i riconoscimenti
|Carceri, sovraffollamento e rivolte quotidiane: il grande impegno degli agenti penitenziari. A Massa la cerimonia
Tra i premiati alla cerimonia per il 208° anniversario del corpo di Poliza penitenziaria, Enrico Palumbo perché il 6 marzo 2020 si adoperava a spegnere un incendio causato da un detenuto, mettendo in sicurezza gli altri reclusi
MASSA-CARRARA – “In questa giornata non posso fare a meno di essere solidale con tutti gli appartenenti al corpo di polizia penitenziaria che operano nella giustizia minorile. Tutti noi operatori della giustizia minorile stiamo affrontando un periodo di forte criticità in cui ci ritroviamo a fare i conti con problematiche che fino a qualche tempo fa potevano dirsi residuali. Mi riferisco al sovraffollamento degli istituti penali minorili, alle numerose rivolte quasi quotidiane messe in atto da giovani detenuti, alle troppe e frequenti aggressioni che i ristretti agiscono nei confronti dei poliziotti penitenziari”. In occasione della cerimonia per il 208° anniversario del corpo di polizia penitenziaria indubbiamente le parole di Francesca Capone, direttore dell’istituto per i minori di Pontremoli, sembrano destare in modo particolare l’attenzione del pubblico presso il cortile del carcere di Massa, dove in presenza di autorità militari, civili e religiose si è svolta la cerimonia. Parole in grado di restituire un quadro piuttosto critico esistente all’interno del mondo delle carceri minorili il quale ad ogni modo, come testimoniano anche i dati elencati dal comandante di reparto Antonio Giardino dirigente della polizia penitenziaria, gli appartenenti al corpo riescono a controllare proprio in virtù del loro spirito di abnegazione, a costo di sacrificare tempo ed energie a familiari e ai propri cari a cui per questo vengono rivolti a più riprese sentiti ringraziamenti. Spirito di squadra, di collaborazione, senso del dovere, umanità e lunghi turni estenuanti: questa la ricetta con cui gli agenti penitenziari, uomini e donne, costretti ad affrontare contesti assai gravosi, riescono a mantenere in equilibrio le dinamiche all’interno delle carceri.
Sono quindi le parole del direttore della Casa di Reclusione di Massa, Antonella Venturi, a cogliere nel segno rispetto alla forza d’animo e alla dedizione che gli operatori penitenziari dimostrano ogni giorno affrontando ciò che comporta vivere quotidianamente l’ambiente particolare del carcere . “Vorrei condividere con voi una riflessione sulla nostra quotidianità – descrive Antonella Venturi – ogni giorno vedo uomini e donne in divisa oltrepassare quei cancelli, lasciare fuori i propri pensieri, le proprie preoccupazioni per immergersi in una realtà che vi assicuro non è affatto semplice da gestire. Ci troviamo infatti tutti i giorni a fare i conti con problemi grandi e piccoli che ognuno delle persone che ci sono affidate si porta dietro varcando le soglie del carcere: problemi giudiziari ma anche problemi di salute, tensioni familiari, difficoltà economiche, mancanze. Qui dentro tutto è amplificato e anche una banalità può diventare un problema insormontabile, una scintilla per proteste, disordini o gesti autolesivi. Spesso è difficile far fronte a tutto questo: alcuni giorni è estenuante e anche in quei giorni vi assicuro che ho visto il personale di Massa intercettare malesseri, ascoltare con pazienza, cercare una soluzione ai problemi, pronunciare parole di conforto ma anche supportarsi a vicenda, coprire turni di lavoro sfiancanti pur di non lasciare in difficoltà i colleghi, smorzare le tensioni con un po’ di sana ironia ed è questo che allora intendiamo celebrare oggi: la capacità del corpo di polizia penitenziaria di affrontare le difficoltà con equilibrio e umanità ogni giorno e nonostante tutto. Concedetemi quindi che il mio ultimo e profondo ringraziamento vada al personale del reparto di polizia penitenziaria di Massa, che ogni giorno di accompagna in questa avventura tanto complessa quanto affascinante”.
Venendo dunque ai numeri che tracciano nero su bianco, l’impegno e i risultati ottenuti dal corpo di polizia penitenziaria nel nostro territorio, il comandante di reparto Antonio Giardino riporta una lunga lista rispetto al 2024: “23 arresti domiciliari di cui 16 in detenzione domiciliare, 44 affidamenti in prova ai servizi sociali, 94 prelievi di Dna alla popolazione detenuta, 67 atti di polizia giudiziaria tra indagini delegate dalla magistratura, attività di indagine di iniziativa e in collaborazione con le altre forze di polizia. Il nucleo Traduzioni e piantonamenti di Massa ha effettuato 996 traduzioni di cui 8 con servizio navale, 3 con vettore aereo, 65 sul territorio nazionale, 335 traduzioni nel distretto Toscana-Umbria, 566 tradizione sul territorio di Massa-Carrara, 16 piantonamenti in luoghi esterni di cura e ha elevato 8 verbali per violazioni al codice della strada. Si sono registrati in istituto 179 eventi critici di varia natura prontamente gestiti e portati a risoluzione da parte del personale di polizia penitenziaria tra cui 3 tentativi di suicidio dei detenuti. Il reparto di polizia penitenziaria di Pontremoli istituto per minori ha assicurato 60 ingressi, 48 dimissioni, 114 traduzioni presso luoghi esterni di cura con 4 piantonamenti, 54 traduzioni di detenuti presso altri istituti, 63 attività di polizia giudiziaria delegata dalla magistratura e di iniziativa. Si sono affrontate e gestite 6 eventi critici in istituto. Questi dati rendono l’idea di quanta professionalità e spirito di collaborazione vengano profuse da parte del corpo di polizia penitenziaria. Per questo rivolgo a tutto il personale dei reparti di Massa e Pontremoli un orgoglioso ringraziamento per il grande cuore e l’integerrimo spirito di questi servitori dello Stato. Siamo una forza di polizia diversa dalle altre: amministriamo l’essere umano e solo un grande cuore può consentirci di adempiere ai doveri che abbiamo assunto all’atto di giuramento a questo corpo”.
Nel suo messaggio letto davanti al pubblico, il nuovo capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Lina di Domenico, ha espresso orgoglio e gratitudine: “Ogni giorno negli istituti penitenziari ci troviamo di fronte a situazioni complesse che richiedono equilibrio, umanità e fermezza. Voglio ringraziare ciascuno di voi per l’impegno quotidiano, per la dedizione e l’impagabile vocazione con cui svolgete il vostro servizio in un contesto umano e sociale così difficile”. Il capo del DPA ha poi illustrato per sommi capi la riorganizzazione del corpo in corso: “Dal punto di vista organizzativo stiamo completando il processo di riorganizzazione dell’amministrazione penitenziaria con l’obiettivo di valorizzare in una logica unitaria tutte le figure professionali, per essere pronti a tutte le sfide future e per un necessario e generale rinnovamento della polizia penitenziaria a partire dall’unificazione del ruolo degli ispettori eliminando la precedente distinzione per genere. Abbiamo inteso modernizzare il corpo preservandone tutte le peculiarità per esaltarne vocazioni e prospettive”.
Ecco gli agenti premiati durante la cerimonia.
- Savino Domenico vicesovrintendente, Croce d’oro per anzianità di servizio
- Giovanni Del Greco assistente capo coordinatore, Croce d’argento per anzianità di servizio
- Giuseppe Santoro Lode concessa all’assistente capo del corpo di polizia penitenziaria: “Unitamente ad altro personale dimostrando lodevole attaccamento al servizio e spirito di abnegazione, interveniva per ripristinare l’ordine e la sicurezza all’interno dell’istituto a seguito della rivolta dei detenuti avvenuta a causa dell’emergenza covid, a Cremona 8 marzo 2020”.
- Francesco D’Apote Lode concessa all’assistente capo coordinatore del corpo di polizia penitenziario: “Unitamente ad altro personale dimostrando lodevole attaccamento al servizio e spirito di abnegazione, interveniva per ripristinare l’ordine e la sicurezza all’interno dell’istituto a seguito della rivolta dei detenuti avvenuta a causa dell’emergenza covid, a Cremona 8 marzo 2020”.
- Enrico Palumbo Encomio concesso all’assistente dl corpo di polizia penitenziario” Unitamente ad altro personale con spirito di iniziativa dimostrando spiccate capacità operative ed encomiabili competenze professionali si adoperava a spegnere un incendio causato da un detenuto, mettendo in sicurezza gli altri reclusi allocandoli presso il locale passeggi, Massa 6 marzo 2020”.
- Domenico Russo Encomio concesso all’assistente capo coordinatore del corpo di polizia penitenziaria: “In attività di servizio da 38 anni ha dato lustro all’amministrazione dimostrando encomiabili competenze professionali e spiccate capacità operative”.
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