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«A Battilana servono pulizia straordinaria immediata, recupero ex scuola e viabilità»

Sabato pomeriggio l’associazione Avenza Resiste ha incontrato i cittadini battilanesi: «Non possiamo più andare avanti con le promesse, perché sono scadute».

CARRARA – Si riuniscono in quella che alcuni di loro vorrebbero diventasse una piazzetta “perché ogni paese ne ha una” rivendica Riccardo Bertoloni. È uno spiazzo sterrato tra la chiesetta e la ex scuola e a proposito di quest’ultima appare proprio lei una delle tante note, tra le più dolenti, di Battilana. Ma c’è una cosa in primis che  tutti i cittadini vogliono evidenziare: l’associazione Avenza Resiste a Battilana non va in trasferta, lo ripeteranno più volte: “Siamo circoscrizione 4 Avenza Battilana”.

I cittadini di Avenza Resiste si sono riuniti sabato pomeriggio sfidando la pioggerella fine non essendoci più uno spazio dove trovarsi a Battilana, in questo piccolo borgo, come amano definirlo con orgoglio i battilanesi e sarà una prima riunione di una lunga serie: l’associazione conta già anche fossolesi, marinelli e altri cittadini di altre frazioni con  urgenze, anche loro, da risolvere. Lo ribadisce come già fatto altre volte una delle fondatrici, Michela Pinelli, avenzina doc: “Qua ci sono anche cittadini che hanno un passato politico diverso, anche agli antipodi ma in questa associazione si indossa tutti una casacca neutrale, lasciamo i simboli di partito fuori, non vogliamo condizionare nessuno, tutti uniti nello stesso intento”. Avenza Resiste si propone infatti di costruire una coralità per denunciare il  degrado diffuso sui territori non solo quello avenzino. E a Battilana c’è solo l’imbarazzo della scelta. Le difficoltà che emergono dal confronto sono tante ma ne spicca una: l’esigenza di una pulizia straordinaria. Riccardo Bertoloni prende per primo la parola tra i battilanesi: “Ormai non è più questione di manutenzione ordinaria ma straordinaria. Da qua ci passa la Via Francigena. Ancora Via Pontremoli, Via Sarzana non si vedono più nemmeno i cartelli. Il centro artigianale è un mucchio di lozzo: lì non si sa a chi spetti pulire, c’è uno scarica barile ma  intanto noi viviamo nella sporcizia. E poi: ma dove si riunisce il paese? Era qua, al centro sociale, con le cene per gli anziani, per i giovani. Non sopporto questa strafottenza” esclama. Tutti d’accordo quindi: la prima richiesta da fare all’amministrazione da parte di Avenza Resiste per Battilana è una  immediata pulizia straordinaria.

Poi c’è la ex scuola che era un punto di riferimento sociale di aggregazione per il paese, gestita da un comitato che organizzava incontri, feste, sagre, corsi, momenti per ritrovarsi. E’ questa, fra le tante, la ferita più profonda, con la struttura chiusa e in abbandono da anni. Tra i presenti c’è Monica che era la vicepresidente del comitato: “Prima che arrivasse l’amministrazione De Pasquale – ricorda -, le amministrazioni davano in convenzione al comitato battilanese, confermata ogni 4 anni, la gestione del centro. Poi i Cinquestelle ce l’hanno tolta dicendo che avrebbero emesso bando mai emesso, ma mi domando: chi altri se non noi battilanesi potevamo avere meglio il diritto di gestire il centro battilanese? Poi è arrivato il covid e il centro dal 2020 è chiuso e attualmente non c’è all’orizzonte nessun progetto su questa struttura. La verità è che da quando non c’è più nessun rappresentante battilanese a piazza Due Giugno, Battilana è dimenticata”. E la ex scuola, perché ritorni a essere un centro culturale e sociale, diventa la seconda istanza ufficiale  da presentare all’amministrazione.

In realtà le urgenze sarebbero tante ed è difficile sceglierne solo tre, come hanno deciso di fare i cittadini, tanto per iniziare e partire quindi in qualche modo da pochi punti.  Leggono infatti un vecchio articolo del 4 dicembre 2022 dove i battilanesi già denunciavano “ un degrado da terzo mondo dimenticato da tutte le amministrazioni. Qui manca tutto- leggono i battilanesi – è rimasta solo la chiesa, non c’è  nessuna farmacia o negozio alimentare, nessun tabacchino o centro di aggregazione. Da 7 mesi – ed era il 2022- aspettiamo che chiudano i crateri in Via Macchini davanti alla ex scuola. Una volta c’era il barbiere. Manca un servizio di trasporto pubblico. Nel 1993 c’era piano per Battilana e un piano regolatore: che fine ha fatto?”.

Manca quindi la farmacia, c’è il degrado della Fornace, c’è il degrado della zona artigianale, c’è il degrado della ex caserma “diventata una giungla”, c’è il tema (sussurra qualcuno) dello spaccio al ponticello, c’è il tema della difficile viabilità con strade strette e impraticabili a doppio senso. Sulla ex caserma prende la parola Leonardo Buselli: “C’è l’intenzione da parte dell’amministrazione di venderla ma non possono: esiste una condizione posta quando venne ceduta dal Demanio al Comune, che venisse destinata a fini sociali. Dovrebbero invece pensare a recuperarla, magari realizzando degli appartamenti o qualcos’altro, dargli almeno un po’ di decoro. E poi questo paese ha bisogno di sviluppo: l’amministrazione De Pasquale ha fatto un Poc che è meglio non parlarne, ma la gente ha bisogno di ampliare e poter ricostruire” propone.

Terza istanza viene decisa infine, dopo un dibattito, la viabilità. Buselli a questo proposito rincara: “La zona artigianale è disgraziata con strade da terzo mondo. Penso al vialone che entra nella zona artigianale e finisce  con la rotatoria, lì basterebbe aprire e collegarsi a via Fossa Maestra”.  “Basterebbe allargare di mezzo metro le strade  – aggiunge Bertoloni -e magari con una perequazione non togliere la volumetria per l’edificabilità ai proprietari privati che cedono spazio per rendere praticabile le strade”. “Non possiamo più andare avanti con le promesse, perché sono scadute” hanno quindi salutato i cittadini di Avenza Resiste.