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Nomina direttore Animosi, Caffaz: «In una città normale sarebbe già tutto annullato e spedito in Procura»

Il consigliere di opposizione torna all’attacco: «Quale ruolo della politica? Un intervento vagamente minatorio del segretario comunale. I primi retroscena»

CARRARA – «Quale ruolo della politica? Un intervento vagamente minatorio del segretario comunale. I primi retroscena». Il consigliere comunale di opposizione, Simone Caffaz, torna sul caso della nomina del nuovo direttore del teatro Animosi di Carrara (Massa-Carrara), Tindaro Granata, avvenuta pochi giorni fa e di cui aveva già parlato all’inizio di giugno – alla pubblicazione del bando – anticipando il nome del vincitore del bando. Riportiamo integralmente di seguito il suo intervento.

«L’altra sera in Consiglio comunale abbiamo capito perché il segretario generale Alessandro Paolini è l’unico in grado di resistere con l’amministrazione Arrighi dopo che i suoi due predecessori se ne sono andati: perché non soltanto approva le molte procedure non trasparenti, ma addirittura si premura di individuare delle supposte norme volte a inibire chi le contesta, arrivando al paradosso di cercare, attraverso queste, di mettere a tacere un consigliere di opposizione.

Facciamo un passo indietro per capire cos’è successo. Lunedì 29 settembre è stato annunciato e presentato Tindaro Granata, il nuovo direttore del teatro Animosi, al termine di una procedura di cui tutti in città conoscevano l’esito dallo scorso marzo. Il sottoscritto, attraverso un semplice indovinello, aveva di fatto anticipato il nome il 9 giugno, ancor prima che venissero presentate le candidature. Non sto qui a dilungarmi sul fatto che analoghe situazioni avvengono dall’inizio della legislatura e sono state da me e da altri puntualmente denunciate.

Bene, anzi male. A fronte di questa situazione – in cui un consigliere di opposizione dimostra di conoscere in anticipo il nome del vincitore di una procedura pubblica – in una città in cui i vertici siano in buonafede viene annullato tutto e gli incartamenti inviati in Procura. A Carrara invece si va avanti come se nulla fosse e, a vincere il bando, è naturalmente la persona pronosticata. Tutto ciò dal 2022 è successo almeno in 6/7 situazioni.

Dopo le conseguenti rimostranze del consigliere (e anche di alcuni partecipanti alla selezione), cos’è avvenuto? L’assessora Gea Dazzi ha affermato in consiglio comunale che certe candidature vengono indovinate perché “prevedibili”, ma come al solito la toppa è peggiore del buco. Nel caso di Tindaro Granata, di cui non mettiamo in discussione le capacità, non stiamo parlando di una persona con un consolidato rapporto con la città, che al contrario l’avrà frequentata una manciata di volte in qualità di attore. Quindi, per quanto da me preannuciata, in nulla la sua nomina era “prevedibile”. Per questo ho chiesto di mettermi per iscritto se l’assessora o la sindaca avessero mai incontrato Granata nei mesi scorsi, se gli avessero parlato al telefono e se gli avessero promesso l’incarico o abbiano comunque avuto un ruolo nella sua nomina. Cosa che a me sembra abbastanza evidente ma sulla quale attendo con ansia la risposta.

Ancora peggiori, avvilenti e vagamente minatorie e volte a limitare la libertà di espressione le dichiarazioni del segretario generale, che da un lato ha omesso di rispondere alla domanda che gli avevo rivolto (“E’ legittimo che la presidente della commissione giudicante sia stata nominata da se stessa?”), dall’altro ha fatto affermazioni inaccettabili: “La decisione della commissione è poco sindacabile. Per le gare sono state introdotte due norme, il 353 e il 353 bis del codice penale relativi alla turbata libertà degli incanti e la turbata libertà di scelta del contraente. Non è questo il caso perché non è si tratta di una gara, però durante le procedure non dovete tirar fuori i nomi”. Quindi il segretario generale, pur ammettendo che le nostre dichiarazioni non hanno costituito alcuna turbativa, ci ha intimato di non farlo più, andando così indebitamente a ledere le nostre prerogative di consigliere comunale.

Insomma, una vergogna totale. Prima hanno nominato al termine di una costosa selezione pubblica la persona che tutti si aspettavano da mesi e adesso attribuiscono la colpa al sottoscritto, ovvero a chi aveva anticipato l’esito della selezione, facendosi aiutare dal segretario generale che dovrebbe essere una figura terza ma che invece si è prestato ad essere parte di questo pasticcio poiché non ha risposta alla domanda che gli ho rivolto e mi ha al contrario diffidato dal proseguire a “prevedere” l’esito delle selezioni per non incorrere in reati, ammettendo tuttavia che non ne ho compiuti.

E allora è arrivato il momento di svelare qualche altro piccolo succulento retroscena, sempre suggerito dal Mago Otelma, riservandoci magari di scendere più in dettaglio successivamente. A Carrara Tindaro Granata è “conosciuto” prevalentememente in un’associazione femminile e in particolare da una nota radical-chic che ha il figlio-rampollo di famiglia che lavora nel mondo del teatro. Non è un caso che il nostro Tindaro, sulla base di quanto previsto dalla selezione, potrà lavorare anche da remoto, quindi anche senza venire a Carrara, e non è un caso che la sua prima dichiarazione sia stata quella che valorizzerà le realtà locali. Ora le cose cominciano a chiarirsi?».