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|«Su commissione speciale edilizia scolastica maggioranza alza muro politico. Noi andremo avanti»
Il centrosinistra: «Chiederemo lo screening di ogni edificio. Le scuole non sono proprietà e non sono patrimonio di questa maggioranza, ma della città»
MASSA – Hanno convocato appositamente una conferenza per chiarire cosa intendessero ottenere con la loro richiesta in Consiglio di una commissione ad hoc: i consiglieri di centrosinistra di Pd, Massa è Un’Altra Cosa e del Polo Progressista e di Sinistra all’indomani del rifiuto di istituire una commissione speciale con oggetto l’edilizia scolastica, da parte di quella che definiscono ormai la maggioranza allargata, dichiarano: “Hanno tirato su un muro ma noi non ci fermeremo, chiederemo lo screening di ogni edificio. Le scuole non sono proprietà e non sono patrimonio di questa maggioranza, ma della città”.
“Innanzitutto lo strumento della commissione speciale che loro dicono essere un doppione – mette i puntini sulle i Stefano Alberti (Pd) – è previsto dal regolamento. Serve e l’abbiamo chiesta per avere un quadro complessivo e puntuale sullo stato di salute degli edifici scolastici, non per accusare il sindaco ma per avere contezza delle priorità. Perché senza avere questo quadro di conoscenza è difficile prendere decisioni. Invece hanno respinto con una maggioranza allargata, perché ormai è chiaro e si è visto anche con il bilancio, la maggioranza non è più quella uscita dalle urne: Fratelli d’Italia e Noi Moderati in ogni passaggio danno supporto all’amministrazione”. Spiega ancora il consigliere: “La scuola Parini di Romagnano ha solo dato l’input per la nostra richiesta: sono 40 gli edifici scolastici comunali, solo 16 quelli verificati e ancora la documentazione che abbiamo chiesto arriva sporadica e incompleta. Senza conoscenza le risorse si allocano in modo non puntuale”.
A chiarire perché la commissione speciale non sarebbe stata un doppione e che non è vero che avrebbe forzato i consiglieri nel ruolo di tecnici è la consigliera Daniela Bennati del Polo Progressista e di Sinistra, rispetto alla quale tra l’altro il sindaco Francesco Persiani, nella seduta in Aula, aveva definito alcune sue affermazioni subdole e rivelatrici di un’intenzione reale di indagine e non di approfondimento. “Questa commissione – ribadisce Bennati– poteva calendarizzare solo su quel tema specifico a differenza delle altre commissioni che affrontano tanti temi. Non saremmo stati noi i tecnici ma li avremmo potuti chiamare e audire. Sarebbe stata utile per capire nel prossimo bilancio dove e quanto allocare nelle scuole. Non era una commissione sulla Parini ma su tutte le scuole” torna a ripetere.
Chiarisce ulteriormente questo stesso punto sull’accusa di doppione anche il capogruppo del Pd Enzo Romolo Ricci: “Provo una delusione profonda, si è persa un’occasione per permettere a tutti i consiglieri, nessuno escluso, di avere in tempi definiti (6 mesi) lo stato dell’arte sugli edifici scolastici. Pensavo che l’ordine del giorno sarebbe andato liscio per come si erano messe le cose durante gli incontri preliminari in commissione, ma la maggioranza ha usato nei nostri confronti parole discutibili, hanno parlato di demagogia, di populismo, di strumentalizzazione, di agguati eppure l’assemblea pubblica con genitori e docenti della Parini l’ha convocata il sindaco stesso: si sarebbe fatto un agguato da solo? Con gli accessi agli atti –sottolinea anche Ricci – molto spesso restiamo senza risposta se non con tempi lunghissimi. A noi interessa sapere i dati per fare programmazione, per capire quanti soldi mettere nelle scuole comunali. Le scuole non sono patrimonio di questa amministrazione ma della città: su questo peccano di arroganza”.
I tempi per gli accessi agli atti, con cui i consiglieri (in tempi più stretti) e comunque qualsiasi cittadino ottengono di prendere visione di documenti inerenti alla cosa pubblica, risultano essere molto lunghi e non rispettosi dei termini prescritti. Un ostacolo legato agli uffici tecnici spesso oberati di lavoro e che la commissione speciale avrebbe aiutato a superare. Questa è la riflessione del capogruppo di Massa è Un’Altra Cosa Ivo Zaccagna. ” Noi siamo vicini agli uffici tecnici ma se la carenza del personale costringe a ore e ore di straordinari e crea problemi che il sindaco pensi ad assumere anziché a pensare alle aiuole e ai fiorellini. Con la commissione speciale chiedevamo la mappatura delle necessità delle strutture scolastiche ma hanno votato contro con motivazioni futili, perché quando dicono che esistono già commissioni si dimenticano di dire quanto siano dispersive”. “C’è stata una chiusura netta – accusa anche il democratico Daniele Tarantino- la chiusura è stata politica su un tema che non dovrebbe portare colori politici o di bandiera”.
“Il sindaco è come Don Rodrigo: questa commissione non s’ha da fare – punta il dito Dina Dell’Ertole contro l’atteggiamento in Consiglio di Francesco Persiani in netta contraddizione con la posizione iniziale dei consiglieri di maggioranza– era un’occasione per sederci tutti allo stesso tavolo: vorrei sapere quante commissioni Lavori Pubblici ha avuto all’ordine del giorno gli edifici scolastici – fa presente la consigliera di Massa è Un’Altra Cosa- io faccio parte della commissione Istruzione e quando successe della chiusura della Parini chiesi informazioni e mi risposero di andare all’assemblea pubblica insieme a docenti e genitori”. La consigliera ha poi ricordato una delibera della Giunta Volpi del 2016/2017 che allocava risorse per verifiche sulla sicurezza degli edifici scolastici: “Noi chiediamo solo chiarezza, per esempio vorrei sapere come si è sviluppata quella delibera dopo le elezioni del 2018 quando Persiani entrò a Palazzo Civico”.
Alla fine Daniela Bennati si toglie un sassolino dalla scarpa: “Sono stata accusata in Consiglio di avere pronunciato dichiarazioni subdole perché ho affermato che la perizia sulla scuola Parini del 2020 è stata confermata dalla perizia di oggi per cui la situazione attuale è la stessa di quella del 2020 . Il sindaco ha risposto che nel 2020 non venne redatta dal tecnico la relazione e che la medesima situazione risale anche a prima del 2020 esistendo un vizio nei materiali di costruzione riconducibile al momento della edificazione della scuola: ecco io volevo sapere e capire perché nel 2020 non fu redatta dal tecnico la relazione che avrebbe permesso di ‘leggere’ e capire la perizia”.

