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«Giorno del Ricordo, avviare operazione di verità e riconoscere tutte le altre vittime slave del fascismo»

CARRARA – “Il Governo Italiano nel Marzo 2004 promulgò una Legge che indicava come “Giorno del Ricordo” il 10 di febbraio: l’articolo 1 stabilisce il senso e l’ampiezza delle suddetta Legge. A ventuno anni di distanza dalla promulgazione si continua a travisare il senso di questa Legge facendo celebrazioni praticamente a senso unico. Vale la pena affidarsi alla storia e ricordare che la prima invasione di quelle terre, il cosiddetto fascismo di confine, avvenne nel 1919 e che negli anni successivi contro le minoranze slave e gli antifascisti vennero commesse violenze ed omicidi tollerati dal Governo italiano”. Il coordinamento comunale di Rifondazione Comunista torna sultema delle foibe e chiede un’analisi storica più approfondita e non di parte, come invece sostiene essere stata fatta. Rifondazione Comunista prosegue e ribatte a chi ha celebrato il Giorno del Ricordo: “Ma è con la seconda invasione Italiana della Jugoslavia del 1941 assieme ai tedeschi ed agli Ungheresi che si raggiunse il massimo dell’orrore. Mario Roatta, Generale e agente segreto detto la bestia nera dei Balcani ,assieme ai sodali Robotti e Grazioli si macchiò di efferati crimini di guerra ai danni della popolazione civile. Nella notte tra il 22 e 23 di febbraio 1942 Roatta e camerati fecero circondare Lubiana con un filo spinato, praticamente un campo di concentramento dove vennero rinchiusi donne, uomini e bambini. Chi non ebbe la fortuna di morire subito morì poi di stenti e di torture. Sempre il macellaio Roatta ordinò la fucilazione di un migliaio di ostaggi, l’uccisione di un numero imprecisato di persone, fu responsabile di saccheggi, incendi, di distruzione di interi villaggi, della morte per denutrizione di 4500 poveri diavoli nel campo di concentramento di Arbe. Nel 1943 il capo dei fascisti Mussolini, scrisse una farneticante ma emblematica lettera ai soldati italiani della seconda armata in Dalmazia ; ‘…so che siete dei buoni padri di famiglia, ma qui non sarete mai abbastanza assassini, ladri e stupratori..’. In Italia il fascismo, a differenza della Germania col nazismo, non ha mai fatto interamente i conti col proprio passato mettendo in luce gli errori ed orrori commessi. Per questo – conclude Rifondazione Comunista – è giusto e legittimo da parte delle istituzioni e delle forze politiche antifasciste avviare una operazione di verità e giustizia che, nel pieno e doveroso rispetto delle vittime delle foibe, riconosca tutte le altre vittime slave ed italiane degli anni bui del fascismo italico”.