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Il Pd su case popolari e porto: «Volevamo gli alloggi Erp a Marina e sullo scalo ha ragione Giani»

«Al Murlungo non è detto che il progetto dei 28 alloggi si realizzi: ci sono delle verifiche in corso. C’è una porta aperta»

CARRARA – Murlungo, case Erp, Marina di Carrara, porto: la visione del Pd emerge a margine dell’incontro voluto dai consiglieri del partito del centrosinistra per presentare l’agenda dei 7 punti. Si parte con lo spiegare cosa è successo e cosa sta succedendo circa il progetto dei 28 alloggi Erp a Murlungo.

Gianmaria Nardi capogruppo del Pd in Consiglio, ripercorre i passi che hanno portato alla decisione sul quartiere di Murlungo per i 28 alloggi Erp. “La sindaca ha detto una cosa giusta, noi abbiamo voluto prendere i finanziamenti, mi prendo tutta la responsabilità, Noi gruppo del Pd abbiamo voluto prendere il finanziamento  perché siccome il patrimonio di edilizia residenziale pubblica è vecchio e ogni anno che  passa invecchia di più, costruire case nuove è un’opportunità che non si può perdere. I finanziamenti sull’edilizia residenziale publica sono una delle gambe del welfare e sono talmente scarsi che non abbiamo voluto buttare via il finanziamento. Ha ragione la sindaca, lei avrebbe preferito usare le risorse per ristrutturare le case. Forse è l’atteggiamento più pragmatico – riferisce alla stampa Nardi -. Noi pensavamo che il finanziamento dovesse andare dove era destinato in origine (con il progetto Cinquestelle) presso l’ex colonia Vercelli: questo lo pensava il Pd, ma l’altra parte della maggioranza che è un po’ più grande di noi non la pensava così: sette mani siamo noi e le altre otto mani evidentemente  non hanno voluto la colonia Vercelli non piaceva in sede di discussione. Noi abbiamo convinto gli altri a prendere il finanziamento. Noi Pd abbiamo detto: ora prendiamo il finanziamento poi vedremo e il discorso era o lo facciamo alla Colonia Vercelli o da un’altra parte . Poi noi consiglieri non ne abbiamo più discusso e se ne è discusso evidentemente nell’esecutivo e lì è stato individuato Murlungo ad Avenza. Io non penso che il Murlungo sia un inferno – ha quindi aggiunto – perché ci vive molta gente, se le motivazioni sono di qualificare un’area ( che è stata inserita nel Sir e non nel Sin perché ci sono degli inquinanti da agricoltura) si può fare. Se questa roba è conveniente dal punto di vista ambientale e di inquadramento urbanistico si spiega ai cittadini e si va avanti. Se questa cosa invece non è convincente si trova un’altra soluzione. Si va avanti con le verifiche, c’è comunque una porta aperta per chi chiede non vengano realizzate lì”.

Sulla questione apertasi con i giornalisti rispetto al collocare alloggi popolari all’ ex Colonia Vercelli  che poteva forse rivelarsi una scelta poco felice dal punto di vista turistico, considerato anche che quell’area lungomare  chiamata Paradiso (proprio per la sua bellezza) poteva avere dei potenziali importanti: esisteva una villa d’epoca poi abbattuta insieme al grande parco verde, sacrificati per fare spazio a un polo fieristico che poi sarebbe caduto in disgrazia e proprio in quell’area, lì lungomare, è stato scelto di mettere la sede di Nausicaa  con tutti i mezzi e i cassonetti in bella vista, la consigliera Pd Letizia Carusi in proposito risponde: “Bisogna cambiare il pensiero, il progetto (quello delle case Erp pensato per la ex Colonia Vercelli) è un progetto di inclusione, molto avanti, c’era una serie di attività sportive. Non dobbiamo pensare che le case popolari portino… non sono più solo persone con reddito zero che hanno bisogno delle case popolari ma anche l’operaio che ha due figli necessita le case popolari. Questo progetto serviva a far crescere la cultura di chi ha più bisogno di un altro economicamente, era uno stimolo per far crescere le famiglie. Non possiamo fare ghetti con quartieri per poveri e quartieri per ricchi”.  Aggiunge Nardi: “E con quei soldi della Regione si potevano fare belle case. Si sarebbe andati a costruire nell’ex capannone del Carnevale a me piaceva come idea, poi quella è un’area tenuta malissimo in mezzo ai rovi anche se è lungomare, e al momento nessun privato si fa avanti per farci un albergo cinquestelle. Poi il quartiere popolare Doganella per esempio è un bellissimo quartiere”.

“Facciamoci un luogo di aggregazione, un luogo deputato alla cultura, un teatro visto che a Marina manca” proponiamo noi della Voce Apuana. E’ Letizia Carusi a rispondere: “A Marina i teatri ci sono. Ce ne è uno vicino alla chiesa in piazza Menconi. Abbiamo gli spazi ma ce ne dimentichiamo!”. Siamo costretti a puntualizzare che in effetti quel vecchio cinema (non è un teatro) è chiuso e inagibile da moltissimo tempo. Perché a Marina non solo manca un teatro ma non c’è neanche un cinema.

Sempre restando in tema di Marina, il confronto ha toccato il porto e il dibattito sul suo ampliamento contro cui a battersi c’è Forte dei Marmi e Massa perché temono l’erosione, e c’è pure qualche ambientalista che teme per il rischio idrogeologico alla foce del Carrione. Sul tema risponde Nardi: “Siamo d’accordo con Giani (“Il porto va sostenuto e ampliato a ogni costo” Giani da La Nazione). Cerchiamo di trovare un accordo con quelli che hanno paura del porto sul piano dell’erosione per vedere se ci sono dei correttivi perché Forte dei Marmi e Massa non abbiano paura dell’erosione. Ci lavoriamo. Giani ci convince sulla posizione del porto e sul fatto di avere una rappresentanza territoriale nella governance”.