piena duecentennale
|Cantiere Canal del Rio, le rassicurazioni della giunta. Ma dal pubblico: «Attenzione all’invaso sopra l’Inail»
«Nessuno sa della sua esistenza. Si trova in proprietà privata ed è molto pericoloso quando cadono le bombe d’acqua»
CARRARA – L’incontro con i cittadini da parte della giunta Arrighi in sala di Rappresentanza del Comune di Carrara (Massa-Carrara) sul tema dei cantieri di Canal del Rio (ne abbiamo parlato qui) ha visto un pubblico numeroso, partecipe e soprattutto preoccupato. Preoccupazione a cui anche i tecnici presenti assieme alla sindaca e agli assessori Moreno Lorenzini ed Elena Guadagni, l’ingegner Fruzzetti e l’ingegner Marrani, hanno contribuito almeno in parte a fugare. Il centro storico di Carrara infatti, nei prossimi mesi oltre al progetto di messa in sicurezza di Canal del Rio, vedrà l’avvio di diversi altri progetti. “Ci sarà un bel numero di cantieri aperti – ha spiegato Serena Arrighi – da Palazzo Rosso e Palazzo Pisani, ai marciapiedi di Carrara est e Carrara ovest e via Verdi, per un valore complessivo di più di 16 milioni”. Intanto partiranno tra qualche settimana i cantieri di Canal del Rio che hanno lo scopo di mettere al riparo dalla piena duecentennale, i quali, lo ricordiamo, comportano un investimento di 3milioni di euro circa attinti dal Pnrr. Il corso tombato attraversa il sottosuolo di tutta la città e perciò il metterci mano vede obbligatoriamente la complessa operazione di spostare tutta una rete di sottoservizi come gas, telefonia, fognature, impianti elettrici. I cantieri divisi in due lotti distinti (uno più semplice che verte su corso Rosselli e uno più complesso su via Don Minzoni) nel complesso, hanno spiegato gli ingegneri Marrani e Fruzzetti, dureranno tre mesi uno e sei mesi l’altro. Il timore quindi di residenti e di chi a Carrara centro ha attività ed esercizi commerciali, è di subire disagi e danni economici. Gli ingegneri e la sindaca hanno rassicurato che i cantieri verranno ‘frazionati’: il percorso cantieristico si svilupperà infatti in cantieri di 50 metri di 30 giorni ciascuno con tanto di ripristino della pavimentazione provvisoria ogni volta, operazione che si ripeterà quindi per circa 8 volte. “Potranno cambiare le ‘entrate’ o le ‘uscite’ delle strade, potranno diventare cieche ma queste comunque resteranno aperte, non vi chiudiamo la strada per un anno” hanno garantito, senza nascondere comunque che un disagio ci sarà, seppur mitigato dalle soluzioni sulla viabilità che man mano verranno trovate.
Scendendo in alcuni dettagli tecnici: gli operai scaveranno fino a 5/6 metri di profondità. Nella parte più complessa, il secondo lotto di via Don Minzoni, verrà collocato un tubo con 80 cm di base e 1 metro di altezza. “Tutti questi manufatti – hanno spiegato i tecnici – si riempiranno d’acqua per un massimo di 2/3 con 50 cm ‘liberi’ dal pelo dell’acqua”. La partenza da corso Rosselli, cioè a valle del percorso del canale è legato al fatto di dover liberare prima il tappo, per poi risalire su a monte, in via Don Minzoni.
A tal proposito è stato di particolare interesse l’intervento di un ex dipendente Inail oggi in pensione, seduto tra il pubblico. L’ex dipendente Inail ha messo in guardia: “Siete sicuri che il tubo da 80 cm basti? Pensateci bene perché noi all’Inail abbiamo subito 5 alluvioni con gli archivi completamente allagati: un centinaio di metri sopra l’Inail, sul monte, c’è un invaso spaventoso. Sarà largo 50 metri e profondo 20. Si trova in una proprietà privata e quando arrivano le bombe d’acqua rappresenta un grave pericolo: per me un tubo da 80 cm non basta”.

