Massa, Fonteviva alla conquista del mercato inglese e americano: siglato accordo con Londra
«Da anni Evam senza successo ha cercato di entrare in questi mercati molto redditizi , senza riuscirci perché le barriere di ingresso sono altissime. Grazie all’opera dell’attuale Cda e al management finalmente ci siamo».
MASSA – Fonteviva sbarca nel mercato anglosassone: diventerà, anzi lo è già perché l’accordo è già stato siglato per quel che riguarda Londa, un simbolo di lusso presente negli alberghi londinesi di lusso e presto approderà anche oltreoceano. Questo grazie al suo residuo fisso ridotto e agli sforzi del Cda di Evam e del suo presidente Massimo Gelati e dei managers che lavorano con lui. E’ lui stesso che spiega l’intera operazione già partita per l’Inghilterra e in partenza per gli Usa.
“L’azienda – fa il punto Gelati – storicamente è stata legata al marchio Amorosa che però ci dà dei vincoli commerciali in quanto la commercializzazione non è nel nostro potere ma è di Humana, distributore tedesco, mentre uno dei miei obiettivi è quello di sviluppare il marchio Fonteviva. Il marchio Fonteviva – sottolinea Massimo Gelati – si esportava in un unico paese, in Australia, a causa di accordi vecchi perché la famiglia Molinari import export di prodotto alimentari il vecchio Giò Molinari era originario di Massa. In realtà l’azienda da anni senza riuscirci ha tentato di entrare nel mercato anglosassone, che è uno dei mercati più redditizi perché nel mercato anglosassone è dato per scontato che l’acqua soprattutto l’acqua naturale e gasata costano di più del soft drink come la coca cola. In Inghilterra o negli Usa oggi l’acqua costa il 10% in più di coca cola, pepsicola o lemonsoda: in questi mercati nella cultura del cittadino inglese e americano l’acqua minerale è un luxory food. Quindi da anni Evam senza successo ha cercato di entrare in questi mercati molto redditizi , senza riuscirci perché le barriere di ingresso sono altissime. Grazie all’opera dell’attuale Cda e del management siamo riusciti a entrare nel mercato Uk e nel mercato Usa. Oggi è stato sottoscritto l’accordo con un grande distributore del mercato Uk rappresentato dal dottor Paul Kincaid e lo abbiamo stretto lo scorso 25 luglio in un hotel di Kensington. La strategia commerciale di Fonteviva – prosegue il presidente di Evam – sarà quella di distribuire tutte le sue tipologie di acqua con queste caratteristiche: la bottiglia in vetro Premium sarà portata solo in hotel 5 stelle di lusso e abbiamo già un’opportunità. Sarà già dal mese di agosto l’acqua ufficiale del Rosewood Hotel. Quindi in diversi hotel 5 stelle di lusso di Londra la Fonteviva sarà presente. La strategia commerciale a cui abbiamo pensato non è una strategia di prezzo – specifica Gelati – non faremo concorrenza commerciale alle acque commerciali ma sarà una strategia di valorizzazione della qualità: il residuo bassissimo è molto apprezzato dagli inglesi perché le acque del nord Europa sono acque con residui molto alti, mentre invece avere un’acqua con residuo basso minimamente mineralizzato sotto 50 come Fonteviva è un valore aggiunto. Quindi cercheremo di valorizzazione, cosa che può essere fatta solo nell’ambito della qualità del prodotto”.
Non solo. Aggiunge ancora il presidente di Evam: “ Poi c’è il tema dell’acqua in pet, in plastica: stiamo portando anche l’acqua in plastica per la quale non entreremo nella grande distribuzione, perché altrimenti dovremmo fare una guerra sui prezzi perché comunque anche in Inghilterra fanno guerra sui prezzi. Ma abbiamo scelto un altro canale: Amazon food che è il futuro del commercio on line. Quindi oggi in Inghilterra la nostra acqua sarà presente su Amazon: quindi il consumatore l’italiano che vuole l’acqua italiana, l’acqua delle Apuana a basso residuo la trova in poche ore portata a casa. Forniremo gli hub e i punti di stoccaggio dell’acqua di Amazon” annuncia.
Discorso a parte merita il mercato americano che comunque non prevede dazi commerciali per l’acqua minerale ma la difficoltà sta nel superare i dazi tecniche, le barriere poste all’ingresso e centrate sulle mille autorizzazioni. “Per gli Usa – spiega Gelati -abbiamo ottenuto tutte le autorizzazioni e c’è una serie di ordini aperti: siamo sbarcati anche nel mercato americano. E’ una grande opportunità – commenta- l’unica possibilità per fare un lavoro che sia utile sia al cliente che a noi. Oggi si parla di dazi commerciali ma teniamo conto che i dazi sono anche tecnici: sull’export Usa non è più sufficiente l’autorizzazione per gli Usa ma sono necessarie autorizzazioni specifiche per ciascun Stato che richiedono requisiti diversi e oggi noi riusciamo a essere conformi alle normative regolamentari dei singoli Stati americani. Abbiamo superato le barriere tecniche all’ingresso. Attualmente non ci sono dazi commerciali sull’acqua minerale ma ci sono dazi tecnici per via delle autorizzazioni che alla fine pesano come costo”.
“Noi puntiamo sul radicamento sul territorio: in Italia l’acqua è una commodity , questo vuol dire che costa poco e che quindi il costo di trasporto incide quindi risulta più conveniente andare in Usa o in Inghilterra che non andare a Roma o Milano, perché lì combatti con acque che non costano niente. Per questo motivo Fonteviva non potrà mai diventare un’acqua nazionale, ma locale e internazionale nazionale (dando sempre e comunque la precedenza alla presenza sul territorio massese), non ne abbiamo le possibilità perché è un’acqua di nicchia, di qualità. In Italia non pagherai mai 5 euro una bottiglietta d’acqua ma in Usa Uk sì”.
In ultimo Massimo Gelati fa una chiosa sul cda di Evam: “Il Cda non ha dormito sugli allori del contratto Amorosa ma cerca di sviluppare il marchio Fonteviva perché noi riteniamo che il marchio Fonteviva abbia una grande potenzialità inespressa rispetto al marchio Amorosa che quello che aveva da dare lo ha già dato”.

