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Barabotti: «Su ampliamento porto il Governo dimostra ascolto del territorio». Paladini: «Servono rinunce»

Colacicco: «In primis bisognerà ripensare al prolungamento di 450 metri del molo di sopraflutto, che abbiamo saputo non essere dovuto solo per l’attracco delle navi da crociera, ma essere un’opera di difesa per la nuova banchina».

MARINA DI CARRARA – Dopo l’incontro tenutosi  ieri presso l’Autorità Portuale di Marina di Carrara, promosso dall’on. Andrea Barabotti, con il viceministro delle Infrastrutture Edoardo Rixi, che aveva lo scopo di fare luce sulla volontà di trovare un punto di equilibrio fra economia turistica ed economia del porto, l’onorevole Barabotti stesso si dice estremamente soddisfatto e i Paladini ApuoVersiliesi  fanno il resoconto di quanto è stato detto.

“L’onorevole Barabotti  – i Paladini ripercorrono i passi che hanno portato all’incontro di ieri – che già in luglio sul tema aveva proposto un ordine del giorno alla Camera, poi accolto, che, per evitare ulteriori impatti erosivi ‘impegna il Governo a valutare, l’opportunità di attivare un tavolo tecnico, con l’obiettivo di approfondire, sentiti i Comuni interessati, gli impatti erosivi delle opere previste a mare con i migliori strumenti disponibili, valutando anche eventuali soluzioni progettuali alternative’. In apertura Barabotti ha sottolineato che ‘non si può guadagnare da una parte’ vale a dire con l’ampliamento del porto e vantaggi per il territorio di Carrara ‘e perdere altrove cioè su tutta la costa che va da Marina di Carrara sino a tutta la Versilia con la scomparsa sino a 140 metri di spiaggia che si traduce in perdita economica per un contesto che vale addirittura 3,5 miliardi di euro all’anno. L’onorevole Rixi si è soffermato sul fatto che è necessario trovare delle soluzioni , affermando che ‘ci sono scelte da fare perché le due realtà economiche devono convivere e se non convivono o non conviveranno abbiamo già perso’. Il 14 ottobre  si terrà una riunione in Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici al quale saranno portate le revisioni sul PRP. Se come diciamo da tempo noi Paladini Apuoversiliesi bisogna cercare la quadra, secondo Rixi starà ai tecnici coinvolti dare la soluzione”.

E’ quindi intervenuta Orietta Colacicco, presidente dell’associazione, chiedendo se è prevista la prova con il modello fisico a fondo mobile che vada a definire quali opere del progetto sono più impattanti. “Per noi Paladini – scrive l’associazione – bisognerà  che sul piano regolatore portuale si rinunci a qualcosa. Secondo la relazione tecnica dell’università di Pisa e il parere di altre università in primis bisognerà ripensare al prolungamento di 450 metri del molo di sopraflutto, che abbiamo saputo non essere dovuto solo per l’attracco delle navi da crociera, peraltro impossibile visto che nel porto non possono entrare navi superiori alla lunghezza di 285 m, ma essere un’opera di difesa per la nuova banchina. Noi staremo molto attenti come del resto è parso molto attento il viceministro che ha sottolineato che ‘non vuole passare alla storia come quello che ha tolto la spiaggia Forte dei Marmi’. Ma qui non è solo la spiaggia di Forte dei Marmi, prosegue Colacicco – sono tutte le spiagge, sono 100.000 addetti a rischio, è un paesaggio che viene assolutamente aggredito, di conseguenza un patrimonio immobiliare che si impoverisce. Bisogna cercare di controllare i tempi perché comunque davanti a un nuovo progetto bisognerà ritornare a Vas. Per quanto riguarda il ripascimento di cui ha parlato il viceministro è vero che l’autorità portuale potrà contribuire, anzi secondo i Paladini dovrebbe contribuire subito a sanare le spiagge danneggiata dal porto di Marina di Carrara, ma questo secondo noi costituirà solamente una parte perché per passare a un ripascimento strutturale bisognerà pensare ad altre risorse nelle zone di accumulo come quelle alla costa dei Barbari, dove la spiaggia arriva sino a 350 metri e si ha il problema inverso perché nessuno vuol fare 350 metri per entrare in mare a 40 gradi. Ora si passerà al tavolo tecnico che, sentite anche le associazioni e i Comuni, valuterà come procedere. Un altro passo avanti, siamo vigili e fiduciosi” ha concluso Colacicco. Alla riunione erano presenti fra gli altri la sindaca di Carrara Serena Arrighi e quello di Massa Francesco Persiani, amministratori delle due città, il commissario straordinario dell’Autorità Portuale Bruno Pisano, la segretaria Federica Montaresi, il direttore dello scalo di Carrara Luca Perfetti, i tecnici, alcuni operatori del porto, e insieme ai consiglieri dei Paladini Bonfanti, Frediani, Nesi e la segretaria Anna Schiaffino, i soci tecnici ingegneri Franceschini e Franzini i presidenti delle associazioni rappresentanti le categorie economiche Paolo Corchia, presidente albergatori di Forte Dei Marmi e vicepresidente nazionale Federalberghi, nonché membro del comitato esecutivo dei Paladini, Martino Barberi già presidente UPB Unione Proprietari Bagni di Forte Dei Marmi, attuale consigliere e consigliere dei Paladini, Antonio Morini presidente Confcommercio Forte Dei Marmi e consigliere Confcommercio Lucca Massa Francesco Verona , presidente Consorzio Mare Versilia Marina di Pietrasanta (balneari), Itala Tenerani presidente balneari di Massa, Matteo Tarabella presidente Ageparc (campeggiatori) Partaccia- Massa, Luigi Marzotto Caotorta presidente Amici dei Ronchi e Poveromo.

Soddisfatto il deputato del Carroccio commenta l’incontro: “Accolgo con grande apprezzamento la decisione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guidato dal vice ministro Edoardo Rixi, di convocare per il prossimo 14 ottobre il tavolo tecnico sul porto di Marina di Carrara. È la dimostrazione di un approccio pragmatico e responsabile, che guarda allo sviluppo del porto contemperando le esigenze di tutta la costa apuo-versiliese. L’erosione costiera, il progressivo insabbiamento dei fondali e il percorso del nuovo Piano Regolatore Portuale richiedono risposte tempestive e soluzioni condivise. La convocazione del tavolo tecnico con il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, la Regione Toscana e l’Autorità di Sistema Portuale rappresenta il metodo giusto: basarsi su valutazioni tecniche, superando ogni lente ideologica del passato. Per il nostro territorio – prosegue Barabotti – significa poter guardare a uno sviluppo equilibrato, che garantisca la piena operatività dello scalo e, allo stesso tempo, la tutela delle nostre coste. È un risultato che giunge anche dall’ordine del giorno approvato in Parlamento, che ha dato impulso a questo nuovo percorso. Siamo convinti – conclude – che solo unendo Governo, Parlamento, istituzioni locali, associazioni e realtà produttive, si possa affrontare il futuro del porto come occasione di crescita sostenibile per tutta l’economia del mare”.