l'appello
|La solidarietà degli anestesisti apuani al popolo palestinese: «Stop al massacro. Ora atti concreti dalla politica»
Una voce forte di denuncia per le vittime del genocidio in corso nella Striscia di Gaza a opera dello Stato di Israele
MASSA-CARRARA – Anche dalla provincia apuana arriva una voce forte di denuncia e di solidarietà per le vittime del genocidio in corso nella Striscia di Gaza a opera dello Stato di Israele. A farsene portavoce è il dottor Alberto Rutili, anestesista e per anni rappresentante sindacale degli specialisti in Anestesia e Rianimazione di Massa-Carrara, che ha trasmesso ai quotidiani locali una lettera di Aaroi-Emac, il sindacato nazionale di categoria. Il messaggio, nato «dal basso», riflette il profondo disagio del mondo sanitario di fronte a quanto sta avvenendo in Palestina. «Il massacro che avviene coinvolge tutta la popolazione, non solo i resistenti militarizzati», scrive Rutili, ricordando che secondo fonti internazionali dall’inizio del conflitto più di 1.300 operatori sanitari – medici, infermieri, ostetriche – hanno perso la vita.
Nella comunicazione, gli anestesisti-rianimatori di Massa-Carrara dichiarano la propria vicinanza ai colleghi che operano in contesti di guerra e alla popolazione palestinese. Al tempo stesso chiedono alla politica italiana di assumere iniziative concrete: dalla sospensione della vendita di armi ai Paesi in conflitto all’interruzione di progetti di ricerca con applicazioni militari.
Segue il testo integrale della lettera allegata, diffusa dagli anestesisti-rianimatori:
L’anestesista rianimatore è intrinsecamente portata a confrontarsi quotidianamente con esperienze di dolore e morte, e svolge ogni giorno con orgoglio e professionalità la propria attività sanitaria che consente di portare sollievo ai propri pazienti i quali sperimentano condizioni di estrema sofferenza sia sul fronte organico che psicologico garantendo in ogni circostanza il “contra dolorem semper”.
Gli anestesisti rianimatori sono le figure sanitarie che più di tutte si vedono impegnate nell’affrontare la sofferenza umana a qualunque livello fino alla morte, e trovano inaccettabile che un singolo paziente possa sperimentare il dolore sotto ogni forma esso possa essere inteso, sono formati fin dalla fase di specializzazione a pensare che ogni sforzo debba essere compiuto per garantire dignità in ogni fase della vita, sia in senso antalgico che palliativo.
Gli anestesisti rianimatori ritengono inaccettabile che le figure governative che ci rappresentano, sotto ogni colore politico, non si espongano in maniera forte e incontrovertibile contro un massacro che si sta perpetuando da mesi a poca distanza da noi.
Gli anestesisti rianimatori ritengono inaccettabile che l’unico atto pratico ed concreto sia lasciato ai singoli cittadini che con difficoltà cercano di contrastare eventi che vanno al di là delle realistiche possibilità di cambiamento che non coinvolgano direttamente gli Stati europei e mondiali, i quali nelle figure dei governanti si nascondono dietro effimere manifestazioni di disapprovazione e con un’ipocrisia alquanto offensiva non mettono in pratica alcuna azione realmente importante.
Gli anestesisti rianimatori chiedono fortemente l’organizzazione di una manifestazione pubblica, aperta a tutti i cittadini, in cui manifestare in maniera forte e decisa il desiderio che la classe politica che ci amministra si esponga maggiormente mediante atti concreti ed efficaci nei confronti di chi sta attuando azioni criminali nei confronti di donne, uomini e bambini innocenti tramite attività di guerra e di blocco di qualunque aiuto umanitario che garantisca la sopravvivenza della popolazione palestinese.
L’appello degli anestesisti-rianimatori di Massa-Carrara si unisce così alle numerose voci del mondo sanitario che in Italia e all’estero invocano la fine delle violenze e una presa di posizione più netta da parte delle istituzioni.


