Porto Marina di Carrara: al via interventi per dragaggi, ripascimenti e allungamento banchina Taliercio
Nella sala Marmoteca di Nausicaa un momento di celebrazione per gli 80 anni di Federmanager Massa-Carrara ma soprattutto di analisi concreta sul futuro del territorio
MARINA DI CARRARA – Doveva essere, ed è stato, un momento di celebrazione ma soprattutto di analisi concreta sul futuro del territorio. Eppure, nel giorno in cui Federmanager ha spento le sue ottanta candeline, festeggiando un traguardo storico, a fare rumore è stato anche quello che non c’era. O meglio, chi non c’era. Il convegno andato in scena ieri, organizzato per presentare l’ambizioso “Progetto Massa-Carrara 2030” in collaborazione con l’Università di Pisa, ha visto riuniti nella stessa sala i massimi esponenti locali dell’industria, della gestione portuale e del mondo accademico. Un parterre tecnico ed economico che, tuttavia, è stato in qualche modo “snobbato” dalla politica locale, in particolare dai sindaci della provincia di Massa-Carrara ma anche, con poche eccezioni, dai rappresentanti dei Consigli comunali e Consiglio regionale e del Parlamento.
L’incontro, svoltosi nella sala Marmoteca di Nausicaa a Marina di Carrara e coordinato dal direttore della Voce Apuana Matteo Bernabè, ha visto la partecipazione di numerosi attori dell’economia locale. La rappresentanza istituzionale e politica è stata garantita dall’assessore Moreno Lorenzini che ha portato i saluti della sindaca di Carrara Serena Arrighi, dal consigliere comunale del Movimento 5 Stelle di Carrara Matteo Martinelli e dal deputato della Lega Andrea Barabotti.
Ad aprire i lavori è stato il presidente di Federmanager Massa-Carrara, Enzo Pucciarelli, col suo appello a fare squadra in un’ottica strategica, seguito dagli interventi dei ricercatori del dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Pisa, Giulia Mazzanti e il professor Matteo Villa, che hanno illustrato i primi risultati del progetto “Massa-Carrara 2030”. Presente al convegno anche il vescovo, Fra’ Mario Vaccari. Tra i relatori sono intervenuti Teresa Pucci e Francesca Marino, rispettivamente direttori degli stabilimenti Baker Hughes di Massa e di Avenza; Jacopo Pellini, direttore generale di Lunilettronik; il professor Alessandro Volpi, docente di Storia contemporanea all’ateneo pisano ed ex sindaco di Massa e Bruno Pisano e Federica Montaresi, rispettivamente presidente e segretario generale dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure orientale.
Investimenti e ampliamenti per il porto
Nello specifico Pisano ha fornito un quadro aggiornato sullo scalo di Marina di Carrara, sottolineando come l’occupazione interna sia cresciuta del 30% rispetto al 2016, anno della ‘fusione’ col porto della Spezia e come gli investimenti siano aumentati sensibilmente. Il presidente ha poi affrontato il tema del nuovo Piano regolatore portuale (Prp), evidenziando un rallentamento dell’iter dovuto alle richieste di approfondimento avanzate da associazioni e comitati in merito all’ampliamento dello scalo e alle possibili problematiche di erosione costiera. «Il nuovo Prp – ha dichiarato Pisano – consentirà un nuovo assetto delle aree portuali, nuovi magazzini e nuove strade di collegamento al porto insieme al miglioramento complessivo della rete ferroviaria». Nello specifico, è stata mostrata una diapositiva col futuro assetto del porto da cui spicca una nuova banchina, perpendicolare al limite di levante del piazzale Città di Massa. Questo – è stato spiegato da Pisano – sarà funzionale a spostare tutte le attività commerciali a levante in modo da liberare il centro di Marina di Carrara dal traffico pesante. Inoltre, questa nuova banchina – ha evidenziato il presidente – potrà mitigare gli effetti negativi della formazione della duna alla foce del torrente Carrione.
Particolarmente dettagliato è stato il punto sui dragaggi e sulla manutenzione dei fondali, per i quali è previsto un investimento complessivo di 13 milioni di euro articolato in tre fasi. La prima fase riguarda lo spostamento di 5mila metri cubi di sedimenti dal centro del canale di accesso: ottenuti i pareri necessari, l’operazione sarà conclusa entro la fine del 2025. La seconda fase prevede il dragaggio dell’intero canale fino a una profondità di 11,50 metri, con la rimozione di circa 150mila metri cubi di materiali destinati in gran parte al ripascimento della costa sottoflutto. La progettazione è in corso e l’avvio dei lavori è stimato per l’autunno 2026. La terza fase interesserà il bacino interno (ulteriori 150mila mc), con sedimenti destinati al ripascimento o alla nuova diga di Genova, per un importo di 7 milioni di euro. Infine, sono stati stanziati 2 milioni di euro per la manutenzione nel biennio successivo alla conclusione delle opere.
Federica Montaresi, segretario generale dell’Adsp, è entrata nel merito degli interventi infrastrutturali, annunciando l’allungamento di 80 metri della banchina Taliercio, adiacente alla nuova passeggiata sulla diga foranea. La banchina passerà dagli attuali 435 metri a 515 metri, con una larghezza di 76 metri. Montaresi ha precisato che tale opera «è già prevista dal piano regolatore vigente del 1981, quindi non è necessaria l’approvazione del nuovo Piano». L’intervento, che partirà nell’autunno 2026 per una durata di 10 mesi, si configura come un «adeguamento tecnico-funzionale» finalizzato a migliorare sicurezza ed efficienza, senza prevedere incrementi del traffico veicolare indotto o dei transiti navali.
In conclusione, è stato toccato il tema della sostenibilità ambientale con il progetto di cold ironing. «L’elettrificazione delle banchine si pone tra le azioni più efficaci per la soluzione ai problemi di inquinamento causati dall’ormeggio prolungato delle navi», ha affermato Montaresi, confermando un investimento di 18 milioni di euro per l’infrastruttura, finalizzato a spegnere i motori delle navi in sosta e accendere un futuro più verde per lo scalo apuano.



