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Carrara, Rifondazione Comunista invita la cittadinanza ad andare alle urne per i referenda dell’8 e 9 giugno

CARRARA – Riceviamo e pubblichiamo questa riflessione in merito ai prossimi referenda dell’8 e 9 giugno da parte di Rifondazione Comunista di Carrara.

E’ vergognoso, che in un particolare momento storico come questo, dove la disaffezione al voto cresce ed aumenta progressivamente in maniera esponenziale, delineando una situazione sempre più preoccupante e “pericolosa”, dove l’indifferenza ed il qualunquismo regnano sovrani ed attecchiscono con facilità purtroppo, e soprattutto, nelle nuove generazioni e nelle fasce più deboli della nostra società, “autorevoli esponenti” di questo Governo e delle forze politiche che lo sostengono, i Vice Ministri del Consiglio, i Presidenti di Camera e Senato che pur avendo giurato sulla Costituzione durante la cerimonia per la loro nomina, invitano a non andare a votare ledendo ed infangando volutamente i sui principi di democrazia, per vanificarne i criteri e i contenuti, per mortificare e demolire la storia dei nostri Padri Costituenti che ne hanno sostenuto e determinato la stesura sancendone con grande efficacia e formidabile lungimiranza la sua preziosissima, ammirevole ed indimenticabile approvazione.

Certamente non ci meravigliano, né ci sorprendono le posizioni assunte da parte di alcuni parlamentari del PD, dai Moderati, dai “Renziani”, da un sindacato filogovernativo, che come il centrodestra ed il Governo, consapevoli di essere sconfitti dall’esito referendario, preferiscono cercare di affossarne il “QUORUM”, invitando pubblicamente con grande arroganza ed impudenza gli elettori a non presentarsi alle urne!

E’ doveroso ed opportuno, ricordare e sottolineare che, nel caso del “referendum”, peraltro, ogni cittadino esprime un voto diretto, e il nostro richiamo, il nostro incitamento, il nostro appello, il nostro invito a non disertare le urne”, è rivolto anche e soprattutto, a tutti quei cittadini delusi e disorientati, offesi ed indecisi, poco informati o disillusi, dubbiosi o scettici, abituati ormai ad astenersi da qualsiasi appuntamento elettorale trincerati dietro al pensiero “del tanto sono tutti uguali e del tanto non cambia niente”, esortandoli a tornare ad essere parte attiva nella società, a riappropriarsi di quel senso dello stare insieme, di quello strumento che si chiama “partecipazione” , che è linfa e vigore per la nostra democrazia e per la vita sociale di una Comunità.

Votare [SI’] ai cinque quesiti proposti, significa ricostruire una visione avanzata del “sistema lavoro” in tutte le sue componenti, significa restituire ai lavoratori e alle lavoratrici quelle “protezioni”, sospese e cancellate da progressive e graduali scelte politiche che hanno favorito ed esaltato la “flessibilità”, come la migliore delle soluzioni da adottare, e che invece nel dimostrarsi fallimentare, ha prodotto soltanto precariato, rendendosi responsabile dei disastri sociali con cui stiamo convivendo e di un accentramento della ricchezza nelle mani dei soliti pochi

– l’8 e il 9 giugno tutti a votare per battere l’oscuramento mediatico del nostro servizio pubblico nazionale televisivo studiato ad arte per mantenere un silenzio “omertoso” sul “referendum”, condito “con un metodico invito al non voto”

– l’8 e il 9 giugno , dobbiamo andare tutti a votare, superare il “quorum” e garantire con la vittoria dei [sì], la cancellazione di uno “status quo”, lesivo, dannoso ed irrispettoso dei “lavoratori e delle lavoratrici, della loro dignità e dei loro diritti.