la giornata internazionale
|Ogni quattro giorni una richiesta di aiuto: al centro antiviolenza di Carrara 90 accessi e 160 donne in carico nel 2025
Aumentano denunce e chi, con minori, chiede protezione
CARRARA – Ogni quattro giorni una nuova donna vittima di violenza si rivolge al centro antiviolenza comunale. Nell’ultimo anno sono state 90 le donne che, provenienti non solo da Carrara ma anche da realtà vicine, si sono rivolte per la prima volta al centro «Donna chiama donna» di San Martino. A queste se ne aggiungono altre 57 che si erano rivolte al centro negli anni precedenti. Per quanto riguarda invece il Pur (Progetto Uomini Responsabili), sono 60 coloro che attualmente seguono il programma psico-educativo tra incontri individuali e tre gruppi. È stato inoltre rinnovato il Protocollo Zeus con la questura di Massa-Carrara.
«Rispetto al passato – dice la presidente del centro antiviolenza Francesca Menconi – sono aumentate sia le denunce che le donne con minori messi in protezione. Rimane efficace il progetto «Ati, progetto per le donne in Toscana» del centro per l’impiego e che dà l’opportunità di un reinserimento lavorativo delle donne vittime di violenza. Resta poi sempre fondamentale la sinergia con il servizio sociale professionale del comune di Carrara, il consultorio Asl, il pronto soccorso e le forze dell’ordine».
Francesca Menconi illustra dei numeri che si prestano a una doppia lettura: da una parte c’è il fatto che quest’anno il centro ha avuto 90 primi accessi, più o meno in linea con gli anni scorsi, per un totale di 160 donne in carico, e dall’altro lato, questi numeri comunque fanno trapelare come si stia facendo largo tra molte donne una maggiore consapevolezza. Sia Francesca Menconi che Aldo Scavuzzo, responsabile del Pur (Progetto Uomini Responsabili) di Carrara, nato tra l’altro proprio grazie al Cif (Centro Italiano Femminile) di Carrara, ammettono il fenomeno in crescita tra i più giovani. Al Pur i circa 60 uomini (tra cui diciottenni e ottantenni) segnano un trend in crescita, perché negli anni i numeri si sono triplicati, portando a un sensibile aumento degli uomini che stanno facendo un percorso di recupero e di riabilitazione. Francesca Menconi spiega un dato che fa riflettere: tra i più giovani c’è la tendenza a giustificare la violenza: «Se l’è cercata» ripetono.
«La violenza contro le donne va combattuta tutti i giorni, non solo il 25 novembre – sottolinea la vicesindaca e assessore al sociale Roberta Crudeli –. A Carrara abbiamo una rete importante che parte dalle istituzioni e coinvolge Asl, forze dell’ordine, associazioni e, non ultimo, da oltre 20 anni il nostro centro antiviolenza, una vera e propria eccellenza carrarina, il primo a essere nato in provincia e uno dei pochi comunali in tutta la Toscana. Dalla violenza per fortuna si può uscire, ci sono dei percorsi e dei progetti e tante persone sempre pronte ad aiutare chi ne ha bisogno». La vicesindaca Roberta Crudeli non ha nascosto la soddisfazione per gli esiti dell’iniziativa presa con i manifesti creati dagli studenti del Gentileschi e affissi per le strade della città, tra cui soprattutto la simbolica via VII Luglio delle donne carrarine, che riprendono le varie frasi ed espressioni con cui la donna viene messa a tacere e in un angolo nella vita di coppia e familiare quando si agisce violenza di genere. Infatti, lo ribadisce Francesca Menconi, la violenza di genere non è solo fisica, ma psicologica e verbale, oltreché economica. Anzi, spesso parte tutto da lì.
In occasione del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il centro antiviolenza «Donna chiama donna» del comune di Carrara e gestito dal Cif fa un bilancio della propria attività all’interno di un importante programma di iniziative iniziate già lo scorso 8 novembre con il primo appuntamento, in collaborazione con il club nautico di Marina di Carrara e la Fondazione CrC, della settima edizione dell’iniziativa «Vele di libertà… dalla violenza sulle donne». Il 14 novembre è stata invece la volta della conferenza «Il contrasto alla violenza di genere: Italia e Europa a confronto», in collaborazione con Cesvot in partenariato con Altro Abitare Aps, Associazione di volontariato Famiglia portatori di handicap, Associazione Sabine Aps, Filo di Arianna Società Cooperativa Sociale di Comunità, Pur (Progetto Uomini Responsabili), mentre venerdì 21 si è parlato di «L’educazione finanziaria come contrasto alla violenza di genere». Domenica 30 novembre alle 10 è invece in programma la settima edizione di «Io ci sono», passeggiata organizzata assieme alla pro loco di Marina di Carrara con percorso sui marciapiedi con partenza da piazza Menconi e arrivo a via Maestri del marmo, mentre domenica 7 dicembre si terrà l’ultimo appuntamento di «Vele per la libertà».
Infine, in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne drappi rossi sono stati esposti sulle facciate del comune di Carrara, della provincia di Massa-Carrara, della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara e nelle varie frazioni e paesi grazie alla collaborazione con le pro loco e le sedi della pubblica assistenza. La Commissione Pari Opportunità del comune ha inoltre promosso la campagna di sensibilizzazione #nonèamore e #èviolenza, per mezzo dell’affissione di cartellonistica con le frasi che le donne vittime di violenza si sentono ripetere quotidianamente: «Stai zitta! Non capisci niente» e «Se mi lasci ti uccido», oppure con riferimenti a certi comportamenti che devono essere letti come campanelli di allarme di una relazione disfunzionale. Per la rappresentazione del ciclo della violenza sono state coinvolte le classi del liceo artistico Artemisia Gentileschi di Carrara coordinate dalla professoressa Doriana Guadalaxara.
Tutte le iniziative hanno il patrocinio del comune di Carrara, della provincia di Massa-Carrara, della Commissione Pari Opportunità della Regione Toscana e della Fondazione Marcegaglia. Ha dato l’adesione la Commissione Progetto Donna del Centro per le Pari Opportunità del comune di Carrara.


