Villafranca, scontro sul contratto dei comunali. Cisl Fp all’attacco: «Stato di agitazione»
Mastorci: «I lavoratori sono sottoposti da anni a un enorme stress, operando in condizioni di precarietà organizzativa e con una dotazione organica del tutto insufficiente»
VILLAFRANCA IN LUNIGIANA – «Debito sì, debito no. Sulla stampa leggiamo varie dichiarazioni con rimpalli di responsabilità che, francamente, non ci appassionano. Immaginiamo che il sindaco Bellesi abbia amministrato il proprio comune nel miglior modo possibile, così come i suoi predecessori. Quello che invece ci interessa davvero è il tema della gestione del personale dipendente, troppo spesso messo “alla berlina” da questa amministrazione». Va all’attacco il segretario della Cisl Fp di Massa-Carrara, Enzo Mastorci, sulla situazione contrattuale dei lavoratori comunali di Villafranca in Lunigiana. «Nonostante una serie di incontri avvenuti con grande fatica e con un colpevole ritardo da parte dell’amministrazione, a oggi non viene rispettato quanto stabilito dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (Ccnl)».
«Una lacuna grave – evidenzia il sindacalista – che ci ha costretto a indire uno stato di agitazione, interessando il prefetto di Massa-Carrara, come previsto dai protocolli. Fino a ora, al di là di una risposta fuorviante che fa nuovamente riferimento all’ipotetico dissesto economico e alle difficoltà del comune, non abbiamo ricevuto alcuna convocazione ufficiale. Rimaniamo stupiti dall’atteggiamento dell’amministrazione comunale che, a fronte del disagio e dell’aggravio di lavoro, nega il dialogo al personale dipendente e non applica integralmente il Ccnl. Perché il sindaco non apre un “tavolo serio” per discutere dell’orario di lavoro, come richiesto dalla Cisl Fp, che è stata costretta a dichiarare lo stato di agitazione?».
«Preoccupa anche l’atteggiamento del prefetto Aprea, che, pur essendo a conoscenza della situazione economico-finanziaria del comune di Villafranca in Lunigiana, non convoca un tavolo dedicato, come previsto dalle procedure per il raffreddamento dei conflitti. Nel frattempo, la situazione dell’ufficio tecnico è in piena crisi: il tecnico a tempo determinato, in servizio da anni, non è stato confermato, e la responsabile del servizio ha presentato le dimissioni. Tutto questo accade senza che il sindaco, o chi per lui, faccia nulla. La situazione ci appare gravissima. Al di là delle questioni di bilancio – conclude Mastorci – i lavoratori sono sottoposti da anni a un enorme stress, operando in condizioni di precarietà organizzativa e con una dotazione organica del tutto insufficiente. Forse un maggior dialogo favorirebbe il benessere organizzativo interno, e da questo ne trarrebbe sicuramente beneficio anche l’amministrazione».


