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Bando periferie, il governo a Massa per lo stato dei lavori: Comune promosso, ma i residenti vogliono le chiavi

L’incontro con l’amministrazione e il deputato Amorese in via Pisacane: «Abbiamo autorizzato una proroga termini per permettere una dislocazione migliore alle famiglie e far sì che avvenga la demolizione dell’edificio». Non sono mancate le contestazioni di alcuni abitanti: «Nel palazzo nuovo ormai è tornata la muffa»

MASSA – Si è tenuto ieri, lunedì, l’incontro in via Carlo Pisacane, del sindaco di Massa (Massa-Carrara) Francesco Persiani e del deputato di Fdi Alessandro Amorese col vice segretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri, Marco Villani, responsabile del ‘Bando periferie’. Infatti, proprio in questa strada, è stato avviato un progetto per la ristrutturazione di un palazzo e la demolizione, la cui gara per attuarla verrà fatta a febbraio, di quello davanti, in modo tale da creare uno spazio più aperto e vivibile che possa aiutare alla socialità, grazie, anche, all’estensione del parco a inizio via.

Il palazzo che rimarrà ha una forma ad “L” e la gestione per la ristrutturazione è stata divisa in due: una parte è stata data in mano al progetto del ‘Bando periferie’ del governo, l’altra sotto il controllo dell’Erp. La prima è stata demolita e poi ricostruita: ora appare praticamente finita, almeno da fuori, e dispone di 18 appartamenti. La seconda, che si trova dietro al palazzo da demolire, presenta ancora i ponteggi ed è ancora in ristrutturazione ma, quando sarà finita, si pensa entro Pasqua, disporrà di 38 alloggi.

Ha introdotto il discorso il deputato Alessandro Amorese, dicendo: “Il dottor Villani ha potuto notare come in questo territorio sia stato dato il via a vari progetti con riscontri più che postivi. Oggi si trova qui dopo che, ad ottobre, d’accordo con il sindaco, mi sono recato a Palazzo Chigi per incontrarlo e chiedere un’autorizzazione per prolungare di qualche mese la data di scadenza per il termine dei lavori, arrivando, poi, fino al prolungamento di un anno”.

Ha, poi, preso parola il sindaco Francesco Persiani: “Oggi è una giornata importante, ringrazio il consigliere Villani e la Presidenza del Consiglio dei ministri che segue da vicino il ‘Bando periferie’. Da Roma è venuto qui a verificare lo stato d’avanzamento delle progettazioni, le quali, anche se ereditate dalla precedente amministrazione, rivendichiamo il merito di averle portate tutte a compimento, non soltanto migliorando quelle che erano in progetto, ma portandole a termine in maniera ottimale. Parliamo di piazze, scuole, abitazioni, un insieme di interventi rivolti alla città e alle zone periferiche e strategiche, come quella in cui ci troviamo”.

“Io sono contento di fare attestare alla Presidenza del Consiglio che il Comune di Massa ha operato in maniera diligente, utilizzando le preziose risorse pubbliche nel modo giusto. Ringraziamo tutta la squadra, gli uffici comunali, le ditte che hanno collaborato, i direttori dei lavori perché non era scontato portare avanti tutto ciò nelle tempistiche richieste. Siamo molto soddisfatti e speriamo che l’immagine di Massa ne esca fuori rafforzata”.

“Posso soltanto confermare quanto detto. – ha espresso Villani – Quale vice segretario generale di Palazzo Chigi, non ho dismesso i panni del magistrato della Corte dei Conti e, quando mi è stata data questa delega, fra le altre, per il ‘Bando periferie’, questo era un progetto ‘sparito dai radar’ a Palazzo Chigi, non per motivi particolari, semplicemente per altri impegni. L’ottica di questo governo è quella di andare oltre le amministrazioni per vedere se queste attività servono ai cittadini: se così è, per il governo vanno fatte e conseguite. Abbiamo rispolverato un piano di 2 miliardi, pensato nel 2016 e rimasto fermo, sbloccando finanziamenti per oltre 400 milioni di opere e lavori nell’arco di un anno e mezzo. Sapendo l’importanza dell’efficacia, dell’economicità dell’attività pubblica ho preso l’istruzione ‘alla lettera’ di dover verificare sul campo ciò che abbiamo autorizzato. Sono qui oggi con tutta l’intenzione di verificare perché so che la gestione dei soldi pubblici è difficile e, se amministrati male, portano a un danno. Abbiamo autorizzato una proroga dei termini per permettere una dislocazione migliore alle famiglie, primo patrimonio di ogni comunità, e far sì che avvenga la demolizione dell’edificio. Penso che a fine lavori, una volta buttato giù il palazzo e prolungato il parco, si respirerà totalmente un’altra aria, sarà un cambiamento impattante per la socialità e darà un valore aggiunto alla comunità”.

Proprio a fine incontro, quando Villani ha finito il suo discorso, sono arrivati due abitanti della zona, attualmente del palazzo poi da demolire e, nel futuro, nella parte di edificio già conclusa. Si sono scagliati contro il sindaco e tutta l’amministrazione: “Scusate ma quando ci date le chiavi? Ci dicono che è per questa gru che non ci fate entrare, ma quando sparisce?”. L’ingegnere ha spiegato che stanno aspettando che il notaio invii lo schema di contratto perché “per dare un alloggio serve un contratto”. “Ma non è pronto il palazzo, avete visto com’è dentro? – ha chiesto il signore più anziano – E’ tre anni che la struttura è disabitata, ormai è tornata la muffa e bisogna lavorarci di nuovo, servono muratori e imbianchini”. L’altro abitante si è introdotto nel discorso: “Il signore ha ragione, quando abbiamo fatto l’ispezione degli appartamenti abbiamo visto che ci sono gli infissi e le porte che non chiudono bene, ci sono ancora alcune cose da fare”. “Ma almeno l’edificio c’è” è stata la risposta conclusiva di Marco Villani.