dopo sentenza Tar
|«Massa, Casa Ascoli: quale sarà il futuro? Il prezzo più alto pagato dai lavoratori»
«Non abbiamo ancora ricevuto notizie dal Cda sul futuro di queste persone, sulle possibili ricollocazioni lavorative e sui tempi necessari, nonostante la nostra richiesta di incontro. Ci vediamo la prova di incapacità di gestione da parte dell’amministrazione Persiani».
MASSA – “Dopo la notizia della sentenza del Tar che decreta l’illegittimità dell’esclusione della Cooperativa Compass dalla gara global service di affidamento dei servizi del 2022 di Casa Ascoli, chiediamo al Cda di Casa Ascoli e al sindaco Francesco Persiani come potrà reggere il piano industriale di risanamento della Asp”. Fp Cgil si rivolge con una nota stampa all’amministrazione e ai vertici della Casa di Riposo con questo interrogativo e con questa premessa.
“Piano di risanamento – sottolinea la sigla sindacale – che prima ha visto Casa Ascoli fare un accordo stralcio sul debito con le Coop creditrici, poi ha visto un accordo di permuta immobiliare con la Asl , permuta che ancora non è avvenuta dato che Casa Ascoli aveva chiesto l’ennesimo rinvio della decisione del Tar motivandola con la necessità di procedere alla permuta, ed infine, ciliegina sulla torta, la messa in mobilità dei dipendenti diretti della Rsa Casa Ascoli ed Ezio Pelù. Ogni passaggio è sempre stato descritto, in Consiglio comunale in Prefettura ecc, come necessario ed indispensabile per poter portare il bilancio della Asp in positivo-ricorda il sindacato proseguendo- Oggi l’unico dato certo che possiamo registrare è: la rinuncia ad una parte del credito da parte della cooperative creditrici, una crisi certa, quella della Coop. Compass, che ha proceduto all’affitto del ramo di azienda per cercare di recuperare liquidità, e la messa in disponibilità dei dipendenti diretti per cercare di recuperare 220 mila euro a bilancio. Alla fine a pagare il prezzo di questa situazione sono i lavoratori, sia della cooperativa che per molti mesi hanno pagato i ritardi nei pagamenti degli stipendi e sia i dipendenti diretti, che dopo una vita passata al servizio degli anziani si trovano messi alla porta. A tal proposito – va a concludere la Cgil – non abbiamo ancora ricevuto notizie dal Cda sul futuro di queste persone, sulle possibili ricollocazioni lavorative e sui tempi necessari, nonostante la nostra richiesta di incontro.
Noi ci chiediamo come mai una realtà fino a pochi anni fa giudicata come un fiore all’ occhiello dell’accoglienza sociosanitaria massese, sia diventata protagonista di una storia tanto indegna. Noi ci vediamo la chiara prova di incapacità di gestione da parte dell’amministrazione Persiani”.


