«Oggi avevo chiesto ai miei di chiudere un cerchio. L’entusiasmo della gente è il mio orgoglio»
Shpendi: «Quando sbaglio non mi butto giù, continuo a giocare serenamente perché so che arriva la seconda opportunità». Cherubini: «All’andata contro il Cesena zero punti, oggi ci siamo presi la nostra rivincita». Imperiale. «Sono stati mesi emozionanti, continuiamo con questo entusiasmo»
CARRARA – La Carrarese archivia un 2024 da incorniciare con una prestazione maiuscola contro il Cesena, imponendosi per 2-0 davanti al proprio pubblico e conquistando il settimo posto in classifica. La gara si è sbloccata al primo minuto del secondo tempo grazie al gol di Bouah, ma già nei primi quarantacinque minuti la formazione di Calabro aveva avuto la chance di passare in vantaggio con il palo di Shpendi. E’ stato poi lo stesso ex Empoli, al 76′, a mettere il sigillo sul match.
Al termine della gara, i protagonisti in campo e mister Antonio Calabro hanno analizzato la gara e tracciato i bilanci di un 2024 che resterà scolpito nella storia recente del club.
“Una vittoria, quella di oggi, che prende ancora più valore nella prestazione – ha commentato mister Calabro – e soprattutto considerando come il Cesena ci ha messo in difficoltà in alcuni frangenti del primo tempo. Sono orgoglioso di come si sono sacrificati i miei: Coppolaro e Imperiale hanno stretto i denti, e Oliana colpiva di testa come se non avesse nulla: tutti hanno sfoderato una grande prestazione. Oggi abbiamo vinto perché, nel primo tempo, siamo stati bravi a non evidenziare le nostre difficoltà subendo gol o facendo errori particolari, pur risultando spesso lenti e un po’ macchinosi nella manovra. Sicuramente nella ripresa abbiamo fatto meglio che nei primi quarantacinque minuti. La nostra condizione atletica in questo periodo è notevole, ma sono convinto che parta tutto dalla testa: quando c’è mentalità, metodo e il giusto atteggiamento, le gambe si muovono di conseguenza. Oggi abbiamo chiuso un cerchio: quando sono arrivato a Carrara, eravamo terzi in classifica e avevamo davanti a noi Cesena e Torres: con i playoff abbiamo superato i sardi, restavano solo i bianconeri da superare. Ora ci aspetta una fase di scarico ed è giusto così, perché non si può andare sempre a mille. Testa e fisico devono liberarsi, ricaricare le batterie, perché poi col girone di ritorno inizia un altro campionato. Se mi aspettavo questa classifica? Onestamente no, ma non mi ero neanche posto il problema di quale potesse essere il nostro piazzamento a fine anno. Ciò che mi riempie di orgoglio è l’entusiasmo dell’ambiente, l’aver creato un amore verso la maglia, e che grazie a queste prestazioni, tutta la gente che qui ha sofferto per anni, oggi si identifica in questi colori. Tutto questo non deve diventare però abitudine: ogni cosa va conquistata, quando si vince bisogna avere entusiasmo, mentre quando arrivano le difficoltà serve rimanere compatti e star vicino alla squadra. Perché non c’è sempre il sole, e quando piove noi abbiamo bisogno dell’ombrello. Il mercato? Ho suggerito alla società di sfoltire se ce ne fosse bisogno, perché siamo in tanti, c’è tanta competizione, e mi dispiacerebbe molto non dare a qualche giocatore la possibilità di mettersi in mostra. Il mio obiettivo è che tutti i componenti del gruppo squadra siano messi nella condizione di sentirsi parte integrante di questo progetto. Per il resto, noi allenatori dobbiamo prendere l’abitudine di pensare semplicemente a fare il nostro. Intorno a noi, in società, abbiamo persone competenti che si occupano del mercato e che sapranno fare le scelte giuste”.
“Quando perdi una partita del genere – l’allenatore è il primo che deve mettersi in discussione – ha commentato il tecnico dei bianconeri, Michele Mignani – Siamo partiti bene, ma poi ci siamo preoccupati troppo della fase difensiva dimenticandoci che potevamo provare a giocare e far male al nostro avversario. Dopo aver preso gol non abbiamo saputo reagire: significa che in questo momento siamo fragili. Onestamente questa squadra non mi sembra allo sbando, i numeri sono incontestabili, ma non penso alle dimissioni. Continuerò a lavorare con determinazione per tutto il tempo in cui mi daranno la possibilità di farlo”.
“Siamo una squadra molto unita – ha dichiarato Luigi Cherubini -. Qui a Carrara ho trovato un gruppo di persone fantastiche, dove chiunque dà il proprio contributo. Abbiamo fatto molte partite ravvicinate, gli interpreti sono cambiati ma non l’atteggiamento, ed è anche questa la nostra forza. Era importante chiudere il girone di andata e aprire il ritorno con una vittoria, per di più contro una formazione che all’andata ci aveva battuto. Ecco, possiamo dire che oggi ci siamo presi la nostra rivincita. Sono contento della mia prestazione, il gol non è arrivato ma è arrivato l’assist, e sono comunque contento. La nostra forza sta nella nostra identità, che penso sia chiara: partiamo subito forti dal primo minuto, poi cerchiamo di trasformare in campo quanto il mister ci chiede durante la settimana, e grazie a questo abbiamo dimostrato di potercela giocare con tutti. Abbiamo iniziato l’andata con zero punti, oggi ripartiamo con tre, e per questo siamo già in vantaggio. Il calore del pubblico? Mi ha sorpreso fin dal mio arrivo. I tifosi ci hanno sempre seguito, anche dopo le sconfitte. Questo per noi è un ulteriore stimolo”.
“Oggi per la prima volta affrontavo il Cesena, piazza alla quale sono molto legato – ha esordito Stiven Shpendi – Mi sarebbe piaciuto giocare contro mio fratello, ma purtroppo non è stato possibile. Sono felice di com’è andata e di aver messo la mia firma su questa vittoria. Qui a Carrara mi sto trovando molto bene. I primi mesi sono stati difficili, ma ultimamente mi sento cresciuto. Avrei solo voluto fare qualche gol in più. Anche oggi ho sprecato varie occasioni, nel primo tempo non sono riuscito a metterla dentro da due metri, ma quando succedono certi episodi non mi lascio abbattere, continuo a giocare serenamente perché so che prima o poi arriva la seconda opportunità. E infatti stasera è andata così”.
“Abbiamo giocato una bellissima partita – ha commentato Marco Imperiale – e collezionato diverse occasioni, riuscendo a segnare il 2-0 nel momento migliore. Fisicamente sto meglio, il problema che mi ha frenato nelle ultime settimane sta rientrando: serve ancora un po’ di tempo, ma sono in fase di recupero. Un bilancio di questa prima parte di Serie B? Sono stati mesi molto emozionanti, da parte mia e di tutta la squadra. Stiamo continuando a giocare l’entusiasmo dell’anno scorso, e dobbiamo proseguire su questa strada. La squadra più ostica che ho affrontato? Tutte le partite sono difficili, ma cito Sassuolo, Pisa e Spezia, alla fine sono le tre squadre che hanno saputo creare un vuoto rispetto alle altre”.
