la Rsa
|«Massa, il risanamento di Casa Ascoli non passa dalla messa in mobilità: necessario passo indietro»
MASSA – “La situazione della RSA pubblica Casa Ascoli desta da tempo preoccupazione e da tempo è al centro di un dibattito acceso sul come sia stato possibile ridurla finanziariamente alla crisi che sta affrontando e sul come sia necessario invece operare per risanarla e rilanciarla”. A parlare e a pronunciarsi sulla casa di riposo massese e le condizioni di difficoltà in cui versa con la scelta di lasciare a casa 6 dipendenti, è l’esponente di Forza Italia Jacopo Ferri.
“Le ricette sin qui adottate, purtroppo – scrive Ferri -, non sembrano aver prodotto risultati. Tanto che qualche settimana fa è stata assunta la decisione drastica della messa in mobilità di 6 degli 8 dipendenti storici (ai quali va tutta la mia solidarietà per il modo in cui ciò è avvenuto, oltre che per il potenzialmente drammatico impatto della misura). Inevitabili il clamore, le polemiche e soprattutto giustificatissimo il disappunto delle persone interessate, delle famiglie dei dipendenti e dei pazienti, di buona parte della città che assiste da tempo al prostrarsi di una crisi dalla quale sembra che i diretti protagonisti cerchino di uscire come un elefante da una cristalleria: tutelando se stessi e distruggendo quanto hanno intorno. Lecito, dunque, ed anzi doveroso chiedersi se quella imboccata dal CDA sia la strada giusta in un momento in cui c’è piuttosto bisogno di dialogo, anziché di forzature, sia con i lavoratori che con le organizzazioni sindacali. Non credo, del resto, che la missione affidata ai responsabili di Casa Ascoli verso l’agognato risanamento fosse quella di accanirsi con i dipendenti, credo anzi che vi possano essere altri strumenti efficaci (a cominciare da una più attenta analisi delle altre voci di spesa e dei risultati di gestione) e certamente più rispettosi della dignità dei lavoratori. Chiedere quindi un passo indietro – suggerisce il politico – rispetto ad una tale traumatica decisione è il minimo che si possa fare, sperando che questa volta, a differenza di altre occasioni, il confronto richiesto sia accettato e venga interpretato non come una fase di comunicazione di volontà da parte di chi governa la crisi, bensì come un momento di vero approfondimento, di ascolto reciproco e di assunzione di decisioni il più possibile condivise. Lo richiedono i diritti e gli interessi in campo – conclude Jacopo Ferri -, la storia significativa di Casa Ascoli e gli impegni assunti nei confronti della città”.


