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Carrara, stop alla vendita di farmaci israeliani. La richiesta della sindaca Arrighi a Nausicaa

Una decisione che mira a tenere alta l’attenzione rispetto a quanto sta accadendo in Palestina e sulle azioni del governo israeliano

CARRARA – Con una lettera indirizzata alla direttrice Lucia Venuti la sindaca di Carrara (Massa-Carrara) Serena Arrighi ha invitato le farmacie di Nausicaa ad aderire alla campagna di boicottaggio economico dei prodotti realizzati da aziende israeliane o a capitale israeliano. Si tratta di una decisione che mira a tenere alta l’attenzione rispetto a quanto sta accadendo in Palestina e sulle azioni del governo israeliano.

“Alla luce del ripetersi di episodi gravissimi, determinati da scelte delle autorità israeliane a Gaza secondo una logica di controllo coercitivo del territorio e repressione della popolazione palestinese in aperta violazione dei principi del diritto internazionale umanitario, questa amministrazione vuole sostenere, per quanto possibile, le richieste che in questi mesi si sono sollevate da parte di rappresentanti della società civile, associazioni e cittadini che hanno dato avvio ad azioni di mobilitazione civile per segnalare quanto sta accadendo in Palestina” scrive la sindaca Arrighi nella lettera indirizzata alla società partecipata che gestisce sei farmacie a Carrara e una a Fivizzano.

Con questa richiesta formale la sindaca e l’amministrazione carrarese vogliono dare voce agli atti formali e alle richieste provenienti dal territorio tra cui, non ultima, la petizione con oltre 300 firme consegnata da Sinistra Italiana – Alleanza Verdi sinistra alla prima cittadina nella quale si invitava al boicottaggio dei prodotti israeliani.

“Quello che chiediamo alle farmacie di Nausicaa è di smettere di proporre farmaci generici Teva quando non ci sia una specifica indicazione da parte del medico – spiega la sindaca Serena Arrighi -. Vogliamo con questo provvedimento lanciare un segnale e vogliamo tenere alta l’attenzione su quanto sta accadendo in Palestina. Siamo di fronte a una catastrofe umanitaria rispetto alla quale non è possibile rimanere immobili e in silenzio. In questi mesi abbiamo visto come, in tutta Italia ma anche qui nella nostra provincia, migliaia di persone sono scese in piazza per chiedere la fine dei massacri a Gaza mentre il consiglio regionale della Toscana e il nostro consiglio comunale hanno votato delle mozioni di ferma condanna. Come amministrazione con questo atto diamo ulteriore voce alle richieste del territorio e, soprattutto, diciamo una volta di più in maniera chiara da che parte stiamo: quella dei deboli e degli oppressi”.