presente il ministro Abodi
|Lo sport di Asi premia i maestri e i campioni di vita e di inclusione. Il saluto di mister Baldini al professor Borzoni
Una cerimonia molto emozionante che ha festeggiato le associazioni sportive meno ‘famose’ ma molto sentite su tutta la provincia. Marco Amorese: «Premiamo chi insegna una cultura e dà un percorso»
MASSA-CARRARA – Una cerimonia riuscita quella organizzata ieri del neo delegato provinciale di Asi (Associazioni Sportive e Sociali Italiane) Marco Amorese al di là della prestigiosa partecipazione del ministro allo Sport Andrea Abodi. Lo sport quando mostra il volto umano, lo sport quando non guarda più tanto alla competizione quanto all’inclusione: è questo che il pubblico al palazzetto dello Sport di Massa ha potuto vedere durante la premiazione. Le parole e le frasi degli sportivi premiati: “Non bisogna imparare a perdere ma bisogna imparare a vincere, rispettando l’avversario”, “l’obiettivo non è competere ma imparare a giocare” rendono l’idea di questa giornata che ha riunito gli sportivi e i campioni blasonati ‘più sconosciuti’ di tutto il territorio provinciale, meno famosi ma non meno coraggiosi, anzi dotati più di ogni altro di spirito di sacrificio e di passione. E’ lo stesso Marco Amorese a descrivere il significato della premiazione: “Sono da poco delegato provinciale Asi e la prima cosa che ho voluto fare è stato creare un piccolo evento di premiazione con gli sport e di quelle persone che magari non vengono considerate o comunque che non compaiono sui giornali. Abbiamo voluto fare una cosa più sociale: ci sono ragazzi disabili, autistici, che hanno tanti problemi però fanno sport col sorriso, cosa che tanti sportivi famosi non fanno perché pensano solo al business. Per quanto mi riguarda Asi aiuterà tutte le associazioni sportive per fare eventi senza lucro. Mi metto a disposizione di tutti. Tante volte si rincorrono gli idoli sportivi specialmente nel calcio in cui oggi non mi rispecchio più: ma vedere bambini che indossano scarpette da 300 euro vuol dire che abbiamo sbagliato qualcosa. Oggi premiamo quegli sport che insegnano una cultura, insegnano la vita, danno un percorso”. Poi c’è la sorpresa del video messaggio di Silvio Baldini: “Grazie per l’attenzione al mondo dei disabili. Conosco bene questo mondo ho una figlia Valentina di 38 anni disabile quindi capisco benissimo le vostre emozioni, capisco benissimo come riuscite a riempire i vostri spazi e penso che lo sport sia di grande aiuto sia dal punto di vista fisico e psicologico quindi vi mando grande un grande abbraccio. Attraverso lo sport dovete imparare non a competere per vincere, per arrivare primi ma la competizione vi deve aiutare a capire meglio chi siete e a tirare fuori quelle cose che nella normalità si fa fatica a tirare fuori, lo sport vi aiuta. Un grande abbraccio e soprattutto vorrei salutare il professor Borzoni che è maestro di vita: faceva l’insegnante poi l’istruttore al camposcuola ha allenato tanti atleti tra cui Luigi Benedetti che è riuscito a partecipare a due olimpiadi. Un grande abbraccio a Gambin e a tutti voi”. Un messaggio a cui ha voluto rispondere il ministro Abodi: “ Voglio sottolineare quello che ha detto mister Baldini che ritengo non solo un ottimo tecnico ma un ottimo educatore, voglio ringraziare ancora una volta gli istruttori gli allenatori e chi diventa maestro nel senso più nobile del termine: spesso si dà per scontato che l’allenatore debba insegnare solo quella disciplina ma io penso che l’allenatore debba insegnare molto di più: le buone maniere la gentilezza l’educazione e alcune regole di vita. Si deve capire quanto sia centrale questa figura che mister Baldini ha rappresentato oggi e il fatto che sia a Coverciano e che sia l’allenatore della Nazionale under 21 testimonia il suo valore e sono convinto che arriveranno anche i risultati: saper gestire le risorse umane anche dal punto di vista dell’intimo fa dare quel di più che consente di raggiungere i risultati”.
Ancor più significative suonano le parole di Francesca Giusti la mamma di Federico che fa parte del progetto Basket Aut di Apuania Basket: “Abbiamo iniziato questa esperienza nel 2019, siamo stati indirizzati dai professionisti che seguivano Federico che ci hanno segnalato l’associazione e siamo stati subito accolti. Per Federico è stata una esperienza bellissima e continua a farla con molto entusiasmo, partecipa a tutte le attività: è riuscito a entrare dentro un palazzetto pieno di persone rumorosissime che per loro è una specie di incidente mentale, è difficilissimo per loro stare in ambienti rumorosi. La cosa che io racconto sempre a chi mi chiede come è stato il basket per Federico: l’accoglienza che Federico e gli altri ragazzi hanno avuto dai loro pari, perché non c’è mai stato un bambino pari di età nella squadra in cui hanno giocato che abbia non coinvolto uno di oro. Non sono mai stati spaventati, li hanno fatti giocare con le loro modalità, i loro tempi e con le loro difficoltà. Serve a loro ma serve anche agli altri ragazzi, per non essere diffidenti, per capire cos’è l’autismo; questo è di cui hanno bisogno, di essere accolti perché hanno tanto da dare”.
Veniamo ai premiati dunque. A partire dalle sorelle lunigianesi Valeria e Ilaria Sergi, campionesse italiane di Kickbox. Hanno 14 e 12 anni e hanno iniziato ad allenarsi insieme quando ne avevano 8 e 6 sulle orme del padre. “Andiamo bene a scuola e ci alleniamo tre volte al giorno per due ore. Sapersi difendere è importante, ci dà sicurezza”si raccontano le due sorelline. Gli altri premiati sono: Associazione Autismo Apuania Basket, Pallacanestro Massa, Giulia Carlini simpaticissima ragazza con sindrome di down che ha gareggiato in Special Olimpic in Corea del Sud arrivando 4° nella difficilissima disciplina di discesa libera; la stessa sindrome e una medaglia d’oro nella specialità di delfino per Michele Aliboni allo Special Olimpic di Verona; premiata anche Elisabetta Moggia anche lei ragazzina con sindrome down e medaglia d‘oro alle Special Olimpic per bowling; la storica e pluripremiata sia in Italia sia all’estero Apuania Tennis da Tavolo dove negli anni sessanta un gruppo di campioni hanno iniziato un percorso per portarlo avanti ancora oggi nelle vesti di allenatori per le nuove generazioni; Umberto Mannella ideatore della Universal Youth Cup Torneo Internazionale Apuane, la competizione giovanile Under 11 diventata un must mondiale a cui partecipano squadre come Ajax e Olympique Marsiglia; Pallavolo Massa; The Night of Triathlon (nato a Massa e addirittura esportato in Cina)che però per quest’anno a causa del pontile fuori uso non si farà e infine ultimo ma non ultimo il professor Giuseppe Borzoni decano dello sport a Massa e accolto da un grande applauso nel palazzetto: il simbolo dello sport massese. “E’ un riconoscimento che premia una fatica non sentita di oltre 40 anni di attività sportiva vedendo ragazzini crescere lontani dal pericolo. Il gioco deve avere la sua componente educativa” ha ammonito il maestro prima di sistemare affettuosamente i capelli al ministro che lo premiava.
Una festa benedetta dal Coni, con il delegato provinciale Vittorio Cucurnia che si dice soddisfatto: “E’ una grande gioia avere un ministro della Repubblica qui. Ora il Coni spera di portare a casa il padiglione di Imm e di poterlo allestire anche grazie all’aiuto del Ministero”.
“Abbiamo voluto fare questa mattinata ricca di premi – commenta il deputato di Fratelli d’Italia Alessandro Amorese -e abbiamo dimostrato che in tutti gli sport la provincia apuana vince o partecipa con onore a 360 gradi, con portatori di handicap e fino alle discipline più ampie come tennis tavolo, pallavolo, pallacanestro”.

