Area ex Mediterraneo, l’ex assessore Galleni: «Quei parcheggi sono sani. Se sono allagati basta attaccare la pompa»
14 luglio 2025 | 07:00
Una delle foto del garage risalente al 2022 e pubblicate da Galleni nel suo post
L’ex titolare del Patrimonio della giunta De Pasquale replica a quanto affermato dall’associazione Arca che chiedeva la demolizione della struttura attualmente esistenze
MARINA DI CARRARA – L’ex assessore al Patrimonio di Carrara (Massa-Carrara), Anna Galleni, affida a un post sui social la replica a quanto affermato nelle scorse ore dall’associazione Arca sull’annosa questione che riguarda l’area dell’ex hotel Mediterraneo di Marina di Carrara (qui l’intervento). Di seguito riportiamo il post di Galleni.
«Siccome la questione è molto tecnica, cercherò di essere il più possibile comprensibile.
In Marina c’è una zona che tutti conoscono come “Il Mediterraneo”. Tutto quel compendio, fino al 2022, era interamente di proprietà della Porto Spa.
Una cosa che molti forse non sanno è che quell’area non era un “unico blocco”.
Era in realtà divisa in due parti distinte e confinati: una, di circa 2160 mq, chiamata “Casa del Portuale”; la seconda, di circa 1900 mq, chiamata “Ex Hotel Mediterraneo”.
Il Comune, dunque, non aveva nessun diritto di proprietà su quell’area, manco su un filo d’erba. Era tutto completamente privato. C’era il giardino storico ma quello era di proprietà del Demanio.
Per il solo lotto “Casa del Portuale” (2160 mq) nel 2016 il Comune aveva intentato causa alla Porto spa per reclamare non la proprietà ma il valore dell’area pari, a suo dire, a 1.700.000,00 euro. Il Comune di Apuania, infatti, nel lontano 1939 l’aveva donato con una clausola (onere o modus per i giuristi) del seguente tenore: il giorno in cui la Casa del Portuale “sia destinata ad altro uso” tu, proprietario, devi versare al Comune il “giusto prezzo” che verrà ricavato da una “perizia giurata del capo dell’ufficio tecnico comunale”.
Ovviamente la Porto si difendeva eccependo: il diritto del Comune era ampiamente prescritto; la casa del Portuale era stata da tempo parzialmente sostituita nell’uso dal cinema Vittoria; proprio il Comune aveva autorizzato la Porto spa a demolire la Casa del Portuale; infine il prezzo non era stato determinato come si imponeva.
Per i giuristi: si contestava an e quantum. E diciamo pure che le difese non erano proprio campate per aria.
Nel frattempo la Porto minacciava formalmente altre due cause: voleva la restituzione di € 800.000 oltre risarcimento dei danni perché il Comune aveva escusso indebitamente la sua polizza fidejussoria; reclamava 607.000,00 euro che aveva versato al Comune a titolo di contributo di costruzione per volumetrie che poi non aveva realizzato.
Pure queste due potenziali vertenze non parevano affatto campate per aria.
Nel 2022, quindi, ci troviamo davanti a questa situazione: la Porto spa, dopo aver ottenuto le varie autorizzazioni del caso, aveva iniziato un’opera sul suo terreno demolendo e realizzando fondazioni e un garage di 4000 mq (per cui aveva speso già circa € 2.000.000,00 e rotti), ma aveva poi mollato tutto lì, da anni. Un cantiere enorme e abbandonato, proprio nel cuore di Marina.
Un’altra cosa che forse molti non sanno è che nessun Comune può obbligare un proprietario, che legittimamente inizia un’opera, a portarla a termine. Nessuno.
Si profilava quindi il seguente scenario: una causa dal dubbio esito che finiva in appello eppoi in Cassazione, altre due nuove cause che si aprivano e nel frattempo uno squarcio nel cuore di Marina che rimaneva tale.
Per anni e anni e anni, in attesa dell’amen della Cassazione. Tanto se poi perde il Comune le mani in tasca si mettono ai cittadini. Cosa che forse dovrebbero capire quelli che dicono “lo deve dire un Giudice”. Ma forse quelli sono residenti alle Maldive.
La transazione con la passata Amministrazione De Pasquale ha portato al seguente risultato: è vero, la causa con cui il Comune chiedeva € 1.7000.000,00 (per 2160 mq) è stata abbandonata.
La Porto spa dal canto suo ha però rinunciato a chiedere al Comune la restituzione di 607.000,00 euro per i contributi di costruzione e agli 800.000,00 euro della fidejussione che il Comune ha quindi definitivamente incamerato.
Quindi il Comune s’è tenuto i 1.400.000 euro della Porto (800mila + 607mila), ha chiuso la causa in corso e quelle potenziali, ed ha acquistato dalla Porto Spa per euro 1.280.000,00 oltre iva tutto il compendio: non solo la Casa del Portuale (2160 mq) ma anche il lotto Ex Hotel Mediterraneo (1900 mq). Stiamo parlando di 4060 mq nel cuore di Marina con 4000 mq di garages annessi.
Questa trattativa è stata frutto di studio, fatica, mediazione, incontri serrati fino a notte, competenze messe a sistema, Uffici e personale che lavoravano con entusiasmo. Non è stata una passeggiata. E la Porto, come vedete ci ha messo del suo.
Il giardino storico non è stato oggetto di alcuna compravendita visto che quell’area era demaniale.
Dal giugno 2022, dunque, il Mediterraneo è stato restituito alla collettività, alla cittadinanza. E a me pareva (e pare) una cosa bella. Da allora ha la possibilità di cessar d’esser la ferita che era.
La precedente Amministrazione sapeva che con il nuovo Water Front vi sarebbe stata carenza dei parcheggi. E quelli sotto al Mediterraneo sono sani. Se oggi sono allagati basta solo fare una cosa: attaccare la pompa e metterci mano.
Abbiamo infatti anche stanziato oltre 2 milioni di euro per ripristinare quell’area: se non si fosse perso tempo in processi partecipativi farlocchi e in progetti che portano solo a perder tempo e a cementificare ancora di più, adesso l’area sarebbe agibile, parcheggi inclusi.
Sul destino dell’area: personalmente ho sempre sognato un concorso (pure internazionale) di idee per realizzare proposte progettuali e valorizzare quel contesto in ottica green: strutture pochissime e leggere e verde. Se lo hanno fatto coi boschi verticali, anche lì è possibile realizzarlo. Invece dopo una partecipazione farlocca, appunto, hanno optato per nuovo cemento: un’altra nuova costruzione “polifunzionale” quando sul territorio abbiamo edifici che vanno in malora e cadono a pezzi (Pallone e Colonia Vercelli, Mercato Coperto a Marina etc…).
Capite bene, dunque, che quando leggo che a detta del famoso Comitato la precedente Amministrazione ha acquistato l’area “con rinuncia ai diritti” e “ogni pretesa risarcitoria” e con “potenziale danno erariale” mi stranisco, per usare un eufemismo. O, se volete, mi si chiude la vena per richiamo alla mia carrarinitas, come amava dire Don Raffaello.
Perché se è vero che “la calunnia è un venticello” è pur vero che “ogni limite ha una pazienza”.
E davvero un po’ rimango male quando leggo questa notizia rimbalzata su profili di gente che stimo e vien cavalcata da strenui fans.
Tutte queste notizie che sopra ho riportato sono state date con comunicati, post, atti pubblici, Consigli Comunali.
Com’è amici e amiche che siamo arrivati a questi punti? Come mai mi tocca a distanza di anni ricorrere a ‘sto spiegone?
Per me e per tanti compagni e compagne di avventura, occuparmi della cosa pubblica è stato un grande onore e un atto di profonda gratitudine: restituire qualcosa a un luogo che mi ha dato il privilegio di vivere in un posto tanto bello.
Però se leggo certe cose, a volte, vi confesso che mi vien voglia di andar via.
PS: quelli nelle foto sono i garage sotto il Mediterraneo. Le fotografie sono del giugno 2022. E il bosco verticale, che ci suggerisce che chi ha visioni può immaginare il verde ovunque».


