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Dalla Regione oltre 400mila euro a Massa-Carrara: il teatro a scuola per educare al rispetto della donna

Parte la campagna di sensibilizzazione e di educazione alla parità di genere  che, attraverso la Provincia e la scuola, coinvolgerà circa 3mila studentesse e studenti e 750 adulti (docenti, personale Ata e genitori

MASSA-CARRARA – “E’ una precisa scelta politica” dichiara in conferenza a Palazzo Ducale l’assessora regionale Alessandra Nardini. L’amministratrice si riferisce a IO SONO IO – Next Generation, il progetto a respiro regionale che vede impegnato un importo complessivo da suddividere tra le province toscane di 5,7milioni in un piano triennale, messo a punto per una campagna di sensibilizzazione e di educazione alla parità di genere  la quale, attraverso la Provincia e la scuola, coinvolgerà circa 3mila studentesse e studenti e 750 adulti (docenti, personale Ata e genitori) di Massa-Carrara.

Lo strumento principe per rendere operativa questa sorta di rivoluzione culturale di cui la società avverte il bisogno, come hanno asserito convintamente in conferenza sia l’assessora regionale che il presidente della Provincia Gianni Lorenzetti, sarà il teatro. Ragazze e ragazzi delle classi V delle primarie, delle terze delle secondarie di primo grado e del biennio delle superiori parteciperanno a laboratori teatrali gestiti da Fondazione Toscana Spettacolo per misurarsi con la decostruzione degli stereotipi di genere e la promozione di una cultura inclusiva. Allo stesso tempo, i Centri Antiviolenza organizzeranno seminari rivolti a insegnanti, genitori e dipendenti pubblici, con l’obiettivo di fornire strumenti per riconoscere e contrastare la violenza di genere, con l’obiettivo di dare una spinta a un cambiamento culturale duraturo. I laboratori teatrali avranno una durata di 10 ore ciascuno (tra cui anche 2 ore di restituzione con psicologhe e psicologi) e saranno adattati all’età dei partecipanti. Per gli adulti è stato scelto il formato del seminario esperienziale articolato in più incontri. In totale saranno svolti 75 eventi seminariali realizzati in collaborazione con i Centri Antiviolenza coordinati da Istituto Valorizzazione Castelli. L’aspetto forse più formativo e pedagogico consisterà nel fatto che i ragazzi e le ragazze di quelle classi scelti dalla scuola per seguire il lavoro a teatro, ‘restituiranno’ alle altre studentesse e agli altri studenti, anche con l’aiuto di uno psicologo che seguirà tutto il percorso, quanto appreso durante le ore di laboratorio teatrale.

Il progetto che è una seconda edizione di una precedente iniziativa sempre regionale, prenderà corpo grazie alla partecipazione allo specifico bando regionale lanciato nella scorsa primavera e che si avvierà il prossimo marzo con un investimento rispetto a Massa-Carrara, di circa 428 mila euro. Ad aderire sono state tutti gli istituti superiori della provincia e molti degli istituti comprensivi.

“Crediamo serva una rivoluzione culturale – ha commentato Alessandra Nardini – siamo indietro, il patriarcato esiste eccome! A partire dal mondo del lavoro fino ad arrivare al fenomeno del femminicidio. Viviamo pregiudizi e stereotipi, ci relegano in alcuni ambiti, laddove altri con la prevalenza della presenza maschile risultano meglio retribuiti e poi c’è la violenza verbale, economica fino a quella fisica contro le donne. Dobbiamo quindi lavorare sulla prevenzione e questo lo possiamo fare attraverso la cultura, quindi con scuola e famiglia. E’ necessario superare i pregiudizi verso queste iniziative, come quando parlano di teoria gender: una menzogna per impedire la diffusione di una cultura libera dal pregiudizio”.  L’assessora parla di un percorso che ambisce a divenire strutturale e di impegno promesso e mantenuto, quando a inizio legislatura la giunta regionale aveva garantito che la precedente edizione del progetto sarebbe stata riproposta e con maggiori fondi, i quali infatti da 800 mila diventano quasi 6milioni. Alessandra Nardini segnala inoltre la differenza di questo bando dal precedente, quando si prevedeva un passaggio con l’amministrazione comunale che però nel pisano e nel senese diede luogo a diverse polemiche, in seguito al rifiuto di alcune amministrazioni comunali a siglare l’accordo, bloccando così il progetto per tutte le scuole di quel territorio comunale. “Per questo oggi il bando lascia la piena libertà e possibilità di scegliere se partecipare o meno alle scuole senza dover passare dall’amministrazione comunale” ha sottolineato l’assessora che ha riconosciuto in questo frangente l’importanza e il ruolo della Provincia come istituzione di riferimento. “Abbiamo voluto valorizzare e ridare un ruolo alla Provincia – ha fatto il punto Nardini -, in passato interessata da una riforma rimasta incompiuta e che adesso deve riappropriarsi della sua centralità: le Province sono state impoverite di risorse anche umane. Avevamo promesso – ha quindi aggiunto l’assessora – che avremmo ridato fiato alla legge regionale 19/2009 sulla cittadinanza di genere che aveva visto nel tempo indeboliti i finanziamenti fino al loro azzeramento e oggi proponiamo questo bando cercando di costruire un percorso strutturale”. “Più che raddoppiate le risorse – evidenzia il presidente Gianni Lorenzetti – io sono tra coloro che crede che il sistema repressivo come unica soluzione non possa portare di per sé a risultati effettivi: è con la cultura che si potranno vedere effetti concreti anche se non immediati”. Gianni Lorenzetti ha poi mostrato di apprezzare il riferimento dell’assessora al ruolo della Provincia: “Da quando le Province sono state depotenziate sono sorti moltissimi problemi, pensiamo solo al dissesto idrogeologico- ha osservato -quando allontani dal cittadino l’elemento decisionale è sempre un disastro”. Accanto a lui le consigliere provinciali Marzia Butteri ed Eleonora Petriccioli. “Dobbiamo cercare di convincere della bontà del progetto quelle scuole che hanno scelto di non partecipare, anche pensando a come questi ragazzi troppo spesso si rifugino sul web“ è intervenuta Marzia Butteri. “Ricordiamoci – ha preso la parola Eleonora Petriccioli – che il linguaggio usato oggi per esempio nei processi per stupro, purtroppo non sono troppo lontani da quelli documentati e denunciati in ‘Processo per stupro’ del 1979”.

“Voglio sottolineare l’importanza di questo progetto e i buoni frutti che la sua precedente edizione ha portato al nostro territorio– ha detto infine a margine della conferenza Diana Tazzini, consigliera di parità provinciale – Il primo OSO- Io Sono Io ha visto coinvolti gli studenti e le studentesse della nostra provincia in un importante lavoro sull’empatia e sulle emozioni, unica via veritiera di lotta agli stereotipi di genere”.