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Carrarese, quattro punti in sette gare. Ma quest’avvio non deve scoraggiare: ecco perché

Se riavvolgiamo il nastro, e andiamo ad analizzare gli avversari che la truppa di Calabro ha dovuto affrontare in questo avvio di stagione, i campi su cui ha lottato, e soprattutto le condizioni nelle quali ha dovuto farlo, il quadro diventa ben più complesso, e in qualche modo rivelatorio, rispetto a un mero punteggio

CARRARA – C’è una certezza all’indomani del pareggio ottenuto contro la Reggiana, che ha sì lasciato dell’amaro in bocca, ma che è servito pure a far tirare una boccata d’ossigeno agli uomini di Calabro, oltre che ad allungare la classifica e ad interrompere la striscia negativa delle ultime giornate. Una certezza, dicevamo: che la Carrarese non è quella che l’attuale situazione di classifica vorrebbe raccontare. 4 punti in 7 gare, sei gol realizzati e 12 subiti, e un ultimo posto attualmente in solitaria, con la zona salvezza lontana tre lunghezze. Se riavvolgiamo il nastro, e andiamo ad analizzare gli avversari che la truppa di Calabro ha dovuto affrontare in questo avvio di stagione, i campi su cui ha lottato, e soprattutto le condizioni nelle quali ha dovuto farlo, il quadro diventa ben più complesso, e in qualche modo rivelatorio, rispetto a un mero punteggio.

Quattro avversari su sette nelle prime sei posizioni di classifica

Pensiamo anzitutto al calendario, che certo non è stato favorevole alla Carrarese: due trasferte per partire, Cesena e Cremona, per affrontare compagini che al momento occupano la quarta e la sesta posizione, e senza peraltro sfigurare in campo. A Cesena la Carrarese, dopo un avvio shock, aveva preso le misure all’avversario, si era ricompattata e, forte della sua identità di gioco, aveva risposto con le sue armi, disputando un ottimo secondo tempo. A Cremona, invece, il ko è arrivato su calcio di rigore e in pieno recupero, al termine di una gara ben disputata. Poi è arrivato il Sudtirol, e in quell’occasione si è (ri)vista la Carrarese di Calabro: compatta in difesa, cinica in attacco, abile nel recupero palla e nella ripartenza veloce: tutte caratteristiche che il mister è stato in grado di imprimerle dal suo arrivo. E sono quindi arrivati i primi, meritatissimi, tre punti.
Ma a smorzare l’entusiasmo sono arrivate le tre sconfitte successive: Catanzaro, Sassuolo, Spezia. La trasferta calabra ha rappresentato un capitolo a parte, con gli azzurri apparsi sottotono per tutto il match, poco lucidi e con le idee confuse. La sfida interna con il Sassuolo, in quell’Arena Garibaldi che tanto aveva portato bene contro il Sudtirol, poteva avere un epilogo diverso considerato quanto visto in campo, ma gli ospiti, dall’alto della loro esperienza, sono stati abili a concretizzare le poche palle gol avute, e poi a difendere il risultato per poi trovare la rete del 2-0 allo scadere e chiudere i conti. Poco da dire, invece, sul derby contro lo Spezia, con la Carrarese che pur trovando due (euro)gol, ne ha subiti 4, evidenziando una costante difficoltà sui duelli aerei e sui calci piazzati, aspetti sui quali i bianconeri hanno dominato per tutto il match. In ogni caso, se guardiamo oggi la classifica, Sassuolo e Spezia sono rispettivamente la terza e la quarta forza del campionato. Ancora una volta, non il più semplice dei test per una neopromossa con l’obiettivo dichiarato della salvezza.

La questione stadio

Poi c’è la questione stadio. Sì, perché non solo la Carrarese, in questo avvio di campionato, non ha potuto contare sul fattore campo, che non è determinato soltanto dalla presenza del pubblico degli spalti, ma anche dalla “confidenza” con il terreno di casa, del quale si conoscono a memoria tutti gli angoli e tutte le zolle. Lontano da quel terreno, qualunque campo non può e non potrà mai essere casa. La Carrarese ha disputato sinora tre gare casalinghe: Sudtirol, Sassuolo e Reggiana, che hanno portato ai 4 punti attualmente all’attivo. Un trend comunque accettabile, considerati gli obiettivi, e soprattutto tenendo conto che l’Arena Garibaldi non è il Dei Marmi, per quanto possa essere forte l’affetto dei tifosi che si sobbarcano il peso di una trasferta “costretta”. Ogni gara lontano da casa comporta un sacrificio, fosse anche solo per il viaggio che comporta il dover giocare fuori. Se poi consideriamo che allo Stadio dei Marmi, la Carrarese, ad oggi non può neanche allenarsi, con tutto lo stress che il dover girovagare per i campi provinciali per trovare un campo di allenamento provvisorio, capiamo come la situazione della Carrarese e di mister Calabro (e  della società tutta) sia stata ben più complessa di quanto uno possa pensare. Estremizzando, potremmo dire che la Carrarese ha giocato, finora 7 gare su 7 in trasferta. E non è certo fattore da poco.

Da dove si riparte?

Lo dicevamo in apertura: ripartiamo da una certezza. Quattro punti in sette gare sono un bottino troppo povero, che non rispecchia le reali qualità di questa Carrarese; qualità che ha avuto modo di mettere in evidenza anche contro la Reggiana, pur non riuscendo a capitalizzare le tante occasioni create. Ma la squadra c’è ed è viva. E l’impressione è che l’avvio di campionato degli azzurri sia stato ben più tosto, sotto ogni punto di vista, di quanto a una neopromossa dovrebbe spettare. Adesso, però, è l’ora della verità. Perché arrivano avversari alla portata, si avvicina la scadenza per il termine dei lavori allo Stadio dei Marmi. Tutti i tasselli, piano piano, torneranno al loro posto. E allora la Carrarese potrà iniziare a dire la sua in questa Serie B. Con lo stesso spirito con il quale qualche mese fa, ai playoff, di fronte a chi non ci credeva, a chi non la vedeva tra le favorite, ha detto “ci sono anche io”.