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Piscina viale Roma verso la chiusura: nuotatori e società sportive sul piede di guerra

Più di duecento gli atleti che rischiano di rimanere all’asciutto, se anno nuovo non viene trovata una soluzione diversa da quella di Aulla proposta dal Comune

MASSA – Un nuovo anno all’asciutto quello che stando alle notizie trapelate negli ultimi giorni attende centinaia di appassionati del nuoto. Oltre duecento infatti, i tesserati delle tre società sportive agonistiche e della sezione locale della società nazionale di salvamento, che a partire dal primo febbraio 2025 rimarranno a bordo piscina. «Insieme a loro – fanno sapere dalla piscina comunale di viale Roma – oltre trenta lavoratori tra segreteria, manutentori, istruttori allenatori e assistenti bagnanti». La chiusura dell’impianto natatorio è stata comunicata dal Comune di Massa al gestore, la società sportiva Virtus Buonconvento, e sarebbe dovuta ai lavori per la costruzione del nuovo impianto finanziato dal piano nazionale di ripresa e resilienza, che dopo la prima fase, quella in cui è stata demolita la vasca all’aperto, la cosiddetta “piscina olimpionica” costruita negli anni novanta ed i relativi spogliatoi, è giunta alla seconda, quella che fin dalla presentazione ha destato forti perplessità tra nuotatori e addetti ai lavori.

«La scadenza della gestione che era fissata al 31 dicembre – ricordano i responsabili delle società sportive e della salvamento – è stata prima prorogata al 31 luglio 2025 e poi anticipata al 31 gennaio dal Comune di Massa, che ha facoltà di disdire il contratto con un mese di preavviso». In prima linea ci sono Michele Cecchi del Centro nuoto massese, Rudy Goldin della Rari Nantes Massa, Laura Carobbio del Nuoto club apuania e Paolo Greco della Società nazionale di salvamento. «Il perché l’impianto al coperto con la vasca di venticinque metri risalente agli anni ottanta – spiegano i portavoce – secondo il Comune non può rimanere aperto durante la realizzazione della prima parte di quello nuovo, riguarda la sicurezza e gli interventi di demolizione». La proposta giunta dal palazzo comunale sarebbe quella  di trasferirsi alla piscina di Quercia ad Aulla «a una quarantina di chilometri di distanza da Massa – che a detta dei più  – non è un’ipotesi percorribile. Non si può pensare che i numerosi atleti agonisti anche di livello nazionale, alla ripresa della stagione dopo la pausa natalizia, per allenarsi devano andare in Lunigiana».

Le alternative, come Carrara chiusa da quattro anni, Viareggio da dieci e Marina di Carrara e Seravezza che hanno già la loro utenza, non sono ipotizzabili. Nel frattempo cresce l’amarezza e la delusione tra gestore, società, atleti, genitori e amatori del nuoto, anche perché «dalla riapertura della piscina post Covid – ricordano i portavoce – il Comune ci ha sempre fornito garanzie sul fatto che durante le quattro le fasi della costruzione del nuovo impianto che ci erano state illustrate, l’attività non sarebbe stata sospesa». Terminata la seconda fase, quella che prenderà il via a febbraio, la terza stando alle informazioni fornite a gestore e società sportive, sarebbe quella della demolizione dell’impianto esistente che risale agli anni ottanta e in procinto di essere chiuso e l’ultima, la quarta, la costruzione delle vasche esterne e sistemazioni varie.