori, eccetera), e che compare in foto un fascio di cavi elettrici danneggiato.
Più che un sollecito riscontro, ci attendiamo che vengano immediatamente eliminate le suddette condizioni di pericolo per tutto il territorio di Marina di Massa e che siano adottate modalità di lavoro più consone alla tutela della pubblica sicurezza».