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|«Villa Massoni presto all’asta ma è ‘luogo del cuore’». Ecco la mozione perché venga acquistata dalla città
L’opposizione in conferenza stampa: «L’immobile deve ritornare al suo iniziale fascino, sia architettonico che ambientale, e soprattutto deve tornare a essere luogo partecipato. Potrebbe diventare museo civico: siamo l’unico capoluogo di Provincia a non averne uno»
MASSA – Il 15 ottobre si sta avvicinando a passi lenti, caldi e inesorabili ed è più vicino di quanto sembri. Una data di fondamentale importanza da cui dipende il destino di Villa Massoni, per ora appeso a un filo sottile. Il gruppo consiliare del Pd, coadiuvato e appoggiato dal gruppo consiliare di Massa è Un’Altra Cosa, ha deciso per questo, tramite un’apposita mozione, di provare a dare una spinta e uno stimolo al desiderio condiviso da numerosi cittadini di vedere la città legittima proprietaria dello storico palazzo abbandonato al degrado da anni. Sappiamo infatti che in seguito ai problemi economici del proprietario la villa, che risale al XVI secolo, seguendo procedura fallimentare, andrà all’asta proprio il 15 ottobre. Ma dalla città si leva da tempo una voce: quella dei cittadini apuani che con 27 mila firme nel 2012 testimoniarono, in occasione del concorso Fai, che per loro il “luogo del cuore” era senza dubbio Villa Massoni.
I consiglieri del Pd, appoggiati dai colleghi di Massa è Un’Altra Cosa, ne sono anch’essi convinti: quel palazzo appartiene già al cuore dei massesi e per questo deve diventare anche legalmente di proprietà di Massa, deve diventare un luogo della città, esattamente come già successe per Villa Rinchiostra, acquistata dal privato e diventata pubblica, quindi oggi rimessa a nuovo, quasi completamente recuperata e fruibile da tutti.
«Non abbiamo un museo civico in città, credo che Massa sia l’unico capoluogo di provincia a non averne uno. Per noi deve essere Villa Massoni», commenta il consigliere democratico Stefano Alberti in conferenza stampa, scartando l’ipotesi verso cui sembrerebbe forse orientarsi il sindaco Francesco Persiani rispetto a un potenziale acquisto da parte di privati. Che questa non sia la soluzione giusta per Massa ne sono convinti anche gli altri colleghi di centrosinistra. Enzo Romolo Ricci lo ribadisce più volte in conferenza: «Si tratta di un bene che la comunità sente come proprio». Il consigliere ricorda come la villa sia diventata nel tempo protagonista di molte vicissitudini fino a che il proprietario non è più riuscito a fare fronte agli oneri connessi alla proprietà. Ricci ricorda le 27 mila firme e la mozione già arrivata in Consiglio regionale e approvata all’unanimità, tesa a proporre l’acquisto da parte dell’ente pubblico dell’edificio storico e la costituzione di un tavolo istituzionale con Comune, Regione e Ministero. Magari con la Provincia in veste di ente coordinatore.
«È chiaro che i “luoghi del cuore” prescindono dall’appartenenza politica – sottolinea il consigliere democratico – questa mozione è aperta a tutti i gruppi. Potremo investire dal punto di vista culturale», aggiunge riferendosi anche alla sfida che si appresta ad affrontare Massa capitale della cultura e conclude: «ci auguriamo calendarizzino la mozione in tempo: darebbe sostanza politica a un desiderio condiviso dai cittadini».
Sulla stessa linea è anche il capogruppo di Massa è Un’Altra Cosa Ivo Zaccagna: «Molti si riconoscono in questo storico edificio – afferma – e sulla calendarizzazione, a quanto abbiamo capito, viene usato il criterio di attualità dato che abbiamo visto superare delle mozioni da altre proprio in virtù di questo criterio, quindi crediamo e ci auguriamo venga pianificata per tempo. Villa Massoni deve diventare uno spazio pubblico accessibile a tutti allo scopo di incentivare la vocazione culturale».
Stefano Alberti fece parte del comitato ’26 giugno’ grazie alla cui battaglia Villa Rinchiostra divenne interamente pubblica (con una spesa di 3 miliardi e 110 milioni di Lire negli anni Novanta) e il consigliere sostiene con forza: «Fu un’esperienza di cui fare tesoro: oggi è stata recuperata quasi completamente ed è fruibile da tutti, chissà cosa ci sarebbe ora senza quella battaglia – rivendica – e Villa Massoni ha un valore inestimabile come testimoniano i due vincoli a cui è soggetta. Ha un parco di 26 mila metri quadrati a ridosso del centro storico: deve essere valorizzata e per noi è dirimente diventi pubblica».
La consigliera Dina Dell’Ertole (Massa è Un’Altra Cosa) fa una proposta ulteriore: «Questa mozione merita un Consiglio comunale straordinario perché straordinario è il tema. Noi torneremo a chiedere alla Regione di attivarsi, chiediamo il tavolo istituzionale e c’è bisogno che qualcuno lo guidi. Questo sogno può diventare realtà. E non è vero – ha quindi fatto notare – che l’opposizione fa solo polemiche e critiche, il nostro ruolo è anche quello di suggerire come in questo caso. C’è una filiera tra Villa Rinchiostra, Monte di Pasta e Villa Massoni, una filiera culturale e dobbiamo fare in modo che questo bene diventi pubblico, della città».
Certo la sfida economica non è trascurabile, si parte da una base d’asta di 3,5 milioni senza considerare la somma necessaria per il recupero. Ma le forze politiche ritengono che ne valga decisamente la pena. Dal 1975 Villa Massoni è considerata “bene culturale e vincolato” e, ai sensi del codice dei beni culturali e del paesaggio, rientra nell’elenco dei beni culturali della Provincia di Massa-Carrara. Inoltre, con decreto ministeriale 18 ottobre 1978 la Soprintendenza per i beni archeologici della Toscana ha provveduto a dichiarare un ulteriore vincolo in relazione all’importante reperto costituito dal sarcofago in marmo lunense, strigilato con Musa e Poeta, risalente a epoca romana imperiale (III secolo d.C.) e collocato in uno dei loggiati della villa.
Pd e Massa è Un’Altra Cosa esortano: «Nella mozione si richiama il profilo storico della villa e si fa riferimento alle normative che consentono di operare per la sua acquisizione al patrimonio pubblico comunale e realizzarne il necessario recupero. Nel passato, giunte comunali hanno tentato di acquisire al patrimonio pubblico la villa, ma hanno trovato sempre ostacoli alla cessione da parte dei proprietari e non sono mancati interventi, proposte, richiami ripetuti per fare della Villa Massoni un luogo importante della città. Con la mozione vogliamo pertanto che l’amministrazione comunale sia impegnata a relazionarsi e a interagire, a ricercare un positivo dialogo e una fattiva collaborazione con tutti i soggetti istituzionali interessati e di competenza (Ministero competente, Regione Toscana ed enti locali interessati) perché si determini un impegno finanziario pubblico finalizzato all’acquisto e al restauro del complesso di Villa Massoni. Bisogna superare incertezze del passato e fare in modo di poter cogliere le opportunità che a vari livelli possono essere attivate. Villa Massoni deve ritornare al suo iniziale fascino, sia architettonico che ambientale, e soprattutto deve tornare a vivere ed essere luogo partecipato, aperto alla città, alla cultura e al dialogo. L’acquisizione pubblica garantirebbe la protezione della villa da possibili interventi non compatibili con il suo valore storico e architettonico».

