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Un referendum per tornare alle Asl provinciali. A Massa inizia la raccolta firme

Promotore dell’iniziativa è l’associazione 31 Settembre: «La riforma delle tre macro Asl, dopo dieci anni dall’approvazione della legge regionale di riorganizzazione, ha evidenziato un peggioramento nei servizi sanitari per “i luoghi che non contano” come il nostro territorio»

MASSA-CARRARA – Sono passati, ormai dieci anni dalla riforma del 2015 sulla sanità, introdotta con la legge 84/105 e che ha accorpato insieme le 12 Asl locali toscane in tre ‘macro Asl’. L’associazione culturale-politica Arci 31 settembre, ma non solo, sostiene che questa riorganizzazione abbia portato più problematiche che benefici, in termini di economicità, per il mancato risparmio; per il peggioramento della qualità dei servizi; per la nascita di grossi disagi per i cittadini, come, ad esempio, i lunghi tempi di attesa: tutte situazioni critiche, una legata all’altra.

Proprio per questo, sabato 28 giugno, dalle 18, l’associazione Arci 31 Settembre promuoverà un ‘aperifirma’ a sostegno del referendum consultivo sanità, presso la Casamatta, sede del circolo, a Massa (Massa-Carrara), in via Alberica 62. L’obiettivo dei promotori è quello di portare il Consiglio regionale della Toscana a discutere e prendere posizione sull’attuale assetto delle tre macro Asl sanitarie: Toscana nord ovest (che comprende anche la vecchia Asl 1 di Massa-Carrara), centro e Toscana sud est.

«Il quesito referendario – spiegano i sostenitori del referendum – chiede all’elettorato toscano il ritorno alle Asl provinciali perché più vicine ai bisogni sanitari delle persone e, dunque, in grado di prendere decisioni in coerenza con questi. La riforma delle tre macro Asl, dopo dieci anni dall’approvazione della legge regionale di riorganizzazione, ha evidenziato un peggioramento nei servizi sanitari per “i luoghi che non contano”, tra cui la provincia di Massa-Carrara. All’interno di questa emerge, poi, un divario fra le aree interne e quelle di costa, laddove il pendolarismo sanitario sta diventando la regola».

«In questo stato di cose – affermano dall’associazione – vediamo ogni giorno proliferare centri diagnostici privati perché la sanità pubblica non riesce più a erogare servizi adeguati, le ricadute peggiori si hanno per le persone con minori possibilità economiche. Per queste ragioni, e molte altre ancora, abbiamo deciso di partecipare alla raccolta firme che verranno certificate dalla presenza della consigliera Daniela Bennati, insieme al Polo progressista e di sinistra (Movimento 5 stelle, Rifondazione comunista e Massa città in comune) che supportano il referendum».