Marina di Massa, le osservazioni di Italia Nostra al piano dell’arenile
MASSA – “Per quanto riguarda il mantenimento, o meglio, il recupero della naturalità della foce del fosso Poveromo (Massa-Carrara), non possiamo che concordare in quanto una cassa di espansione nella posizione prevista, oltretutto, permetterebbe di limitare la risalita del mare durante le più grandi mareggiate. – dice Bruno Giampaoli, presidente della sezione Massa Montignoso di Italia Nostra – A tal proposito, anche se è fuori dai limiti del Paav, sarebbe opportuno considerare la possibilità di lasciare esondare il fosso nel lato sinistro tra i due viali ove è presente un tratto boscato lasciato in abbandono”.
“D’accordo anche con gli interventi a salvaguardia delle dune residue con l’avvertenza che l’apertura, quanto mai opportuna, di adeguati varchi a mare non vada a coinvolgere la macchia residuale. Concordiamo con il posizionamento della pista ciclabile nel lato mare dai Ronchi a Marina di Massa e con il percorso verde nel marciapiede lato monte, dichiarando invece la nostra contrarietà al prospettato trasferimento della stessa pista a monte nel tratto dal Miami al Brugiano. La stessa risulterebbe irrazionale e pericolosa per le intersezioni con molte strade e sarebbe in contrasto con quanto previsto nel progetto della Ciclovia tirrenica e anche con la precedente stesura del Paa”.
“Questo pur comprendendo la difficoltà di inserimento di una pista ciclabile a norma in un contesto compromesso in particolare nel tratto dal Brugiano a via Casola ed ancora di più nella zona delle Colonie. Forse sarebbe opportuno per ora stralciare la relativa problematica. Per quanto riguarda il progetto del “cannocchiale” di via Siena che vede la rettifica dello stradello per l’accesso al mare, abbattendo qualche decina di metri di vegetazione autoctona del bagno Erika, riteniamo che ciò si potrebbe evitare per due motivi: – conclude Giampaoli – il primo è che lo stradello di accesso al mare non è e non sarà mai in linea con la via Siena e, quindi, fallito il “cannocchiale”, tanto varrebbe far allargare di qualche centimetro lo stradello stesso salvando la vegetazione autoctona del bagno Erika”


