«Necessario votare sì al referendum dell’8 e 9 giugno». A Massa l’incontro Cgil-Pd
«Per un lavoro più tutelato, dignitoso, stabile e sicuro. Per dire stop ai licenziamenti illegittimi; per più tutele per le lavoratrici e i laboratori delle piccole imprese; per la riduzione del lavoro precario; per più sicurezza sul lavoro; e per più integrazione con la cittadinanza italiana»
MASSA – Al circolo Pd Quercioli-Villette “E. Berlinguer”, ieri, domenica, si è tenuta una iniziativa con il segretario generale Cgil di Massa-Carrara Nicola Del Vecchio per invitare a votare sì al referendum dell’8 e 9 giugno. Ad aprire l’incontro, partecipato, sono stati il segretario del circolo Riccardo Costa e il consigliere comunale Stefano Alberti. Nei loro interventi hanno sottolineato il sostegno convinto alla campagna referendaria e la necessità di un impegno organizzato in queste ultime settimane prima del voto. Con l’intervento di Nicola Del Vecchio sono state evidenziate le motivazioni e i contenuti alla base dei 5 quesiti referendari per i quali, nel 2024, sono state raccolte 5 milioni di firme.
«Referendum – ricorda il Pd – per un lavoro più tutelato, dignitoso, stabile e sicuro. Per dire stop ai licenziamenti illegittimi; per più tutele per le lavoratrici e i laboratori delle piccole imprese; per la riduzione del lavoro precario; per più sicurezza sul lavoro; e per più integrazione con la cittadinanza italiana. Col dibattito sui referendum è tornato al centro della discussione politica il tema del lavoro e dei diritti, riferimento per una politica che, proprio come la intendeva Enrico Berlinguer, deve tornare a guardare ai bisogni materiali delle persone».
I promotori dell’iniziativa hanno espresso l’auspicio e la volontà perché «l’impegno a promuovere la partecipazione al voto e a votare sì ai cinque referendum si manifesti, in queste ultime decisive settimane, con un’azione capace di andare casa per casa, quartiere per quartiere. Dagli interventi e dal dibattito che ne è seguito si è manifestata la convinzione che raggiungere il risultato è possibile. E l’idea che, anche con questo percorso, si può e si deve riaffermare partecipazione e solidarietà».


