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Raccolta rifiuti, anche a Massa continuano le criticità. «Serve un’indagine approfondita»

I consiglieri Tarantino e Santi raccolgono le lamentele di cittadini e negozianti: «Asmiu e Comune devono dimostrare che stanno intervenendo in modo concreto, senza lasciare la comunità in balìa dell’accumulo di sacchi e materiali abbandonati»

MASSA – Se a Carrara la raccolta dei rifiuti non sta vivendo il suo miglior periodo, anche a Massa la situazione è piuttosto critica: quartieri che si risvegliano con decine di sacchi non ritirati, marciapiedi costellati da rifiuti abbandonati, telefonate al numero verde che si moltiplicano. «Il servizio di raccolta dei rifiuti, gestito da Asmiu srl, sta attraversando una fase critica». Le segnalazioni giunte ai consiglieri del Pd di Massa (Massa-Carrara), Daniele Tarantino e Giovanna Santi, provenienti da zone centrali e periferiche, raccontano la stessa scena. «Sono giorni che i sacchi rimangono fuori e gli odori si fanno sentire», afferma un residente del lungomare. «Il malcontento si diffonde tra cittadini, operatori e anche nel mondo politico. Secondo alcune fonti, all’origine del disservizio ci sarebbero più cause, che richiedono un’approfondita indagine. Gli effetti non sono soltanto estetici: l’accumulo dei rifiuti aumenta il rischio igienico-sanitario», evidenziano i consiglieri di opposizione.

Le attività commerciali situate nelle aree più colpite lamentano difficoltà: «Ogni mattina troviamo già i contenitori pieni o sacchi lasciati fuori orario», racconta un commerciante. «Ciò – aggiungono Tarantino e Santi – comporta un doppio sforzo, tra pulizia e ricerca di soluzioni temporanee, oltre a un evidente danno per l’immagine della città. Massa non può permettersi che un servizio essenziale come la raccolta dei rifiuti venga travolto dal malcontento. È un diritto dei cittadini vivere in una città pulita, decorosa e funzionante. Allo stesso tempo, Asmiu e Comune devono dimostrare che stanno intervenendo in modo concreto, senza lasciare la comunità in balìa dell’accumulo di sacchi e materiali abbandonati. Se il cambiamento è complesso, il silenzio e l’inerzia sono inaccettabili. È il momento di affrontare la que stione con decisione, comunicazione e responsabilità».