LA STORIA
|«Io Giuseppe Garibaldi, sono grato alla buona città di Carrara». La storia di Orlandi e Nelli sepelliti a Marcognano
Luigi Giovanelli di Salviamo il Castello di Moneta riporta alla luce il racconto dei due eroi garibaldini carraresi
CARRARA – Uno spaccato storico estremamente interessante che il ‘nostro’ Luigi Giovanelli di Salviamo il Castello di Moneta, appassionato di storia, racconta alla Voce Apuana rivelando pagine di Carrara seppellite, è proprio il caso di dirlo, nel cimitero di Marcognano. Ecco la storia dei garibaldini carraresi seppelliti qua: Bernardo Orlandi e Stefano Nelli. Tant’è che forti e profondi erano i legami tra Giuseppe Mazzini, il nostro territorio e l’ideale di una Giovane Italia poi nata grazie alla Spedizione dei Mille. Ricordiamo che il padre del Risorgimento italiano scelse tra i cui cittadini scelse diversi suoi collaboratori come Domenico Cucchiari. Ai due eroi volontari è anche dedicata a Carrara una strada.
Tra pochi giorni avranno inizio le visite ai defunti e questo potrebbe diventare occasione per sapere che nel Cimitero Monumentale di Marcognano a Carrara riposa Bernardo Orlandi nato a Carrara il 31 marzo 1836, un volontario garibaldino che ha preso parte alla Spedizione dei Mille insieme a Garibaldi. Insieme a lui vi era un altro garibaldino nato a Massa ma cresciuto nella nostra città. Di lui sappiamo che dopo l’aver preso parte all’impresa Garibaldina si trasferì a Lucca e da qui si sono perse le tracce. La partecipazione dei carraresi alla Spedizione dei Mille non passò certamente inosservata agli occhi di Garibaldi che, in seguito, la elogiò in una lettera: «Carrara mi è sempre stata nel cuore, prima per i suoi sentimenti liberali e nazionali, poi per i suoi lunghi patimenti e dolori che avevano fatto soffrire la tirannide Estense, nelle guerre dell’indipendenza. Io ne ebbi molti nelle mie file e fui molto contento di loro. Ho letto sui giornali come hanno ancora corrisposto generosamente alla mia richiesta di fucili; Io Giuseppe Garibaldi, sono grato alla buona città di Carrara». Il riferimento storico ci riporta a quando nel 1860, Garibaldi lanciò la sottoscrizione nazionale per raccogliere un ” milione di fucili ” con i quali armare i suoi volontari e portare così a termine l’unificazione del Regno d’Italia, Carrara insieme ad altre città, non stette certamente ad aspettare e contribuì alla causa sottoscrivendo il propio impegno per l’acquisto dei fucili ( fucili di seconda mano ) per lo più utilizzati nelle guerre coloniali inglesi e forniti direttamente dalla Gran Bretagna, come il fucile Pattern 1853 Enfield.


