Massa, Parco degli Ulivi messo a disposizione della Questura: il Consiglio approva
«Se non arriveranno proposte alternative da altri enti indirizzate a Prefettura, Questura e Ministero, seguirà la firma di protocollo e convenzione. Sono 32 milioni stanziati e i lavori inizieranno non prima del 2025 per terminare nel 2027»
MASSA – Dopo un’accesa discussione in aula, l’altra sera in Consiglio comunale, con il voto favorevole della sola maggioranza, l’astensione della minoranza di centrodestra e il voto contrario della minoranza del centrosinistra, è stata approvata la delibera con cui si costituisce a favore del Demanio dello Stato il diritto di superficie per 99 anni a titolo gratuito, su terreno di proprietà comunale, per la realizzazione della nuova Questura e sezione Polizia Stradale di Massa-Carrara. Il terreno in oggetto è una porzione del Parco degli Ulivi. Con la delibera approvata si inizia così un percorso, salvo revoca della stessa nel caso in cui altri eventuali enti come la Regione avanzassero altre proposte su loro proprietà (nel caso delle due proposte avanzate finora in alternativa e provenienti da centrosinistra in un caso e da FdI e Noi moderati nell’altro, di utilizzare il vecchio ospedale o l’ex magazzino dell’ospedale) e Prefettura, Questura e Ministero degli Interni la valutassero migliore collocazione. Se ciò non dovesse accadere, se quindi le autorità competenti nel frattempo non ricevessero una proposta alternativa idonea da parte di altri enti, la proposta del Comune di Massa è stata ufficializzata e i passaggi successivi nei mesi a venire saranno la firma di un protocollo e poi di una convenzione con Questura, Prefettura e Ministero degli Interni, per poi vedere iniziare i cantieri non prima del 2025 e prevedendone la fine presumibilmente nel 2027. A spiegare tutti i passaggi è stato il sindaco Francesco Persiani.
“E’ giusto raccontare in modo esaustiva ai cittadini perché comprendano cosa sia accaduto negli ultimi 2 mesi e come siamo arrivati alla delibera di stasera – ha preso la parola il primo cittadino – la premessa è che qualche giorno prima del 23 febbraio quando viene convocato un incontro in Prefettura, il Ministero degli Interni comunica all’amministrazione che il percorso che era durato tanto tempo e che aveva coinvolto l’edificio della Banca d’Italia non era andato a buon fine. Nel 2017 – fa un passo indietro il sindaco – il questore aveva svolto una manifestazione di interesse per capire se a Massa ci fosse un luogo idoneo per essere ceduto e trasformato in Questura: tra varie proposte arrivate era stata individuata l’ex Banca d’Italia che aveva dismesso la sede nel palazzo di piazza Garibaldi ed era disponibile a cederla, a un certo importo, al Ministero degli Interni. Il questore contattò il sindaco di allora che era il sottoscritto chiedendo se questa ipotesi potesse andare bene sotto il profilo del mutamento di destinazione d’uso del fabbricato (in parte erano uffici e in parte sede di banca). L’amministrazione – racconta Persiani -sostenne caldamente questa ipotesi, quindi diede l’assenso con la procedura che venne seguita da altri: Prefettura, Questura e Ministero. Si trattava di capire se ci fossero le risorse per adeguare l’edificio, il Governo era il Governo giallo-verde e servirono un centinaio di migliaia di euro per le perizie con cui si valutava se poteva essere ristrutturato il fabbricato. C’era già anche una progettazione. Poi ci fu il covid e passò il tempo. Alla fine del 2022 si comunicava che la cosa era fattibile perché le perizie erano buone. C’era da capire a quel punto quanti soldi servissero perché l’edificio era grosso”. E’ questo il punto dove la questione si fa complicata: quando salta l’ipotesi Banca d’Italia. Spiega infatti Francesco Persiani: “Il Ministero aveva necessità per statuto di fare comprare questo immobile a un altro ente pubblico, nella fattispecie l’Inail che avrebbe dovuto provvedere a utilizzare le risorse per riqualificarlo, per poi darlo in affitto o cederlo in comodato al Ministero. Nel 2023 l’interlocuzione riparte tra l’Inail e Prefettura, Questura e Ministero, i quali ci tenevano aggiornati. A fine 2023 l’Inail comunica di non essere interessato ad acquistare l’immobile per cui si interrompe il percorso. Noi abbiamo cercato di interloquire politicamente ma non c’è stato nulla da fare. A metà febbraio il Prefetto mi convoca e mi chiede (e l’amministrazione comunale per legge è tenuta a trovare aree per Questure, ordine pubblico e Polizia) se nel Comune di Massa esistesse un’area alternativa alla Banca d’Italia, da edificare, che fosse possibilmente in centro, disponibile con una concessione di diritto di superficie a titolo gratuito per 99 anni, perché il Ministero aveva fermato 30 milioni di euro per la realizzazione di una Questura in alternativa al percorso interrotto. Quindi – dettaglia i passaggi Persiani – ho convocato Giunta e Settori degli Uffici comunali e da lì abbiamo cercato di individuare la potenziale area. Tutto questo venne comunicato da me al Consiglio del 26 febbraio 2024. Il 23 febbraio c’è stato dunque l’ incontro con il Prefetto a Roma e il 28 febbraio i funzionari del Ministero vengono qui per dibattere. Poi di nuovo ci sono incontri il 12 marzo e poi l’8 aprile. Il Ministero voleva sapere se c’era la disponibilità del Comune. L’8 aprile tornai in Consiglio e dichiarai che era emersa la secondaria ipotesi che ritenevamo migliorativa rispetto alla proposta dell’Intendenza di Finanza e in quel caso indicai lo sgambatoio del Parco degli Ulivi. In merito a questa collocazione abbiamo ragionato per capire se la posizione avesse un suo perché sotto il bilanciamento degli interessi pubblici – ha sostenuto il sindaco – commisurando e valutando tutto. Ricordo, a questo proposito, che il regolamento urbanistico vigente prevede il potenziamento della viabilità tramite un collegamento tra via Rosselli e via Marina vecchia (dove si trova il parco), che consentirebbe di superare le criticità dovute all’aumento del traffico. Poi comunque presentammo alla Questura e al Prefetto la considerazione che quella scelta comportava la rinuncia parziale di un’area verde importante sotto il profilo della socializzazione, degli standard di verde e il Ministero ha assicurato che nel quadro economico complessivo che determinerà lo stanziamento delle risorse si sarebbe tenuto conto anche di questo fattore: noi in cambio abbiamo chiesto di riqualificare il parco che comunque rimane per ¾, visto che si tratta di 15 mila mq di cui solo 2750 vengono sottratti, gli altri restano e vengono migliorati. Questa è la soluzione migliore che risponde alle esigenze tecniche del Ministero. Saranno garantiti gli standard di verde riportando il verde mancante dove adesso c’è asfalto all’Intendenza di Finanza: è un’idea dell’amministrazione di realizzare al di sopra dei parcheggi sotterranei un parco giardino di 3500 mq. Quindi è previsto: potenziare la viabilità, riqualificare il Parco degli Ulivi e aumentare lo standard di sicurezza. Dopo la delibera verrà sottoscritto quindi un protocollo che definirà chi farà cosa. Il Ministero ci propone queste condizioni: noi mettiamo a disposizione l’area poi il Ministero ci darà il quadro esigenziale (ciò che vogliono) e dopo risorse e progettazione verranno affidati al Comune, che li potrà esternalizzare e potrà andare a modulare l’edificio come meglio sarà per la città. Verrà quindi siglata una convenzione dove il Ministero metterà a diposizioni le risorse. 2025/2027 sarà la tempistica con 32 milioni di euro di risorse. Noi avremo la possibilità di procedere prima alla riqualificazione del parco e poi alla costruzione della Questura. Nel frattempo arrivano anche le risorse per la progettazione, un paio di milioni di euro: infatti ora non siamo in grado di dire come sarà al Questura che deve essere ancora progettata. Una volta firmato protocollo e convenzione il treno è partito”. Infine il sindaco ha commentato le proposte della minoranza: “Ci sono state interlocuzioni per capire se c’erano alternative a questa. Abbiamo ricevuto proposte ma queste non sono di proprietà comunale, sono di altri enti per cui per noi l’unica alternativa valida era un’altra area comunale. Se qualche ente metterà a disposizione un proprio terreno, interloquirà con Prefettura, Questura e Ministero i quali decideranno se sarà una proposta migliore. Ma siamo già a maggio, il tempo corre e il Prefetto sta aspettando da tre mesi. Se nel corso dei mesi l’interesse pubblico verrà individuato da altri enti altrove vorrà dire che avremmo perso un po’ di tempo ma almeno non avremmo perso un’occasione che adesso abbiamo concreta e reale. Sottolineo ancora ai cittadini che il Parco dell’Ulivo non sparirà, sarà solo un po’ più piccolo ma più funzionale ed efficiente”.


