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Boicottaggio farmaci israeliani: critiche da destra sulla sindaca Arrighi. Lei: «Non possiamo restare immobili di fronte alla catastrofe»

CARRARA – «I cittadini di Carrara, che sono in cura con alcuni dei numerosi farmaci prodotti in Israele, rischiano di trovarsi senza terapia per la furia ideologica e antisionista della sindaca Serena Arrighi, che ne ha annunciato un boicottaggio, tanto scellerato quanto autolesionistico, in tutte le farmacie comunali». Arriva così la condanna della senatrice di Fratelli d’Itaia eletta in Toscana, Susanna Donatella Campione. «Non stupisce che la sindaca Pd boicotti l’unica democrazia del Medio Oriente vista la sua passione per i regimi, in particolare per quello cubano – polemizza la parlamentare -. Appare altresì sconcertante che la misura sia stata adottata per accontentare Avs, come ha candidamente dichiarato la stessa sindaca, in totale spregio del resto della cittadinanza di Carrara. Peccato – chiosa Campione – che la sindaca Arrighi non dimostri un analogo zelo nella gestione della sicurezza urbana, ponendo un freno a immigrati irregolari e delinquenti che hanno preso in ostaggio interi quartieri della città, come emerge dagli ultimi fatti di cronaca”.

Sul caso anche Simone Caffaz, consigliere comunale di opposizione, intervenuto sui social network: «Poco fa stavo provando a scrivere una risposta argomentata all’invito della sindaca ai farmacisti di Nausicaa di boicottare i farmaci israeliani ma mi sono fermato perché in questi casi argomentare non serve a nulla. È una vergognosa porcata di cui la sindaca deve rispondere alla sua coscienza ancor prima che ai cittadini carraresi, è un gesto paragonabile alla chiusura dei negozi di ebrei ordinata dal prefetto di Apuania in applicazione delle leggi razziali nel 1938. Non so se la sindaca Arrighi sia intimamente un’antisemita, io do talmente importanza a tale parola che fatico ad attribuirla a una persona. Certamente lo è il suo gesto di oggi e certamente non è la prima volta. Non so se Arrighi sia intimamente un’antisemita anche perché credo di aver inteso le sue finalità che sono il contrario della convinzione ideale, ovvero il mero opportunismo politico, perché non riesce più a celare la sua cattiva amministrazione e quindi la butta sempre più sulla contrapposizione ideologica, sollecitando i peggiori istinti presenti nella società. Non so se la sindaca Arrighi sia intimamente antisemita, ma sul piano etico e politico sarebbe quasi meglio se lo fosse. Perché diventarlo per opportunismo è anche peggio e significa essere eticamente alla stregua di un qualsiasi delatore durante l’occupazione nazista o di una kapò».

Dall’opposizione critiche anche dal consigliere Filippo Mirabella: «Il sindaco rappresenta tutti i cittadini, non le proprie opinioni o convinzioni politiche. Le farmacie comunali sono servizi pubblici e non possono essere strumentalizzate per imposizioni politiche o ideologiche. Indipendentemente dal punto di vista sul conflitto a Gaza, il servizio delle farmacie comunali deve rimanere neutrale e accessibile a tutti».

Rispetto a quanto già dichiarato ieri, giovedì, la sindaca è poi intervenuta con un video diffuso via social: «Per questa amministrazione non è possibile rimanere immobili di fronte alla catastrofe umanitaria in Palestina e alle gravi violazioni del diritto internazionale. La politica deve avere il coraggio di lanciare segnali chiari e, soprattutto, concreti, assumendosi la responsabilità di prendere una posizione. Per questo motivo, ho invitato con una lettera formale alla direttrice di Nausicaa le nostre farmacie comunali ad aderire alla campagna di boicottaggio economico: si tratta di sospendere la vendita dei farmaci generici Teva nei nostri punti vendita, a meno che non ci sia una specifica indicazione da parte del medico curante.
Questa non è una scelta isolata, ma un atto che si inserisce nel solco della nostra identità civica e progressista. Diamo voce alle richieste che si sono sollevate dal territorio, incluse le petizioni con oltre trecento firme, e diamo seguito alle mozioni di condanna votate dal Consiglio Regionale Toscano e dal nostro Consiglio Comunale. Vogliamo con questo provvedimento tenere alta l’attenzione su quanto sta accadendo e ribadire, una volta di più e in modo chiaro, da che parte stiamo: quella dei deboli, degli ultimi e degli oppressi. Carrara decide di non voltarsi dall’altra parte».