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«Chi ha autorizzato il pennello sulla foce del Carrione? Nessuna istituzione risponde alla pec»

Il membro del direttivo di Italia Nostra: «L’opera tappa il torrente creando i presupposti per l’alluvione. E’ banale da capire»

MARINA DI CARRARA – Mentre le giornate di pioggia e di allarme continuano  susseguirsi e si vedono alluvioni colpire i territori fragili delle varie Regioni, tra cui la nostra, la popolazione si interroga preoccupata sulla sicurezza idrica. In particolar modo il geologo Riccardo Caniparoli, che è membro del direttivo di Italia Nostra e che il progetto del pennello alla foce del Carrione lo ha sempre avversato. Oggi con le operazioni in corso sul torrente ha inviato una pec a Regione, Comune, Provveditorato per le opere pubbliche, Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici per chiedere chi abbia autorizzato l’opera. “Stanno facendo un pennello per allungare la foce nel mare, un disastro: ma chi ha dato l’autorizzazione?” chiede ripetutamente il geologo. Gli facciamo notare che è il famoso waterfront per la sicurezza dell’asse del torrente a prevederlo, perché si ritiene che spostando in mare la foce si doverbbe impedire quanto accaduto nel 2014 quando il Carrione straripò allagando Marina con l’acqua che non riusciva a defluire alla foce. “Ma doveva comunque essere autorizzato” ci risponde Caniparoli e ci fa l’esempio della caserma dei vigili del fuoco ad Aulla. “Quella caserma – ci dice – è stata costruita nell’alveo del fiume Magra quindi su demanio idrico: quando ci fu l’alluvione del 2012 i vigili del fuoco di Carrara e di La Spezia dovettero correre in soccorso dei colleghi che non riuscivano a uscire dalla caserma. Tutte le opere realizzate sul demanio idrico appartengono all’acqua, la caserma non doveva essere costruita lì! E invece nonostante tante leggi e regolamenti dicano precisamente cosa si possa fare e non si possa fare, tanti fiumi e corsi d’acqua vengono tombati”. Insiste il tecnico: “Ora chi ha autorizzato il pennello? Perché nessuno mi risponde? Io faccio parte del direttivo di un’associazione nazionale riconosciuta per decreto dal presidente della Repubblica e mi devono rispondere”.

Riccardo Caniparoli non si stanca di spiegare tecnicamente gli effetti della realizzazione del pennello sulla foce che secondo lui avrà invece l’effetto contrario da quello pensato dalla Regione. “Il pennello tappa la foce – torna a ripetere – creando i presupposti per l’alluvione. E’ banale da capire e il problema è che oggi si delega tutto ai modelli informatici ma se le condizioni di contorno cambiano il modello non funziona – osserva – le onde di marea che entrano nella foce ogni 12 ore (2 volte al giorno) puliscono dal materiale depositato sul fondo, ma con il pennello impedisci alle onde di marea di entrare e di compiere la loro opera di pulizia. L’acqua del mare, più pesante rispetto all’acqua dolce del torrente, entra sul fondo e pulisce uscendo poi con la bassa marea e portandosi dietro sabbie e limi che poi le correnti distribuiscono sulla costa. Anche con la piena ordinaria si verifica un’operazione di pulizia naturale, con successivo deposito lungo la costa di materiale. Ma se costruisco  argini e modifico le foci faccio un disastro, perdo questa dinamica perché il materiale non raggiunge più la foce e non si disperde più in mare: ecco che allora si crea il fenomeno dell’erosione e della barra di foce ( vale a dire il deposito che si forma in corrispondenza dell’incontro dell’acqua salata con l’acqua dolce). Questo succede quando gli argini dei fiumi sono rigidi e quando si creano ostacoli come piazzale Città di Massa (presente sempre alla foce luogo di carico e scarico merci ndr) e ora con questo pennello: il materiale trova il pennello così le mareggiate non entrano e si forma la barra di foce e cresce il letto del fiume. Il Carrione – ricorda – aveva il letto più basso di un paio di metri nel 2003, dopo hanno sollevato due volte il ponte Giovan Pietro, due volte il ponte della Covetta e una volta quello dell’Aurelia: ma prima, per 50 anni, erano rimasti alla stessa altezza. Perché? Perché il letto si è sollevato!”. “Non solo – spiega ancora Caniparoli – come se non bastasse allungando l’alveo sul fondo del mare che ha pendenza zero, si riduce la pendenza e la corsa dell’acqua del Carrione”.