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|Massa, incontro pubblico sul paav: passeggiate, affacci sul mare e misure contro l’erosione
«Previsti lo spostamento verso monti dello stabilimento in caso di riduzione dell’arenile di oltre il 40% per oltre 6 mesi, l’introduzione di strutture metalliche rivestite di legno per reggere l’urto della mareggiata e la sopraelevazione delle nuove costruzioni».
MASSA – L’aula partecipata da un folto pubblico è stata sicuramente l’inequivocabile segno di un grande coinvolgimento da parte della città: stiamo parlando dell’incontro pubblico organizzato dall’amministrazione avvenuto in aula X Aprile per spiegare i contenuti essenziali del progetto di paav adottato dal Consiglio e che attualmente sta proseguendo il suo iter con la fase delle osservazioni, per poi passare al vaglio della Conferenza dei Servizi e culminare con la sua approvazione, tornando in aula. Il piano, lo ricordiamo, è stato adottato il 4 novembre scorso, l’11 dicembre è stato pubblicato sul Burt e da questa data partono i 45 giorni di tempo per presentare le osservazioni (fino al 25 gennaio 2025 incluso) i cui moduli si trovano sul sito del Garante e sulla pagina di amministrazione trasparente del Comune.
Una passeggiata riqualificata a Marina di Massa (lato mare), una passeggiata immersa nel verde a Ronchi-Poveromo (lato monti), una ciclovia pedonale sul lungomare, il quale sarà arricchito di un belvedere in corrispondenza di via Casola e da affacci sul mare, con spiagge libere che aumentano fino ad arrivare al 21%: sono questi i tratti salienti del piano. La metà del report illustrato in aula dai tecnici comunali, è stata poi dedicata al nodo erosione, con alcune soluzioni ‘tampone’ inserite nel piano e tese ad alleviare la drammaticità della situazione dell’arenile massese. Affrontando questo tema e mostrando fotografie storiche, è stata confermata la responsabilità del porto carrarese in seguito alla cui realizzazione, negli anni subito a seguire si è assistito a una vistosa accelerazione del fenomeno erosivo immediatamente nella vicinissima Partaccia e quindi inevitabilmente è stato ricordato il progetto di ampliamento del porto per 450 metri della diga sopraflutto, guardato con molta preoccupazione anche dal sindaco Francesco Persiani.
Quali siano le cifre che segnano il passo del piano, lo indica l’architetto: le visuali e il tema dell’urbanizzazione. “Uno degli obiettivi era migliorare la capacità di percepire il mare- ha affermato Nardini – dal lungomare oggi sono rari i casi in cui è possibile vederlo, da qui la decisione di incoraggiare l’apertura di varchi. Circa l’urbanizzazione abbiamo considerato che non c’è bisogno di nuove infrastrutture e insediamenti”.
L’architetto poi ha descritto le due anime del piano. La prima riguarda il lungomare: “In Partaccia inizia un percorso ciclopedonale che da Carrara arriva al confine con Montignoso – ha delineato -, uno spazio di qualità fruibile e sicuro. E’ in terra battuta con fondi permeabili, parte da Carrara, prosegue sotto le pinete, corre dietro gli stabilimenti, aggira la Torre Fiat, discende l’Ugo Pisa e raggiunge il centro. In tutto questo percorso gli accessi al mare attualmente sono limitati ma con il piano si spera di migliorarli. Questo percorso passa davanti alle Colonie. In particolare davanti a via Casola si realizzerà un belvedere rimuovendo le cabine presenti dietro la rotonda. Da questo punto in poi la pista ciclopedonale si divide: la ciclovia passa al lato monti mentre lato mare resta la pista pedonale. La passeggiata arriva fino a Marina di Massa, supera il fiume Brugiano e arriva fino a viale Roma. I parcheggi rimarranno pur garantendo una sezione stradale importante come quella di viale Roma e ci sarà tutto lo spazio per una bella passeggiata. La passeggiata terminerà all’altezza di piazza Bad Kissingen, da qui infatti torna lato mare la pista ciclabile fino al confine con Montignoso. Nella zona Ronchi-Poveromo, considerato che lato monti non c’è la ciclabile, abbiamo progettato un parco lineare con alberature e percorso nel verde”. L’altra anima del piano riguarda più propriamente l’arenile. “Sono previsti due tipi di interventi – ha proseguito il tecnico – manutenzione oppure l’adeguamento per ulteriori servizi come un numero maggiore di cabine. Gli interventi di riorganizzazione e ampliamento sono ammessi a condizione che si aprano dei varchi. Il piano infatti prevede l’apertura di varchi legati a premialità e incentivi, per ogni strada perpendicolare alla costa. Circa le spiagge libere – ha concluso infine -, il regolamento urbanistico pone la soglia del 20% della spiaggia balneabile: il piano raggiungerà il 21% grazie alle convenzioni con alcuni stabilimenti gestiti da associazioni con scopo sociale presenti sul litorale. Il 30% della loro spiaggia può essere destinato a diventare spiaggia libera attrezzata a scopo sociale. Inoltre bar e ristoranti potranno aprire terrazze sul mare e sulla nuova passeggiata: in sostanza il piano si declina sul tipo di destinazione della zona, per esempio a Ronchi Poveromo è tutto ordinato e non c’è possibilità di riorganizzarsi”.
Sull’erosione è intervenuto il geologo Piccinini. Numeri e foto alla mano alla Partaccia nel 1925 ( il porto è stato costruito nel 1922) c’era un arenile di 90 m di ampiezza contro i 38 di oggi, e i 56 m attuali di Poveromo il tratto massese più sabbioso. “Siamo la metà dell’arenile del Cinquale e un terzo di Pietrasanta, nel tempo abbiamo perso 150 m di arenile” ha constatato il geologo. Circa la costa scomparsa il porto è stato definito causa scatenante, riconoscendo comunque colpe anche alle politiche locali del territorio con quei cordoni dunari capaci di assorbire l’impatto ondoso distrutti a partire dagli anni 70. “Il porto deve traguardare il futuro ma a condizione che non ci sia un ulteriore aggravio per la costa e che vengano messe in conto opere straordinarie compensative per ricostruire l’arenile che vadano oltre il ripascimento. Tutto previsto dal masterplan presentato in Regione” ricorda Piccinini. Cosa può fare allora il paav sull’erosione? “Il piano prevede lo spostamento verso monti dello stabilimento in caso di comprovata riduzione della profondità dell’arenile di oltre il 40% per oltre 6 mesi – illustra il tecnico -. La seconda soluzione è l’introduzione di strutture metalliche rivestite di legno per reggere l’urto della mareggiata, oltre alla sopraelevazione delle nuove costruzioni che verranno realizzate per fare in modo che le onde passino sotto”.


