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«Massa, arrivate lettere di minaccia di interruzione del servizio mensa scolastica in caso di ritardo nel pagamento»
«Qualcuno deve avere pensato che può essere imbarazzante, perfino per una amministrazione di destra, prendersela con i bambini nel caso in cui i genitori ritardino col pagare mentre un privato può agire senza conseguenze per la politica che lo manda avanti».
MASSA – “A pochi giorni dall’inizio del servizio mensa nelle scuole è già chiarissima la natura e lo scopo dell’appalto integrato da 32 milioni di euro che l’amministrazione comunale di Massa ha fortemente voluto con un operatore privato per il servizio mensa nelle scuole”. Il servizio mensa fiisce nell’occhio del ciclone con i genitori che avrebbero già ricevuto avvisi di interruzione del servizio nel caso di ritardo nei pagamenti. La segnalazione arriva da Cgil Massa-Carrara. “Qualcuno – commenta la sigla sindacale – deve avere pensato che può essere molto imbarazzante, perfino per una amministrazione di destra, prendersela con i bambini nel caso in cui i genitori ritardino coi pagamenti del servizio mensa, mentre un privato può agire senza conseguenze per la politica che lo manda avanti. Così sono già arrivate ad alcuni genitori lettere con minacce aperte di interruzione del servizio ai bambini in caso di ritardi nei pagamenti, perché si scrive che ‘in caso di non effettuazione dei necessari versamenti e di accumulo di debito si rischiano spiacevoli conseguenze come la mancata iscrizione al servizio stesso e il recupero coatto del credito con addebito di interessi, spese di recupero e spese legali’. Il Comune di Massa, infatti, non ha semplicemente appaltato il servizio mensa; ha scelto di far gestire alla ditta appaltatrice anche tutto il sistema delle riscossioni, dalle esenzioni in base all’ISEE, che i cittadini devono comunicare alla ditta anziché al Comune, fino al recupero crediti- precisa la Cgil- la quale prosegue – Funziona così, per chi non ha figli a scuola in questo momento: giorno per giorno la ditta preleva il costo di ogni pasto da una sorta di carta prepagata che la famiglia deve per forza attivare, salvo il caso che i genitori si premurino di avvisare la ditta il giorno stesso dell’assenza da scuola del bambino. Quindi, quando un figlio si sveglia e sta male, il primo pensiero di un massese deve essere chiamare la società fornitrice del servizio, se non vuole subire il prelievo quotidiano dal suo “borsellino”. In questo modo l’amministrazione non è coinvolta in alcuna prudenziale verifica delle ragioni per le quali una famiglia si trova in ritardo coi pagamenti di un servizio così importante per la serenità e il benessere dei bambini, mentre un ditta qualunque può minacciare di cancellarli dal servizio. Ci eravamo chiesti come poteva funzionare una delega così totale come quella prevista in questo appalto integrato: un appalto, ci teniamo a dire, mai presentato alle organizzazioni sindacali confederali. Ora lo sappiamo. Assieme a Cisl e Uil abbiamo firmato un protocollo sociale che prevede un confronto preventivo coi sindacati sui temi più sensibili per la vita delle cittadine e dei cittadini massesi: su questo tema, che ci pare di sicuro ed enorme interesse per Massa, chiediamo quindi una urgente informazione successiva ai sindacati confederali ed una correzione decisa delle indicazioni che sono state date sul recupero crediti, ogni situazione di insolvenza andrebbe affrontata in maniera specifica senza minacciare la sospensione di un servizio che riguarda bambine e bambini”.



