edificio inagibile
|Scuola Romagnano, consiglieri Pd chiedono risposte. La giunta: «Criticità strutturali. E’ necessaria responsabilità»
«Progettazione e finanziamento dei lavori devono trovare definizione e atti di impegno concreti già nel 2025». «L’amministrazione non è responsabile della situazione ma lo è per trovare una soluzione. Già organizzato il servizio di trasporto scolastico».
MASSA – In seguito alla decisione di chiudere la scuola di Romagnano sono molte le voci che si stanno levando contro il provvedimento, tra queste quella del gruppo consiliare del Pd che avanza una serie di questioni, per le quali la giunta prova a fare chiarezza.
“La chiusura del plesso scolastico di Romagnano è un fatto grave e straordinario – premette il gruppo consiliare Pd proseguendo -. Nell’incontro pubblico di mercoledì il sindaco Persiani ha annunciato il trasferimento al plesso di Alteta delle classi della primaria di Romagnano, e alla scuola di Mirteto delle classi della Parini. In un’aula consiliare gremita di gente, l’atteggiamento di sufficienza e i tratti di supponenza con cui Persiani ha risposto alle proteste, alle contestazioni e alle legittime domande poste da alcuni genitori, studenti ed insegnanti, è stato inaccettabile. Le comprensibili e motivate preoccupazioni e richieste avrebbero meritato ben altra considerazione, spiegazioni e rassicurazioni. L’atto di chiusura preoccupa e solleva interrogativi su cui occorre fare chiarezza e riflettere. Posto che l’obbligo di indagini sulla vulnerabilità sismica degli edifici scolastici è del dicembre 2017, e dato che siamo al settimo anno di amministrazione Persiani è utile sapere : quanti e quali sono gli edifici, ad oggi, verificati, l’esito delle verifiche fatte, se esiste un piano già determinato per completare le indagini su tutte le scuole, quali criteri hanno definito la lista delle scuole già sottoposte e/o da sottoporre a verifiche. Nel merito solleciteremo il massimo della trasparenza e intanto, chiediamo all’amministrazione comunale di assicurare il necessario supporto operativo per consentire la ripresa dell’attività scolastica degli studenti e degli insegnanti secondo il profilo didattico già programmato e avviato ad inizio anno scolastico. Chiediamo, inoltre, che con la ripresa delle lezioni sia messo a disposizione degli studenti un adeguato servizio di trasporto, gratuito, che agevoli le famiglie, e che negli orari di ingresso e uscita dalle lezioni limiti i problemi di mobilità in prossimità dei plessi scolastici coinvolti dal trasferimento. Per noi, dare soluzione al problema scuola di Romagnano è oggi una priorità, tanto che si tratti di costruire una nuova struttura o di realizzare un intervento di riqualificazione. La progettazione e il finanziamento dei lavori necessari deve trovare definizione e atti di impegno concreti già in questo 2025. La realtà di Romagnano ha bisogno della propria scuola, che da sempre rappresenta un punto di riferimento aperto al quartiere. Anche per questo crediamo sia necessario aprire un confronto sulle scelte da fare, e favorire la più ampia discussione dentro e fuori il palazzo comunale”.
Alle proteste risponde la giunta comunale.
“Negli ultimi giorni – si legge in una nota a firma dell’amministrazione – abbiamo assistito a una serie di dichiarazioni riguardo alla chiusura della scuola primaria di Romagnano e della scuola secondaria Parini a cui è necessario replicare. Occorre riportare la discussione su un piano di serietà e responsabilità istituzionale, abbandonando inutili strumentalizzazioni e sterili polemiche. L’unico obiettivo di questa amministrazione- evidenzia la giunta – è garantire la sicurezza degli studenti, del personale scolastico e dell’intera comunità educante. Le verifiche tecniche hanno rilevato gravi criticità strutturali, utilizzo di materiali non conformi alle normative vigenti e di qualità inferiore rispetto agli standard richiesti al tempo della costruzione dell’immobile. Di fronte a questi dati inconfutabili, il sindaco Francesco Persiani ha agito con tempestività e determinazione, disponendo la chiusura dell’istituto per garantire l’incolumità di alunni e lavoratori, agendo nel rispetto di quello che la norma impone nel caso di specie. Occorre chiarire che questa amministrazione non è responsabile della situazione che ha portato alla chiusura della scuola, ma è invece responsabile di trovare una soluzione concreta e sicura per gli studenti. E questo è esattamente ciò che stiamo facendo. Il sindaco Persiani ha preso una decisione difficile che comporta sicuramente un disagio per tutti, ma necessaria, senza perdere tempo in inutili dietrologie e strumentalizzazioni politiche, individuando immediatamente sedi alternative per le classi interessate. Ad oggi, l’impegno assunto dal sindaco durante la riunione plenaria tenutasi nella sala consigliare, è stato rispettato. Lunedi 3 febbraio gli alunni della scuola primaria di Romagnano e della scuola secondaria Parini troveranno le aule pronte ed allestite ad accoglierli rispettivamente nelle scuole di Alteta e di Mirteto. Inoltre, per tutti gli alunni della primaria che ne hanno fatto richiesta attraverso le proprie referenti di classe, l’amministrazione ha organizzato il servizio di trasporto scolastico. Al fine di andare incontro anche ai ragazzi della Parini, già a partire da lunedi 3 febbraio è stato organizzato un servizio di trasporto anche per gli alunni della secondaria che hanno manifestato alla scuola tale necessità. La segreteria è stata ripristinata e verrà garantito un servizio della municipale di controllo delle zone. Il servizio del NONNO CIVICO che svolgeva la vigilanza presso la scuola primaria di Romagnano sarà attivo presso la scuola di Alteta. Non possiamo che rammaricarci di fronte ai tentativi di strumentalizzazione politica per fini che nulla hanno a che vedere con il reale interesse dei ragazzi e delle loro famiglie. Nessuno vuole privare Romagnano della sua scuola, ma la realtà è chiara: l’edificio è inagibile e lasciarlo aperto sarebbe stato un atto di irresponsabilità. Il trasferimento temporaneo nei plessi di Mirteto e Alteta è la misura più sicura per garantire la continuità didattica, mentre lavoriamo a una soluzione definitiva: ristrutturazione o nuova costruzione? I dati tecnici finora raccolti mostrano che la prima opzione appare altamente complessa, se non impossibile. A differenza di chi preferisce alimentare la polemica, questa amministrazione è impegnata in un percorso di monitoraggio attento di tutti gli edifici scolastici per individuare e prevenire eventuali criticità, garantendo così la sicurezza di studenti e docenti. Vogliamo anche ricordare che il compito di un sindacato è quello di tutelare i lavoratori, garantendo ambienti salubri e sicuri. Su questo siamo tutti d’accordo. Proprio per questo ci aspettiamo che anche la CGIL adotti un atteggiamento responsabile, senza distorcere la realtà e senza alimentare tensioni su una decisione presa esclusivamente per la sicurezza di studenti e personale scolastico. Questa è la nostra priorità e continueremo a lavorare con determinazione per una soluzione definitiva e sicura”.


