Stadio dei Marmi, la nuova curva ormai è un miraggio. Intanto sui disabili arriva una proposta di buon senso
La realizzazione del nuovo settore è subordinata al nulla osta della Soprintendenza. Laquidara: «Molti disabili sono disponibili a firmare una manleva sia nei confronti dei proprietari dello stadio (il Comune) sia nei confronti del gestore dell’impianto (la Carrarese)». Lunedì il Consiglio comunale sugli impianti sportivi
CARRARA – La militanza della Carrarese in Serie B ha acceso l’entusiasmo della città, ma lo stadio dei Marmi continua a rappresentare un problema aperto. In particolare, la Curva Nord, cuore del tifo gialloazzurro, è finita al centro di un complicato intreccio tra burocrazia e vincoli storici. La realizzazione del nuovo settore – come emerso nei giorni scorsi – è infatti subordinata al nulla osta della Soprintendenza, poiché il muro di cinta dello stadio è classificato come bene architettonico. Un vincolo che ha rallentato l’intero iter, imponendo ulteriori verifiche e revisioni progettuali. A questo si sommano altri ostacoli tecnici e amministrativi: la firma della convenzione tra Comune e le società incaricate di realizzare i lavori è di fatto ferma, segno di una macchina burocratica che non riesce a procedere con la necessaria rapidità.
Il risultato è che la curva, simbolo della passione dei tifosi, rischia di restare inutilizzabile per mesi e la Carrarese rischia di restare ancora per molto tempo senza il sostegno del tifo organizzato nelle sfide casalinghe. Su questo punto la Curva Nord Lauro Perini è irremovibile.
Accanto alla Curva Nord, restano irrisolti anche gli altri interventi di adeguamento richiesti dalla Serie B: dall’impiantistica alla sicurezza, fino ai servizi e agli spazi riservati. Opere necessarie per allineare il vecchio impianto agli standard nazionali, ma che rischiano di accumulare ulteriori ritardi se non arriverà un’accelerazione politica e tecnica. Il tema impianti sportivi sarà al centro del Consiglio comunale che si svolgerà dalle 18.30. Probabile anche la partecipazione di una rappresentanza di tifosi gialloazzurri.
Laquidara: «Una proposta di buon senso per i disabili»
Sul tema dell’accessibilità si è espresso l’ex consigliere comunale Lanmarco Laquidara, riportando l’attenzione sulle condizioni dei disabili. « Al di là delle polemiche e delle “strumentalizzazioni elettorali”, di cui peraltro si è parlato a sproposito in quanto del tutto inesistenti, sarebbe opportuno prendere in considerazione altre soluzioni oltre al “pollaio” per risolvere il problema dei disabili. Nel ribadire che al termine dei lavori della nuova curva i posti riservati in uno stadio a norma di legge dovranno essere almeno 28 più 28 (e che 18 devono essere già oggi in base all’art.5.2 della 236/89) una soluzione provvisoria e di buon senso sarebbe certamente la riapertura in deroga dei “loculi” del rettilineo di tribuna. Se lo facessero i nostri amministratori dimostrerebbero una volta tanto di avere gli attributi e di assumersi le responsabilità connesse al ruolo per difendere i diritti dei cittadini compresi quelli considerati di seconda categoria come i disabili. Ma visto che le responsabilità oggi non se le vuol prendere nessuno è bene che i nostri amministratori sappiano che molti disabili sono disponibili a firmare una manleva sia nei confronti dei proprietari dello stadio (il Comune) sia nei confronti del gestore dell’impianto (la Carrarese). Per chi non lo sapesse la manleva è una obbligazione assunta verso altri per sollevarli dalle conseguenze legali di un determinato evento. In sostanza molti disabili dicono: “se ci lasciate tornare al nostro posto dove per lo meno vedevamo la partita in modo decente siamo disponibili a firmare un impegno per sollevare l’amministrazione da ogni responsabilità nel caso di incidenti dovuti alla carenza di sicurezza (peraltro mai dimostrata e del tutto inesistente) dell’attuale situazione del rettilineo di tribuna”. Credo che questa sia una dimostrazione di grande senso di collaborazione da parte dei disabili che chiedono solo di vedere la Carrarese senza voler strumentalizzare in alcun modo la situazione. Pensateci. Noi purtroppo – conclude Laquidara – più di tanto non possiamo fare ma siamo pronti a dare ampia disponibilità di collaborazione per superare quei problemi che l’amministrazione non ha dimostrato di voler risolvere».


