il commento
|Caldi sulla possibile candidatura di Malaspina in Lega: «Una strategia che porterà a un indebolimento locale della destra»
In vista delle elezioni regionali toscane del prossimo ottobre, la Lega Toscana si trova ad affrontare una delicata fase di riorganizzazione territoriale
LUNIGIANA – In vista delle elezioni regionali toscane del prossimo ottobre, la Lega Toscana si trova ad affrontare una delicata fase di riorganizzazione territoriale. In Lunigiana, dove la base militante ha rifiutato di proporre candidature, il deputato Andrea Barabotti ha avviato una serie di contatti per garantire la presenza del partito sul territorio. Sulle nomine uscite in questi giorni interviene Luisito Caldi, Responsabile regionale Toscana Partito Popolare del Nord: «Tra le figure sondate, – spiega – emerge il nome di Roberto Malaspina, ex sindaco di Mulazzo ed ex esponente leghista, che in passato ha vissuto momenti di frizione con il partito. La sua possibile candidatura rappresenta una scelta non priva di contraddizioni: da un lato, il suo profilo amministrativo è noto; dall’altro, il suo allontanamento dalla Lega e le tensioni pregresse sollevano interrogativi sulla coerenza politica dell’operazione. La mossa di Barabotti si inserisce in un contesto più ampio di critica alla legge elettorale regionale, definita “iniqua” e penalizzante per province come Massa-Carrara. In assenza di candidature interne, la Lega sembra orientarsi verso figure esterne o ex amministratori, in alcuni casi legati da rapporti personali più che da militanza attiva.» Prosegue poi Caldi: «Questa strategia, se da un lato consente di coprire il territorio, dall’altro rischia di indebolire il radicamento locale e la fiducia della base. In un momento in cui il centrodestra è ancora diviso e la competizione si fa serrata, la Lunigiana potrebbe rivelarsi decisiva per gli equilibri regionali. La Lega Toscana è chiamata ora a dimostrare coerenza, visione e capacità di coinvolgere realmente le comunità locali, evitando soluzioni improvvisate che potrebbero compromettere il risultato elettorale.»


