Più di 3milioni di toscani sono chiamati alle urne. E’ possibile il voto disgiunto e sono possibili le preferenze.
MASSA-CARRARA – Domenica 12 ottobre dalle 7 alle 23 e lunedì 13 ottobre dalle 7 alle 15 i toscani rinnoveranno il Consiglio regionale e decideranno chi siederà a Palazzo Strozzi Sacrati in qualità di presidente della Toscana. Sono 3922 le sezioni elettorali in Toscana di questa tornata e fin da oggi, sono al lavoro 23mila presidenti, segretari e scrutatori per preparare i seggi e autenticare le schede. Per votare è necessario presentarsi con un documento di identità e la tessera elettorale. Nel caso venisse smarrita ci si potrà rivolgere agli uffici elettorali del Comune che resteranno aperti anche la domenica, per eventualmente ottenere un duplicato. Sono 3.007.106 gli elettori iscritti nelle liste chiamati alle urne, tra cui oltre 17mila diciottenni e 203 mila toscani residenti all’estero e iscritti all’Aire. Si potrà votare su una sola scheda, arancione, e si potranno porre due voti: uno per il presidente e uno per una delle liste che lo sostengono andando a decidere con questo il consigliere dell’assemblea consigliare. I due voti possono essere disgiunti, vale a dire si potrà votare per un presidente e per una lista diversa da quelle che appoggiano il presidente scelto. Sulla scheda i simboli sono incolonnati sulla sinistra e, a fianco, è indicato il candidato presidente collegato, il cui nome, in caso di coalizione, si trova all’interno di un rettangolo ampio corrispondente alle liste che lo sostengono. Accanto ad ogni simbolo si trova sulla scheda l’elenco dei candidati consiglieri della circoscrizione con una casella a fianco da contrassegnare per indicare la preferenza. Ci sono 13 circoscrizioni: 4 per la città metropolitana fiorentina e 1 per ciascuna altra provincia. Sul meccanismo del voto e sul voto disgiunto precisiamo: il voto ad una lista vale per anche per il candidato presidente dello schieramento della lista. Se invece l’elettore indica solo il candidato presidente, il voto non andrà a nessuno dei partiti o dei movimenti che lo appoggiano. E’ possibile comunque votare il candidato presidente e una lista di un diverso schieramento (voto disgiunto). Lo si può fare indicando anche uno o due aspiranti consiglieri. Inoltre dal 2015 è possibile esprimere le preferenze: ovvero la possibilità di votare per uno o due candidati consiglieri di una stessa lista anziché su elenchi bloccati, salvo nel caso del listino regionale (possibilità consentita dalla legge ed utilizzata, nell’attuale tornata elettorale, solo da Pd e Lega). Se la lista raccoglie un numero sufficiente di voti che gli permettono di entrare in Consiglio regionale i candidati del listino regionale bloccato – tre per il Pd e uno per la Lega – saranno i primi ad essere eletti: i loro nomi non sono riportati sulla scheda, ma sono presenti nei manifesti ufficiali delle elezioni. Sulla scheda, in presenza di listino bloccato, sotto il simbolo è riportata la dicitura “lista regionale presente”. Tutti gli altri nomi dei candidati di collegio sono riportati e basterà spuntare la casella. Nel caso un elettore esprima due preferenze, una dovrà riguardare un candidato uomo e l’altra una candidata donna (o viceversa) , naturalmente tutti e due sempre della medesima lista. Nel caso di assenza di alternanza di genere la seconda preferenza in ordina di lista sarà annullata. Con oltre 3 nomi indicati tutti i voti di preferenza saranno annullati. I consiglieri eventualmente nominati assessori dovranno dimettersi e saranno sostituiti dai primi non eletti.
A seconda del responso delle urne del 12 e 13 ottobre, sarà possibile andare a ballottaggio che dovrà eventualmente svolgersi dopo 2 settimane. Tra le Regioni la Toscana è l’unica che lo prevede. Nell’ipotesi in cui il candidato presidente più votato non raggiunga il 40% (il 50% più uno per le elezioni comunali) dei voti ci sarà un turno suppletivo. Al ballottaggio si presentano i due candidati più votati. Tra il primo e il secondo turno non sono ammessi ulteriori collegamenti tra le liste: le coalizioni rimangono invariate. Cinque anni fa Eugenio Giani, candidato del centrosinistra, raccolse al primo turno il 48,62 per cento dei consensi contro il 40,46 per cento di Susanna Ceccardi, candidata del centrodestra. Alle urne si recò il 62,6 per cento degli elettori, un’affluenza più alta e in controtendenza rispetto al 2015 (quando fu il 48,28 per cento, la più bassa di sempre).





