ambientalisti
|Mareggiate a Marina di Massa, il nuovo Piano degli arenili non è uno strumento adatto a queste sfide climatiche»
Il comitato Ugo Pisa: «Le ruspe stavano ripulendo il lungomare esattamente dove dovrà essere inserita la pista ciclopedonale»
MARINA DI MASSA – «Il nuovo Piano degli Arenili è uno strumento non adatto alle sfide climatiche che ci stanno travolgendo». È il comitato ‘Ugo Pisa’ che interviene nel dibattito sull’erosione costiera in questi giorni difficili di violente mareggiate che hanno messo a dura prova il litorale massese. «All’atto di adozione del Piano – afferma il comitato – abbiamo esposto tutte le nostre perplessità su uno strumento urbanistico che non tiene conto in modo strutturale dell’erosione e dei cambiamenti climatici. E, purtroppo, in questi ultimi giorni abbiamo avuto conferma di entrambi i fenomeni. Proprio stamani, sul giornale, appare una foto di ruspe che stanno ripulendo il lungomare esattamente dove dovrà essere inserita la pista ciclopedonale: il lungomare, nel tratto dalla Torre Fiat fino alla Don Gnocchi, è completamente invaso da sabbia, tronchi e sassi. È un libro già scritto e già letto, perché negli ultimi anni, puntualmente, quel tratto è stato chiuso e sono state chiamate ruspe a ripulire».
«L’attuale piano è stato modificato, rispetto al precedente, proprio tenendo conto della mareggiata di novembre 2023 e considerandola come un evento cinquantennale, ma, purtroppo, la realtà ha già smentito questi tempi: il verificarsi di questi fenomeni è almeno annuale. Una corretta pianificazione dovrebbe prevedere pratiche di adattamento a certi eventi, anticipare i rischi futuri che possono colpire il nostro territorio e, allo stesso tempo, proporre azioni di difesa adeguate. Ma dove sta la difesa nel prevedere una pista ciclabile che già sappiamo verrà sommersa da detriti? Possibile che non siamo in grado di progettare nulla di alternativo? Sappiamo che, ad esempio, nel piano degli arenili di Rimini, la pista ciclabile verrà rialzata rispetto al piano stradale, proprio per prevenire e adattarsi all’inevitabile innalzamento del livello del mare. Noi, invece, non riusciamo a progettare nulla di diverso da una pista regalata alle mareggiate? E ci meravigliamo che il centrosinistra, che dovrebbe essere più attento a questi temi, non sia stato in grado di coglierli all’atto dell’adozione del Piano in consiglio comunale. Solo tre consiglieri si sono assunti la responsabilità di votare contro. Servirebbe invece un po’ più di coraggio, una visione più aderente alla realtà nella quale viviamo e scelte forse anche impopolari, ma prese nell’esclusivo interesse della cittadinanza. A poco serve piangere dopo che si sono verificati crolli di edifici, danni ingenti a strutture e ricostruzioni di opere mal progettate. Pretendiamo una città a prova di futuro».


