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«Abbiamo assistito al ‘funerale’ del biodigestore. Ancora una volta la Regione sacrifica Massa-Carrara»

Folloni e Mannini (Cisl) dopo l’incontro al Cermec: «L’amarezza è grande perché è evidente che alcune forze politiche riconducibili alla Regione stanno cercando di distogliere l’attenzione dalla mancata realizzazione dell’impianto, attaccando l’attuale amministratore di Cermec». Fantappié (Uil Toscana): «Poche idee chiare»

MASSA-CARRARA – «Ieri si è svolto l’incontro richiesto da Cgil, Cisl e Uil provinciali, tenutosi al Cermec alla presenza delle segreterie delle organizzazioni sindacali di categoria con Retiambiente, la proprietà e le amministrazioni comunali di Massa e Carrara. L’incontro aveva l’obiettivo di ottenere chiarezza sul futuro del biodigestore, che non rappresenta un mero intervento infrastrutturale, ma un tassello essenziale per chiudere in modo moderno, efficace e sostenibile il ciclo dei rifiuti nella nostra provincia, con ricadute economiche e sociali significative. Tale impianto sarebbe stato in grado di generare occupazione diretta e indiretta, rafforzare la filiera dell’economia circolare e garantire maggiore autonomia al territorio nella gestione dei propri rifiuti». Così Michele Folloni e Luca Mannini, rispettivamente segretari provinciali di Cisl e Fit-Cisl che bollano l’incontro avvenuto ieri come un “funerale” del biodigestore.

«La, ormai molto probabile, mancata realizzazione del biodigestore era sostanzialmente già stata annunciata lo scorso anno, a metà marzo, dall’allora assessore regionale all’ambiente, Monia Monni, che in occasione di un incontro sul nostro territorio dichiarò che il fabbisogno di biodigestori in Toscana era da ritenersi saturo. La Fit-Cisl allora esternò le proprie considerazioni nei giorni successivi. Proprio ieri, il presidente di Retiambiente, Fortini, ha confermato ufficialmente che il biodigestore non è più ritenuto un’opera strategica e funzionale in quanto gli altri impianti presenti in regione risultano sufficienti al fabbisogno. In alternativa, sembra si vada verso la realizzazione di un impianto dedicato alla selezione e al riciclo di matrici secche provenienti dalla raccolta differenziata di carta, cartone, multimateriale, sfalci, potature, imballaggi, vetro, ecc., nonché un hub di trasferenza, escludendo completamente i rifiuti organici».

«Nei fatti, ieri abbiamo assistito all’epilogo del «funerale» organizzato negli ultimi anni dalla Regione Toscana, da Ato Toscana Costa e da Reti Ambiente nei confronti del biodigestore. Una scelta che, come Cisl e Fit-Cisl, non possiamo accettare, considerando che il biodigestore è stato oggetto di approfondimenti tecnici, valutazioni ambientali, lunghe procedure autorizzative e molteplici confronti istituzionali. Inoltre, ha già comportato per le casse pubbliche un investimento di tempo, impegno progettuale e risorse di oltre un milione di euro a carico dello stesso Cermec e dunque dei cittadini di Massa e Carrara.

«Ancora meno comprensibile è la necessità di «ripartire da zero» con un progetto completamente nuovo, come se tutto il lavoro svolto finora potesse essere archiviato con leggerezza. Si tratta di una scelta grave, ingiustificata, inefficiente e dannosa per la nostra provincia, che lascia spazio a un impianto privato – quello di Albe – una società partecipata al 50% da Alia Multiutility e al 50% da Belvedere, nata con lo scopo di trattare i rifiuti fiorentini. Infatti, il biodigestore di Montespertoli, prima di aumentarne le capacità di trattamento, non riusciva a soddisfarne il fabbisogno. Ora che l’impianto di Montespertoli ha aumentato la capacità di trattamento, si sacrifica il futuro impianto di Massa per consentire al rifiuto destinato a quest’ultimo di migrare sul nuovo impianto di Albe».

«Ancora una volta la Regione, che sostanzialmente rappresenta la cabina di regia, sta considerando il nostro territorio periferico, debole e sacrificabile rispetto ad altre aree ritenute più centrali: per quale motivo? Lo abbiamo ribadito con chiarezza: gli enti locali di Massa e Carrara sono stati poco incisivi nel difendere il progetto, ma il cuore del problema risiede a Firenze, dove una pianificazione regionale ha scelto di dare maggiori opportunità ad altri territori – come Montespertoli, Pontedera e Peccioli – destinando lì risorse e impianti strategici. Importante è anche il capitolo bonifiche: sembra che il valore di conferimento di Cermec sia già stato decurtato delle spese di bonifica, spese che Retiambiente non intende sostenere, ritenendo che debbano rimanere a carico dei comuni e, quindi, ancora una volta, dei cittadini dei comuni di Massa e Carrara. Oltre al danno, anche la beffa».

«L’amarezza è grande anche perché è evidente che alcune forze politiche riconducibili alla Regione, nonostante le apparenze, stanno cercando di distogliere l’attenzione dalla mancata realizzazione del biodigestore e dalle responsabilità connesse, attaccando l’attuale amministratore di Cermec, attribuendogli responsabilità che nel caso specifico non ha, come confermato dallo stesso Fortini nella riunione di ieri, approfittando di un episodio avvenuto in azienda e ancora non del tutto chiaro. Come Cisl e Fit-Cisl chiediamo a tutte le forze politiche del territorio di prendere posizione a difesa del biodigestore, in quanto riteniamo che questo non stia accadendo; ad esempio, la priorità del comune di Carrara, a un mese dalla cessione delle quote a Retiambiente, sembra essere quella di cambiare governance, piuttosto che impegnarsi nel creare un fronte comune per la realizzazione del biodigestore. Abbiamo tre consiglieri neo-eletti e, nonostante il presidente della Regione Giani abbia nuovamente scelto di non nominare un assessore del nostro territorio in grado di rappresentarlo adeguatamente, chiediamo che intervengano a difesa di Cermec e del nostro territorio. Nel contempo, ci auguriamo che la Regione Toscana inizi a considerare la provincia di Massa-Carrara per quello che merita, non come una provincia «minore», ma come parte integrante e rilevante della Regione Toscana».

Fantappié (Uil Toscana): «Poche idee chiare»

Sul caso anche Paolo Fantappié (Uil Toscana): «L’incontro di mercoledì 26 novembre scorso con i sindaci di Massa e Carrara, insieme alla dirigenza di Retimbiente e di Cermec, ha evidenziato un quadro di prospettiva futura, relativamente al tema dei rifiuti, alquanto incerto, se non confuso. Fermo restando ancora la mancanza di una risposta da parte del comune di Massa sul conferimento di Asmiu in Retiambiente, il futuro del biodigestore sarà valutato dal Consiglio dei soci di Retiambiente che si riunirà il prossimo 22 dicembre. Nel frattempo la Regione Toscana ha inviato a Cermec degli avvisi di mancato rispetto del cronoprogramma relativo alla costruzione del biodigestore, paventando conseguenti sanzioni, mentre Retiambiente dichiara che potrebbe esserci un nuovo progetto per la raccolta della carta e della plastica in sostituzione dello stesso biodigestore».

«Insomma – prosegue il sindacalista – contraddizioni su contraddizioni che non fanno ancora assolutamente capire quale direzione verrà intrapresa. Quello che si evince è che non c’è un quadro di programma futuro chiaro e tutto ciò, fermo restando la garanzia occupazionale che ci è stata più volte garantita durante l’incontro, non porterà certo un beneficio alle comunità di Massa e di Carrara. Come Uil Toscana chiederemo un incontro in Regione per fare chiarezza su un impianto che era previsto dal piano dei rifiuti già approvato precedentemente in Consiglio Regionale».