Avenza, alloggi Erp in zona inquinata? Si levano le voci contrarie di Mattei e Rifondazione Comunista
«Non si possono costruire case popolari in una zona con la falda acquifera contaminata!». «Perché costruire ex novo in aree problematiche, quando molti appartamenti esistenti potrebbero essere recuperati con minori costi e tempi più rapidi?»
CARRARA -La protesta contro la edificazione di 28 alloggi popolari ad Avenza nella zona Murlungo, area Sir quindi fortemente inquinata, non va giù a molti e ci sono voci di dissenso che si levano dai banchi delle minoranze come da fuori del Consiglio Rifondazione Comunista. Maria Mattei era tra i consiglieri di opposizione presente alla manifestazione di protesta dell’altra settimana. La consigliere fa sapere: “Non si possono costruire case popolari in una zona con la falda acquifera inquinata! Ho partecipato alla fiaccolata organizzata da Avenza R-Esiste perché la zona del Murlungo ad Avenza, come il Viale da Verazzano, sono aree con la falda acquifera inquinata secondo i rilievi effettuati da Sogesid, l’ ente incaricato per le bonifiche ancora tutte da fare a Carrara. In particolare, sulla zona del Murlungo pesa il lascito pericoloso delle lavorazioni Ferroleghe e a tutt’ oggi sono lì i veleni del Cumulo N ( cromo esavalente ). Pensiamo che per “restituire” all’ uso collettivo, come si dice in burocratichese, il Parco Guadagnucci della Grotta, proprio lì vicino al Murlungo, è stata necessaria una bonifica. Ora, mi chiedo: “ Chi comprerebbe, per costruirci una casa, metterci dei bambini, o il proprio cane, un terreno con la falda avvelenata e dove, per costruire, il terreno rimosso ( fondamenta etc) deve essere trattato come rifiuto speciale? E due: “perchè l’ amministrazione ha deciso, senza discuterne con nessuno e tanto meno con il Consiglio, di spostare il progetto Pinqua, disegnato splendidamente da Anna Galleni – da una zona in cui i futuri abitanti avrebbero potuto aprire le finestre e respirare aria di mare e trovare una farmacia a pochi passi e una pineta per giocare – ad una zona avvelenata e isolata? Le case popolari possono essere costruite bene, coniugando il diritto all’ abitare con la bellezza, oppure possono essere pensate male e costruite peggio! Una frettolosa risposta al diritto alla casa per chi non può permettersi di affittarne una sul mercato. Non servono altri ghetti e in questo caso con l’aggravante di un luogo pericoloso!”.
“Come coordinamento del circolo di Rifondazione Comunista Alfio Maggiani pensiamo che il progetto di costruzione di case popolari in Via Murlungo a Carrara vada inserito in un contesto sociale più ampio, dove le periferie, grandi e piccole, stanno diventando sempre più luoghi di marginalizzazione e ghettizzazione – fa sapere il partito di sinistra – Questi tipi di scelte ripropongono, purtroppo, un modello urbanistico fallimentare: quello di relegare le fasce più vulnerabili della popolazione in aree periferiche, prive di servizi essenziali, spesso vicino a zone industriali o ambientali degradate. Invece di promuovere inclusione e rigenerazione urbana, si creano nuovi spazi di esclusione, dove le difficoltà economiche e sociali si sommano all’isolamento territoriale. La evidente crisi climatica e la necessità di ridurre il consumo di suolo rendono ancora più insensata questa scelta. Perché costruire ex novo in aree problematiche, quando molti alloggi esistenti potrebbero essere recuperati con minori costi e tempi più rapidi? il riuso del patrimonio edilizio abbandonato dovrebbe offrirebbe soluzioni immediate e sostenibili. Sarebbe stato auspicabile, come già riferito in precedente comunicato, un cambio di vertice, e di passo, in Erp. La vera sfida, siamo convinti, che non sia aggiungere nuovi edifici in luoghi sbagliati, ma trasformare ciò che già esiste in comunità vivibili e integrate. Ne gioverebbe tutta la comunità”.


