‘Route Culturale Apuana’: Carrara tappa fondamentale del Grand Tour. Ecco il percorso storico-iniziatico dei 10 personaggi che la omaggiarono
Noti scultori e scultrici, pittrici, artiste, famose scrittrici e scrittori, politici e giuristi: tutti nomi storici che hanno scritto pagine importanti della letteratura e dell’arte nel panorama internazionale e tutti con un comune denominatore: la nostra città
CARRARA – Adelaide Johnson, i fratelli Piccirilli, Elizabeth F. Willard, William Blake e John Flaxman, Phoebe Cecilia Lefroy contessa del Medico, Vinnie Ream, Pamela Travers, Ugo Carusi, Elisabeth Francis Batty e Mary Shelley. Noti scultori e scultrici, pittrici, artiste, famose scrittrici e scrittori, politici e giuristi: tutti nomi storici che hanno scritto pagine importanti della letteratura e dell’arte nel panorama internazionale e tutti con un comune denominatore: Carrara. Sì la nostra città fu vera protagonista nello scenario culturale dell’800, non una tappa marginale e occasionale ma sosta fondamentale del Grand Tour, quel viaggio o meglio ‘il’ viaggio che gli artisti benestanti e gli aristocratici facevano in Europa e certamente anche in Italia per immergersi nella bellezza delle città d’arte. Roma, Napoli, Venezia, Firenze. Ma anche Carrara. Come possiamo affermarlo con certezza? La storica Maria Mattei, sostenuta finanziariamente dal Rotary Club e da Fondazione Marmo, ha collocato per il centro storico, fino ad Avenza, in un percorso che si dipana tra strade e piazze, 10 targhe, 10 stazioni, una per ciascun personaggio famoso che ha lasciato nelle proprie opere tracce tangibili del suo passaggio qua, creando in questo modo un ponte tra la nostra città e quello che era considerato all’epoca l’astro nascente tra le Nazioni, fucina di sviluppo e di movimenti civili dove crebbero e trovarono casa molti artisti e attivisti per i diritti civili tra cui il femminismo a cui aderivano alcune dei personaggi raccontati nelle targhe della Route: gli Stati Uniti d’America. Il progetto, che ha richiesto diversi anni di preparazione da parte della studiosa, affiancata da alcuni collaboratori, si chiama Route Culturale Apuana e presto, con il nuovo anno scolastico, vedrà il coinvolgimento di studenti e scuole a sottolineare la natura non solo di promozione turistica ma anche e soprattutto culturale dell’idea realizzata tra le strade del centro storico. Conoscere e far conoscere il territorio soprattutto quando ricco di storia molto spesso da riscoprire, come fa la nostra concittadina Maria Mattei sempre alla ricerca di nuovi ‘tesori’ carraresi nascosti dal tempo. Progetto, tra l’altro, destinato a replicarsi, naturalmente alla scoperta di altri personaggi, anche sui vicini territori massese e montignosino.
Davanti a un cappuccino e a una aranciata fresca, in una delle prime mattine di un’estate appena iniziata, in un caffè della strada principale di Carrara, Maria Mattei racconta a La Voce Apuana tutti i retroscena dei vari legami scoperti tra questi 10 personaggi e Carrara. E’ difficile starle dietro nella rincorsa di riferimenti e aneddoti che la storica ha scoperto, le vicende, le ipotesi storiche, le affascinanti e a volte misteriose ricostruzioni si affastellano spinte dal suo fervore appassionato.
I 10 personaggi
“Nella fondamentale enciclopedia ottocentesca del Reverendo Rees, l’enciclopedia britannica più importante dell’800, sotto la voce architettura compare disegnato dallo scultore Flaxman il portale sotto il rosone del Duomo di Carrara – racconta Maria Mattei accendendosi – mentre alla voce bassorilievo è Blake l’autore dell’incisione di una parte del portale, il sacrificio di Isacco. E’ incredibile perché oggi quel portale, soprattutto il bestiario, è un po’ mangiato dal tempo ma nel disegno e nella incisione si può ammirare nella sua originale bellezza”.
Ci rivela che Blake poeta visionario preromantico per eccellenza non venne mai a Carrara ma era grande amico di Flaxman, scultore e cattedratico che insegnò all’Accademia della nostra città: fu lui probabilmente a raccontare di Carrara all’amico e insieme hanno quindi consegnato del Duomo e di Carrara una testimonianza artistica di respiro internazionale rivelatrice della loro centralità. La targa dedicata ai due artisti si trova in piazza Duomo incrocio via Ghibellina.
Nell’area dell’ex Supercinema esistevano dei laboratori ed è proprio lì che prese vita l’opera del Portrait Monument della scultrice Adelaide Johnson installata nella rotonda del Campidoglio e rappresentante Elizabeth Cady Stanton, Susan B. Anthony, and Lucretia Mott le tre pioniere dei diritti delle donne. “La scultrice lasciò sbozzato il blocco sotto i tre ritratti marmorei perché sosteneva che il movimento avesse ancora tanto da fare” ci racconta sorseggiando il suo cappuccino Maria. La sua targa è proprio nei pressi dell’ex cinema.
Nella piazzetta della Foca (via Ceci angolo via Castelfidardo) c’è la targa dei fratelli Piccirilli, nati a Massa, ma il cui padre lavorava qui a Carrara. Questa famiglia di scultori trovò fortuna a New York dove realizzarono quasi tutte le opere in marmo più di pregio presenti nella grande mela, interpreti eccezionali del Rinascimento americano. La storica ci racconta che quando nel 1945 il loro studio, una vera e propria galleria d’arte, venne smantellato, i gessi originari andarono persi e fu Maria stessa a ritrovare il gesso della foca da cui è stata tratta l’opera nella piazzetta e il cui originale in marmo si trova al Metropolitan Museum mentre il gesso originale si trova alla Scuola del marmo Tacca.
Elizabeth F. Willard fu invece una importante riformatrice sociale, tante le cause per cui lottò: la causa armena, la riduzione dell’orario di lavoro, il diritto di voto e altre. La sua penna e la sua sensibilità tratteggiano un quadro inedito della politica carrarese dell’epoca, di fine 800: “Un reportage dove Carrara appare viva e più bella che mai, cogliendo lo spirito della città” racconta ancora Maria Mattei. La sua targa si trova davanti all’Accademia.
In piazza Alberica, presso palazzo Del Medico c’è la targa che ricorda Phoebe Cecilia Lefroy contessa del Medico: figlia ribelle di una importante famiglia inglese di banchieri, scappa dalla famiglia che le voleva imporre il matrimonio travestendosi da uomo, troverà rifugio e libertà a Firenze dove incontra, si innamora e poi sposa contro la volontà dei suoi, il bel conte carrarese Del Medico. La particolarità era che il padre acquistava e vendeva abbellimenti in marmo di Carrara per i giardini delle ville inglesi, tra cui alla famiglia Dashwood del romanzo ‘Ragione e sentimento’ di Jane Austen: e qui troviamo il legame tra Carrara i cui marmi entrano nel romanzo della celebre eroina, e la scrittrice più celebre della letteratura neoclassica inglese.
Si affaccia in corso Rosselli davanti al giardino che fiancheggia gli Animosi, il palazzo antico che ospitava uno degli antichi laboratori d’arte dei Lazzerini, è in uno di questi laboratori, e Maria ha immaginato sia stato proprio quello di corso Rosselli, che lo scalpellino di Vinnie Rea, scultrice americana, dà vita e forma alla statua del presidente Lincoln in posizione eretta oggi conservata al Campidoglio. Una donna che rappresenta il riscatto e l’emancipazione femminile per antonomasia: senza alcuna spinta, provenendo da una famiglia modesta, fu la prima donna che a soli 16 anni ottenne una commessa governativa.
Pamela Travers, lo sappiamo, è l’autrice di un personaggio letterario poi diventato cinematografico, che ha conquistato grandi e piccini: Mary Poppins. La scrittrice è autrice di un reportage incredibilmente magico in cui descrive le nostre montagne e le nostre cave durante un viaggio tra le nostre montagne. La sua targa si trova a San Martino da dove salì sul trenino che portava i cavatori in cava.
Ai vertici di ben 4 amministrazioni americane e responsabile delle politiche dei profughi dopo la II guerra mondiale provenienti dai campi di concentramento, Ugo Carusi era fossolese, nato a Fossola e figlio di uno scultore emigrato. La sua targa non poteva che essere collocata davanti alla scuola Gentili di Fossola.
Infine le ultime due tappe di questo percorso sono ad Avenza. Davanti alla Torre di Castruccio viene ricordata la pittrice Elisabeth Francis Batty che viene in Italia per il Grand Tour, ne scrive un libro di viaggi ornato di incisioni prendendo spunto dai disegni che ritrae durante il viaggio: l’artista aveva ritratto anche il Castle of Lavenza. A questo punto emerge il legame con l’ultimo personaggio con la targa in piazza Finelli. Perché il padre di Batty era amico del padre di Mary Shelley la famosa autrice del capolavoro Frankenstein. La scrittrice, che era nota per non scegliere mai a caso i nomi dei suoi personaggi, dà a un personaggio del suo romanzo il nome di Lavenza. Una coincidenza? Si chiede la storica. Altro legame possibile è con il politico carrarese esule Pellegrino Rossi, traduttore di Byron e amico della Shelley: fu lui a parlare di Lavenza alla scrittrice del romanticismo inglese? Chi può saperlo? Ciò che sembra essere certo però, è uno stretto legame tra Carrara, sottolinea la storica, e la ricerca spirituale di tutti questi personaggi spesso intrecciati tra loro e tutti ispirati dall’esoterismo, i quali amarono la nostra città facendone fermata obbligata del loro viaggio dal sapore mistico e arcano, attratti dalle nostre montagne considerate ‘sacre’ in un tempo ormai dimenticato.
Alla Route hanno collaborato: Sabrina Giannetti di Federalbeghi Massa-Carrara, Nadia Cavazzini all’epoca presidente di Confcommercio, Anna Fabrizi operatrice turistica, le Proloco di Avenza, Carrara centro e Fossola Moneta. Un ringraziamento particolare ad Andrea Ghinoi per i disegni ‘storici’ sulle targhe.

