Porto Carrara, la lista ‘Arrighi Sindaca’: «Ultimi attacchi di gruppi di potere che hanno reso asfittica l’economia apuana»
La posizione del gruppo consiliare in merito al nuovo piano regolatore dopo gli interventi delle associazioni di categoria
MARINA DI CARRARA – Riceviamo la posizione del gruppo consiliare Lista Serena Arrighi Sindaca in merito al porto di Marina di Carrara e al nuovo piano regolatore e pubblichiamo.
«I recenti attacchi al nuovo piano regolatore del porto di Carrara, oramai in dirittura d’arrivo, sono i pericolosi ultimi fuochi di gruppi di potere e di interesse che per decenni hanno contribuito a rendere asfittica l’intera economia di Massa-Carrara. Il nuovo strumento di pianificazione arriva più di 40 anni dopo l’ultima approvazione di un piano regolatore del porto di Carrara, anni che hanno cambiato il mondo dei trasporti e la nostra città in modo radicale.
Per questo, oggi, le attività portuali sono mischiate e gli spazi disponibili non sono utilizzati in modo ottimale: la prima cosa di cui il nuovo piano si preoccupa è quindi quella di separare bene le zone del porto, in modo da dedicare ogni zona ad un solo tipo di traffico e di utenza, senza rinunciare a nessuna delle funzioni che il porto sta svolgendo, ma destinando aree diverse alle merci, ai passeggeri, alla pesca, alla cantieristica e alla nautica da diporto.
Tutto questo, in primo luogo, accrescerà la sicurezza di tutte le persone che nel porto lavorano. Decenni di studi sui processi erosivi e sulle ricadute di sistema delle attività portuali hanno poi generato una proposta di piano molto attenta alle compatibilità ambientali ed al contenimento di tutte le forme di inquinamento: questa proposta si sposa in modo armonico con la visione di città di questa amministrazione, perché contribuisce a disegnare un futuro ricco di attività economiche diverse, ma socialmente responsabili ed attente ai temi delle compatibilità e sostenibilità ambientali.
Abbiamo particolarmente apprezzato che l’Autorità portuale abbia scelto di partecipare all’accordo promosso dalla Regione Toscana contro l’erosione costiera, ritagliandosi anche un ruolo attivo nelle opere di ripascimento. che tanta importanza rivestono per gli operatori turistici apuani. Si è molto discusso e si continua a discutere dell’impatto del porto sull’erosione costiera, spesso a vanvera. Gli studi commissionati dall’autorità portuale su questo tema in risposta alle corrette richieste della Regione Toscana sostengono (con una ricca serie di dati) che in materia di erosione i danni veri il porto li ha fatti in passato, quando è stato costruito, mentre adesso e da molto tempo i suoi effetti si sono stabilizzati Oggi le principali dinamiche erosive sono invece influenzate da altri fattori, come il drastico calo degli apporti del Magra e le correnti marine combinate con quelle di Arno e Magra, che per esempio spostano le sabbie da Marina di Massa a Marina di Pietrasanta.
Il piccolo allungamento previsto della diga foranea, restando all’interno del cono del porto attuale, secondo questi studi non avrebbe alcun effetto sulle aree destinate alla balneazione del vicino comune di Massa, che potrebbe invece beneficiare delle opere di ripascimento: per quale ragione, quindi, proprio il Sindaco di Forte dei Marmi ha recentemente lanciato la sua campagna contro il porto, gridando al rischio erosione?
E come mai a definire “scellerato” il nuovo Piano non è Confcommercio Massa Carrara, ma quella Toscana? Forse chi vive qui di commercio dovrebbe spiegare a Confcommercio Toscana come andrebbero le attività commerciali locali se restassero disoccupate tutte le persone il cui lavoro esiste solo perché il porto garantisce al nostro territorio un collegamento insostituibile col resto del mondo. Noi crediamo che ci siano interessi politici ed anche territoriali in larga parte estranei alla nostra provincia che hanno tutto l’interesse a continuare a beneficiare delle divisioni istituzionali che in passato hanno paralizzato ogni nostra scelta economica di prospettiva.
Noi intendiamo invece continuare a perseguire una politica di confronto, dialogo ed accordo come quella che ha generato l’accordo del 2023, contro tutti quelli che intendano riproporre la sterile contrapposizione tra turismo e industria che ha sempre nuociuto allo sviluppo di entrambi. Un porto razionalizzato e modernizzato avrà effetti positivi su tutta la Provincia e su tutti i settori economici. Contribuirà in modo importante allo sviluppo e alla diversificazione dei settori economici presenti nel nostro territorio, perché il nostro porto è nato in funzione dell’esportazione del marmo, ma oggi è una delle ragioni principali della presenza e dalla crescita delle attività di Baker Hughes e di Asti, così come delle molte aziende della nautica e di tutto l’indotto metalmeccanico e di servizi collegati alle aziende più grandi.
Col collegamento ferroviario e la nuova viabilità di accesso, servirà queste grandi aziende e tutte le altre presenti nella zona industriale apuana in modo più funzionale e con un impatto minore sul lungomare di Carrara, che sarà alleggerito da tutto il traffico proveniente dalla zona industriale. Accanto a quella parte del porto ma con un diverso ingresso verrà poi finalmente realizzato il travel lift che chiedono da tempo tutte le aziende piccole e medie della provincia perché consentirà di ultimare in acqua a Carrara i lavori che oggi costringono le aziende locali ad appoggiarsi a Viareggio oppure alla Spezia. Anche questo settore è in crescita nella nostra zona e il nuovo piano del porto lo aiuterà ad irrobustirsi, con ricadute positive anche sulle altre aziende artigiane della provincia che con le barche lavorano.
Tutta la parte a ponente del porto sarà invece concepita per contribuire al rilancio del turismo: crocieristi, diportisti e grandi yacht approderanno nella zona del porto in adiacenza al varco verso il centro urbano, opportunamente riqualificata e provvista di tutti i servizi necessari al turista, che non sarà più costretto ad appoggiarsi solo sulla Spezia o Viareggio. Il turismo apuano non potrà che beneficiarne. Continuiamo quindi a ragionare insieme per il bene di tutta la provincia e non permettiamo al dibattito locale di tornare indietro di decenni. Ricordiamoci che restando fermi abbiamo visto crescere tutti, intorno, tranne noi».




