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|«Frigido, situazione gravissima. Il fiume sta erodendo la ciclopedonale. Intervenga la Regione»
Il consigliere dei Civici Apuani, Filippo Badiali: «Ho verificato il problema con una sopralluogo documentato con foto e rilievi»
MASSA – Situazione critica lungo il fiume Frigido, dove l’ultima piena ha invaso la golena del Parco Fluviale raggiungendo l’argine maestro e sfiorandone la sommità. A denunciarlo è il consigliere comunale dei Civici Apuani, Filippo Badiali, che dopo un sopralluogo documentato da foto e rilievi parla di un quadro “gravissimo”. Secondo Badiali, in diversi tratti il fiume ha iniziato a scavare ed erodere la sponda, mettendo seriamente a rischio la ciclopedonale. Alcune porzioni di pavimentazione e asfalto – sostiene – sono già state portate via dalla corrente. Senza un intervento immediato, avverte, alla prossima piena i danni potrebbero estendersi anche agli argini.
Il Parco Fluviale del Frigido, quotidianamente frequentato da cittadini di tutte le età, sarebbe ormai “un patrimonio naturalistico e paesaggistico a rischio”, minacciato dall’accumulo di detriti che, a detta del consigliere, ha innalzato pericolosamente il livello dell’alveo. La deviazione del corso d’acqua verso zone che non dovrebbe neppure sfiorare renderebbe evidente la necessità di un intervento urgente.
Badiali ha scritto al presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, chiedendo la messa in sicurezza del fiume: rimozione dei sedimenti, pulizia dell’alveo e revisione del progetto sugli argini. Prima di ipotizzare muri in cemento armato, sostiene, sarebbe stato necessario operare sull’alveo, sulla foce e sulla gestione dei materiali accumulati, valutando anche soluzioni di ingegneria naturalistica indicate da professionisti del settore.
L’appello è rivolto anche ai rappresentanti territoriali in Regione – i consiglieri Gianni Lorenzetti (Pd), Marco Guidi (Fdi) e Jacopo Maria Ferri (Fi) – affinché portino immediatamente la questione nelle sedi competenti. Lasciare la situazione invariata, avverte il consigliere, potrebbe compromettere una delle aree più preziose della città e generare problemi idraulici e idrogeologici che si possono prevenire. Badiali conclude auspicando un intervento rapido da parte della Regione “prima che sia troppo tardi”.


