Da Carrara all’Australia, vetrina internazionale per gli studenti dell’Accademia di Belle Arti
La professoressa Pino: «Un luogo di incontro e scambio che supera confini geografici e disciplinari, promuovendo innovazione, ricerca e formazione»
CARRARA – Carrara porta il suo talento artistico fino in Australia. Gli studenti dell’Accademia di Belle Arti partecipano infatti al progetto internazionale Cross Currents, un Mini Print Exchange che li vede protagonisti insieme agli artisti del laboratorio australiano Margaret River Printmaking. L’iniziativa mette in dialogo due mondi creativi lontani geograficamente ma uniti dalla pratica della stampa contemporanea.
Le opere realizzate dagli studenti dell’Accademia saranno esposte in due sedi di grande prestigio: l’Aula Magna di Palazzo Malaspina a Carrara e la Gallery Ths di Margaret River, in Western Australia, diretta da Shayne Hadley e Merinda Garrett. Il progetto si inserisce nell’ambito della conferenza internazionale Imprint – International Multidisciplinary Printmaking and Techniques, che nel 2025 avrà come tema “L’arte di preservare la cultura”. Un titolo che ben rappresenta il ruolo della stampa e del libro d’arte come strumenti di memoria e tutela del patrimonio culturale nell’era digitale.
A rappresentare Carrara in questa esperienza internazionale ci sono quattordici studenti: Clarissa Baldi, Margherita Corda, Andrea Spezia, Enrico Bani, Zhou Yinglin, Loredana Soliani, Roberta Stevanin, Ilaria Leone, Gabriele Porta, Aurora Intaschi, Luca De Maria, Ye Kainuo, Xu Chengyi e Stefania Natolo. Cross Currents rientra nelle attività strategiche del progetto nazionale Pnrr Com – City Open Museum, di cui l’Accademia di Belle Arti di Carrara è capofila. L’obiettivo è trasformare spazi urbani e istituzionali in luoghi di cultura dinamici e accessibili, in linea con l’idea di museo a cielo aperto che caratterizza l’iniziativa.
«Attraverso progetti come Cross Currents, l’Accademia di Belle Arti di Carrara si afferma come un autentico hub culturale e formativo nel panorama internazionale dell’arte contemporanea», sottolinea la professoressa Miriana Pino, curatrice del progetto. «È un luogo di incontro e scambio che supera confini geografici e disciplinari, promuovendo innovazione, ricerca e formazione».


