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|Ecco i tre studenti finalisti in corsa per il “Premio Carrara Città Creativa Unesco”
I ragazzi soggiorneranno per un mese a Carrara per realizzare negli studi della Cooperativa Scultori le loro opere dal titolo: Gesture for the Table of Peace, Desatar, Il canto del Fiore
CARRARA – Arte, scultura, impegno, sudore, marmo, disciplina e gli antichi segreti custoditi dagli artigiani del marmo carraresi: il “Premio Carrara Città Creativa Unesco” è questo e molto altro. Il concorso per giovani scultori organizzato dal Club per l’Unesco di Carrara dei Marmi, in collaborazione con il Comune di Carrara e la Ficlu, quest’anno giunge alla sua nona edizione e vede tre giovani scultori soggiornare nella nostra città per realizzare, presso il laboratorio della Cooperativa Scultori di Carrara, i loro tre bozzetti scelti tra una trentina di partecipanti perché capaci di esprimere al meglio i valori Unesco, quest’anno individuati nella sostenibilità, salute e pace.
Ci sarà alla fine del periodo di residenza artistica, il 4 ottobre, una premiazione con un primo, secondo e terzo classificato, ma in realtà il vero premio è essere stati selezionati tra gli altri per la residenza artistica potendo apprendere dai maestri artigiani di Carrara Riccardo Barsottini, Raffaele Bruzzi e Diego Zampolini (cresciuti artisticamente o meglio artigianalmente, come amano precisare sempre, negli storici e rinomati laboratori Nicoli) l’arte antica dell’artigianato nella scultura.
Estela Ferrer Peraire, Gao Xing Yuan e Pierpaolo Arcadio: sono loro i tre ragazzi vincitori della residenza artistica. Spagna, Cina e Italia, tre lingue diverse che si incontrano nel linguaggio comune della scultura e dell’arte declinando sostenibilità, salute e pace. Le loro opere si intitolano: “Gesture for the Table of Peace”, “Desatar”, “Il canto del Fiore” e sono tre modi di guardare, tre punti di vista a latitudini diverse.
In “Gesture for the Table”, Gao, studente dell’Accademia di Belle Arti a Carrara, realizza una tavola ai cui lati è scolpita la bandiera di Israele da una parte e della Palestina dall’altra: in mezzo una ferita per metà aperta e per metà chiusa in una cucitura chirurgica. Lui sogna, ci racconta, un giorno di percorrere a piedi quelle 10 ore di aereo che separano il suo paese, la Cina, da Carrara, per attraversare e conoscere tutti quei popoli, quei territori, quei mondi che ci sono in mezzo: ma oggi non è possibile perché tutto sembra inghiottito dalla guerra e allora ecco da dove nasce la sua opera. Da questo suo sogno.
“Desatar”, che sta già prendendo forma nel marmo, è ideata dalla creatività estremamente delicata di Estela, una giovane studentessa dell’Accademia di Belle Arti di Valencia. Le curve sinuose di una donna che si confondono nelle forme di una corolla di petali, in un fiore che sta sbocciando significano la trasformazione a cui può tendere l’umanità per arrivare a realizzare quei valori di sostenibilità, salute e pace. Infine Pierpaolo, studente dell’Accademia di Lecce, ha scelto una linea astratta dalle curve smussate e dolci per dare vita al suo pensiero e alla sua interpretazione.
Hanno già vinto tutti e tre anche se il 4 ottobre verrà decisa una classifica. E ha già vinto Carrara che continua a credere in questo progetto, a mettere a disposizione le sue risorse artigiane per trasmettere sapere e promuovere insieme al Club Unesco arte e cultura in chiave di scultura.
Uno sforzo tanto grande quanto prezioso quello messo in campo dal Club Unesco Carrara dei Marmi come ci spiega la sua presidentessa, la professoressa Maria Grazia Passani: «Questo progetto è consolidato – ricorda la professoressa –, nel 2015 ci fu la sua prima edizione e ci teniamo molto: non solo perché si realizzano gli obiettivi dell’Unesco anche perché si dà l’opportunità a questi giovani di formarsi in un laboratorio di eccellenza. Nel corso delle edizioni i ragazzi erano in numero più grande e li distribuivamo tra più laboratori ma un gruppo lo abbiamo sempre conservato qua, presso la Cooperativa. Siamo molti contenti di essere riusciti a riproporre il progetto anche quest’anno, perché vediamo che i ragazzi sono felici ed entusiasti e mi dicono che sono anche molto bravi. Sono anche contenta perché quest’anno non solo abbiamo la partecipazione attiva della nostra federazione Unesco e della federazione europea oltre alla commissione italiana per l’Unesco, ma anche la partecipazione attiva del direttore della sede di Venezia del Consiglio d’Europa in giuria e sarà alla cerimonia il 4 ottobre. E poi abbiamo in giuria il nuovo presidente della federazione europea e sottolineo il sostegno degli Amici dell’Accademia e i rappresentanti delle tre scuole del polo artistico».
L’appoggio dell’amministrazione non poteva mancare, come mette in evidenza l’assessore alla Cultura, Gea Dazzi: «Per l’amministrazione il concorso del Club Unesco, non solo come Carrara ma come Città Creativa Unesco, non poteva non esserci, dobbiamo sostenere questo progetto. È un’iniziativa che deve essere sostenuta. Sono diversi gli sponsor che lo sostengono e vorremmo che potesse crescere ancora: il Comune farà comunque sempre la sua parte. Sicuramente offriamo a questi giovani un’opportunità importantissima. Per molti è un primo passo verso la scultura, altri si sono già cimentati ma sicuramente poterlo fare qui e con questi straordinari maestri che non finiremo mai di ringraziare credo che sia un’esperienza unica, quindi ben venga sostenere il progetto».
Il presidente di giuria è il professore Luciano Massai, già direttore dell’Accademia di Belle Arti: «È un concorso nazionale e internazionale che sta sempre avendo più campo per merito del Club dell’Unesco di Carrara dei Marmi – commenta – si sta sempre più radicando. È importante perché il Club sta facendo una grande opera di avvicinamento alla scultura e all’arte di persone che si vogliono avvicinare alla scultura o che la studiano e vogliono approfondire le proprie conoscenze. Sono cresciute le domande di partecipazione pervenute e la scelta è stata una scelta internazionale: una spagnola, un cinese e un italiano. I ragazzi si sono già ambientati e sono ospiti di Club Unesco con vitto, alloggio e trasporto con una diaria e più i premi finali».
Importante infine il messaggio del maestro artigiano Diego Zampolini che lavora insieme ai suoi amici e compagni senza l’uso di alcun braccio robotico, attingendo esclusivamente alla precisione umana: «Noi lavoriamo il marmo come si lavorava 50 anni fa, a livello manuale e artigianale e continuiamo con la nostra tradizione che dovrebbe essere il valore aggiunto di una Carrara che ormai sta scomparendo». A loro il compito di insegnare l’arte dell’artigianato nel marmo alle nuove generazioni perché non venga dimenticato.

