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«Occupazione a Massa-Carrara in calo, serve attenzione per giovani e donne e una vera politica industriale»

«Aumento della somministrazione: da 2.087 a 2.445, segnale che le aziende chiedono flessibilità, ma si tratta pur sempre di lavoro precario. Poche opportunità per la figura femminile»

MASSA-CARRARA – Dopo una prima analisi dei dati sull’occupazione ( ne avavemo parlato qui) nella nostra provincia Cisl Toscana Nord approfondisce alcuni aspetti. C’è una flessione nel 2024 sul 2023 e la Cisl conferma come i numeri del 2024 subiscanbo una flessione complessiva delle assunzioni (-3,18%) rispetto al 2023: da 32.811 a 31.768. “Un calo – chiarisce il sindacato – che non può essere sottovalutato, perché si inserisce in un contesto già fragile dal punto di vista produttivo e occupazionale”.

Ecco i dati sviscerati.

Le criticità principali

Contratti stabili in calo: i contratti a tempo indeterminato scendono da 3.638 a 3.513 (-125). Un segnale negativo, perché la stabilità occupazionale dovrebbe essere l’obiettivo prioritario. Lavori a progetto quasi azzerati: da 1.215 a 200, un crollo che riflette la precarietà di queste forme di impiego. Apprendistato in forte diminuzione: da 1.808 a 1.466 (-342), un dato preoccupante perché limita l’ingresso qualificato dei giovani nel mercato del lavoro.

Alcuni segnali positivi

Aumento della somministrazione: da 2.087 a 2.445, segnale che le aziende chiedono flessibilità, ma si tratta pur sempre di lavoro precario. Crescita dei tirocini: da 441 a 490, opportunità di formazione ma spesso senza reali sbocchi occupazionali.

Questione di genere

Il divario resta evidente: le donne hanno complessivamente meno opportunità (15.074 assunzioni contro 16.694 degli uomini). Nel lavoro domestico e nei contratti a progetto prevalgono nettamente le donne, spesso in settori meno tutelati. Gli uomini restano più presenti in tempo indeterminato, determinato e apprendistato.

Conclusione

“Questi dati  – osserva la Cisl -confermano che a Massa-Carrara serve una strategia condivisa per il rilancio del lavoro, che punti su: più contratti stabili e di qualità, investimenti mirati per favorire l’occupazione giovanile, maggiore attenzione alle donne, che restano penalizzate, politiche attive del lavoro per accompagnare formazione e riqualificazione. Come Cisl Toscana Nord ribadiamo che non bastano incentivi temporanei o contratti a termine: serve una vera politica industriale e territoriale, capace di dare prospettive durature ai lavoratori e alle famiglie”.