delibere comunali
|Consiglio a Massa, passa il cambio di destinazione d’uso in via Galvani e il regolamento del palazzetto dello sport
Decisa la gestione in concessione della struttura sportiva.
MASSA – Il Consiglio comunale dell’altra sera ha portato a casa, oltre alla delibera votata all’unanimità per far sorgere il Giardino della Memoria alle vittime della tragedia di Lavacchio del 2010, altre due delibere: il cambio di destinazione d’uso di un immobile in via Galvani che da artigianale diventa residenziale e il nuovo regolamento del palazzetto dello sport.
A illustrare la prima proposta di delibera è stata l’assessora Alice Rossetti. Il nodo contestato dalle opposizioni è stata la sostenuta incompatibilità, stando al regolamento regionale, tra la destinazione d’uso residenziale e la classe 5 del piano comunale acustico in cui risulta collocata l’area. La delibera era già stata presentata nel 2019 in Consiglio per poi essere ritirata: all’epoca si era voluto mantenere la classe acustica industriale in quell’area e le opposizioni, protestando, indicarono come strada maestra da seguire la variante al piano acustico comunale per poi portare a compimento la delocalizzazione delle attività industriali rumorose ancora esistenti. L’immobile in questione, tra l’altro, era stato individuato come edificio da acquistare e trasformare in alloggio Erp, tramite un bando regionale. Ma l’operazione subì lo stop in Consiglio perché venisse approfondita la questione. La delibera è stata dunque presentata nuovamente, corredata questa volta del parere favorevole del Servizio di tutela ambientale che ha escluso ogni tipo di incompatibilità della funzione residenziale con la classificazione acustica.
“La proposta di delibera di piano di recupero è finalizzato al cambio di destinazione da artigianale a residenziale di un fabbricato ubicato in via Galvani – illustra l’assessora – l’iter viene iniziato su richiesta avanzata dalla ditta proprietaria, in riferimento a una piccola area ubicata all’interno del perimetro del territorio urbanizzato in zona di margine tra il tessuto prevalentemente residenziale e quello artigianale. L’edificio che ha attualmente destinazione artigianale, è di 859,58 mq ed è collocato all’interno di un lotto di terreno di 1130mq. Il regolamento urbanistico imprime all’area destinazione di tessuto città diffusa a media- bassa intensità, regime normativo di completamente urbanistico che ammette il cambio di destinazione d’uso per edifici con superficie superiori a 500 mq solo attraverso la formazione di un piano di recupero. Il piano di recupero non prevede aumenti di volume. E’ stato inoltre emesso parere favorevole da parte del Servizio di tutela ambientale in merito alla compatibilità della funzione residenziale con la classificazione acustica e con il regolamento regionale“.
Il consigliere Pd Gabriele Carioli stigmatizza: ”All’epoca lei sindaco ritirava l’atto perché era illegittimo. Stasera dite che c’erano tutti i requisiti – passa poi a ricordare le vicende dell’edificio – i proprietari dell’azienda sono falliti per le note difficoltà dell’edilizia. L’immobile aveva all’interno anche degli uffici e successivamente in emergenza venne quindi usato per ospitare migranti. Questa che state facendo – conclude – è una scelta politica. Per partecipare ai bandi servono dei requisiti ma servono prima, non dopo” contesta.
E’ un altro consigliere Pd, Enzo Romolo Ricci a spiegare i motivi del voto contrario: “Il piano comunale acustico deve salvaguardare la tutela dell’ambiente e la salute dei cittadini dall’inquinamento acustico ed è lo stesso fine del regolamento regionale a cui gli strumenti comunali devono conformarsi. Il regolamento regionale dice prima di tutto che i piani comunali sull’acustica devono guardare la destinazione d’uso esistente ( e quell’area è artigianale con quel capannone in classe acustica 5) inoltre il regolamento regionale dice che in classe 5 non puoi fare il residenziale. Se l’amministrazione vuole proseguire con l’indirizzo residenziale di quell’area allora deve dire: o che quelle attività non ci possono più stare oppure devono adeguare le immissioni di rumore oppure ancora si fa una variante acustica ad hoc per portare la zona dell’edificio in classe 4. Altrimenti non si può fare il residenziale”.
“Sull’area oggetto di intervento non risulta ci sia una fabbrica in attività– difende la scelta dell’amministrazione il consigliere del Carroccio Marco Lunardini – ma solo attorno, attività in dismissione- e quindi sostiene -. Possono coesistere insieme residenziale con artigianale: il cambio di destinazione d’uso è previsto proprio per evitare edifici in abbandono se l’attività non può andare avanti e deve chiudere”.
Meno conflittuale invece è stato il dibattito circa la delibera sul regolamento del palazzetto dello sport, per la stesura del quale hanno contribuito in commissione sia i consiglieri di maggioranza che di opposizione. Il regolamento approvato disciplina puntualmente tutti gli aspetti della gestione prevedendo l’affidamento in concessione dietro pagamento di un canone e una priorità nell’assegnazione della concessione alle associazioni dilettantistiche e professionistiche sportive con sede a Massa. “Il regolamento – ha commentato l’assessore Roberto Acerbo – è frutto del lavoro sinergico della commissione grazie alle proposte provenute da tutti i consiglieri di maggioranza e minoranza e in gran parte inserite”. “Bella la collaborazione e la condivisione – ha dichiarato l’unica consigliera di opposizione a votare contro, Daniela Benanti del Polo Progressista e di Sinistra – ma preferivo la gestione diretta. Se al Guglielmi non avessimo avuto la gestione diretta non avremmo potuto dimezzare i costi delle lezioni di danza”.

